CADUTI CINETESI DI TUTTE LE GUERRE, CON APPROFONDIMENTI E DOCUMENTI STORICI

A. COLASANTI (a cura di), Caduti cinetesi di tutte le guerre, con approfondimenti e documenti storici, Gangemi Editore spa 2020, (21×30), pp. 144, ill. b/n e col. nel testo, s.i.p.

Il 31 agosto 1920 il generale A. Diaz – il vincitore della Grande Guerra – raggiunse anche Cineto Romano per inaugurare l’ennesimo monumento ai caduti in guerra, come documentato da una bella foto presente in questo interessante volume curato da Alessandro Colasanti, da anni impegnato sul fronte storico-culturale di questo caratteristico e accogliente paesino della valle dell’Aniene. Carolina Latini, Rossano Vallati e Giovanni Giustini lo hanno aiutato nella ricerca e nella raccolta di notizie e documenti tra le famiglie dei caduti e ex-combattenti; l’Amministrazione comunale, con in testa il dinamico sindaco Massimiliano Liani, questo ottimo lavoro lo hanno fortemente voluto, finanziato e presentato al pubblico in occasione del Centenario dell’inaugurazione del monumento, che, per l’occasione, è stato ripulito e restaurato, il 31 agosto dello scorso anno 2020.
Il libro, che va ad inserirsi tra i tantissimi altri di storia locale pubblicati praticamente in ogni Comune d’Italia sulla scia delle celebrazioni per la fine del primo conflitto mondiale, s’era prefisso uno scopo, come ricordato dal sindaco nella presentazione: “attribuire un’identità umana ai nostri concittadini caduti in tutte le guerre nonché alle vittime civili, narrandone la storia affinché non rimanga semplice nome scritto sulla pietra”. Per ogni caduto, perciò, sono state realizzate schede con foto, dati anagrafici e notizie sulla vita militare: una per la guerra d’Africa, 30 per i soldati morti nella prima guerra mondiale, 7 per i caduti nella seconda guerra mondiale (queste più ricche di documenti, toccanti lettere e cartoline postali), 6 per i morti civili (due assassinati dai nazisti e altri quattro morti sotto i bombardamenti “alleati”). È riportato, inoltre, l’elenco dei 24 Cavalieri di Vittorio Veneto con rispettive foto; un collage di attestati, lettere e foto di soldati inviate dai diversi fronti di guerra e luoghi di
prigionia.
Ovviamente, c’è la storia della costruzione, delle manomissioni e dei restauri del monumento ai caduti in guerra: voluto da un apposito Comitato con a capo Romolo Todini, deliberato dal Comune e realizzato – il tutto in soli due anni – dal marmista sublacense Enrico Colazingari con la pietra palombina delle cave dei Monti Affilani.
Ma il volume si fa particolarmente apprezzare anche per la parte che riguarda le notizie “inedite” del territorio (ad esempio la presenza di centri di raccolta di prigionieri austriaci a Vicovaro, Mandela e Cineto; l’attività di unità militari in zona impegnate in esercitazioni dal 1902 al 1943) e, soprattutto, per quelle relative ai mitragliamenti ed ai bombardamenti “strategici” anglo-americani del 1943-44 sulla “Spiaggia” lungo la via Valeria al confine con Roviano e sulla stazione ferroviaria del paese. Finora in tutti i centri interessati della zona ha circolato una versione – la vendetta di prigionieri inglesi per la delazione dell’ostessa Sòra Augusta della Spiaggia – che oggi risulta alquanto “fantasiosa” in virtù dei documenti originali e delle foto aeree del bombardamento. Le 50 bombe rilasciate dal 321° Bombardment Group il 20.1.1944 sull’osteria della Spiaggia, sull’acquedotto Antico Pio Marcio, sulla cappella di S. Giacomo e su varie abitazioni civili, in realtà furono sganciate per errore in quanto questa località fu scambiata per il vero obbiettivo: il ponte ferroviario di Carsoli. Un vero scoop di Colasanti e una “verità” che ci viene restituita dopo 76 anni. (Artemio Tacchia)