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Giuseppe Cicolini
FEDE E TRADIZIONE ALLA SANTISSIMA TRINITÀ DI VALLEPIETRA


Mostra a Roma, Complesso monumentale di S. Michele a Ripa - Via di San Michele, 18. Dal 20 dicembre 2006 al 18 febbraio 2007.

Con una inaugurazione molto efficace, la Sacra Rappresentazione del Pianto delle Zitelle, nel Chiostro delle Zitelle, nel Complesso di S. Michele a Ripa, ha preso il via, in grande stile, un ciclo di iniziative tese a far conoscere il Santuario della SS. Trinità sul Monte Autore, il celebre " Pianto" e la stessa Comunità di Vallepietra.
In effetti di tratta di un unicum religioso e antropologico-culturale che interessa da secoli e fino ad oggi tre Regioni Italiane: Lazio, Abruzzo e Campania (senza contare l'interesse di gruppi e singoli in ogni parte d'Italia e del mondo).
Sono, infatti, circa 3000 le bambole provenienti da tutti i continenti, una consistenza che ci ricorda un primato raggiunto proprio in questi giorni dall'Italia per quanto riguarda il numero di gruppi etnici diversi immigrati presenti nel nostro territorio nazionale. Primato che ci fa balzare al primo posto in questa graduatoria internazionale. Si tratta di un dato che ci deve far riflettere soprattutto per quanto riguarda la capacità di accoglienza, e non mi riferisco soltanto alla fornitura logistica, ma a quella culturalmente adeguata ad avere un dialogo aperto e non pregiudiziale verso "l'altro", dialogo spesso compromesso da paure e pregiudizi inspiegabili.

La Rappresentazione
Una processione, preceduta dallo stendardo di Vallepietra, ha attraversato solennemente il Chiostro, e, percorso un tratto del "colonnato", si è fermata, scenograficamente, sulla piccola scalinata. Lì "trombetti" di Vallepietra hanno intonato il motivo tradizionale: "Viva, Viva...". Poi le "zitelle", biancovestite e bravissime, hanno cantato alcune parti essenziali del Pianto.
La melodia, ripetuta e solenne, scandisce parole e concetti cristiani molto "forti", con una fede che si esprime nel dramma dei simboli della Passione, nella Croce, nella Sepoltura e nella Resurrezione. Maria e la Maddalena hanno cantato il loro grido di dolore, con espressioni che possono apparire "scandalose" per la mentalità religiosa di oggi. Con l'invito finale, da parte della Madonna, a tutti, "di Maddalena seguite la via" per essere perdonati e salvati.
La mostra
E' ospitata nella grande ex Chiesa del Complesso di S. Michele a Ripa, del Ministero dei Beni Culturali. Si tratta di foto e simboli che cominciano a datare dal 1881. Tra gli eccezionali fotografi : Coleman, Cesare Pascarella, Fratelli Alinari, Morpurgo. Le didascalie e le tavole illustrative sono curatissime e ottimamente realizzate. Il grande catalogo resterà memorabile.
Hanno curato la mostra - primo saggio delle attività demo-etno-antropologiche dell'Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione - la dott.ssa Paola Elisabetta Simeoni - antropologa e direttrice dell' ICCD - e il dott. Angelo Palma - ricercatore nella forma cosiddetta "immateriale".

Le collaborazioni scientifiche sono state di tutto rispetto: Lincei, Gabinetto Viessieux, Ass.ne Don Salvatore Mercuri, Fondazione Besso, Istituto Svizzero, Museo delle Arti e Tradizioni Popolari.
Notevoli anche le forme di collaborazione da parte delle istituzioni locali, regionali e nazionali.
La partecipazione del pubblico
Il pubblico della cerimonia inaugurale era numeroso e attento. Si notavano molti esperti e moltissimi Vallepietrani e "oriundi", con gli occhi umidi di commozione. Ma erano quasi tutti adulti e anziani. I giovani, molto motivati, erano quasi esclusivamente i curatori della mostra e i loro collaboratori, oltre ai "trombetti" e le figuranti-cantanti "zitelle" .
Speriamo che la mostra sia visitata da tutti, Romani e turisti, non solo per curiosità. Sarebbe grave se ci si fermasse ad ammirare l'involucro esterno del "fatto culturale Santuario-Pianto-Vallepietra", senza avere un contatto sincero con la sostanza del "fatto cristiano".

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