{"id":1825,"date":"2014-01-01T17:59:05","date_gmt":"2014-01-01T16:59:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.aequa.org\/v1\/?p=1825"},"modified":"2014-01-01T22:36:44","modified_gmt":"2014-01-01T21:36:44","slug":"la-via-della-memoria-il-sublacense-dalla-guerra-alla-repubblicaa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/la-via-della-memoria-il-sublacense-dalla-guerra-alla-repubblicaa\/","title":{"rendered":"La via della memoria. Il Sublacense dalla guerra alla Repubblica"},"content":{"rendered":"<p>G. ROSSI. La via della memoria. Il Sublacense dalla guerra alla Repubblica<br \/>\nComune di Cervara di Roma \u2013 Iter edizioni, Subiaco 2012, (15&#215;21), pp. 73, ill. B\/n nel testo e 8 tabelle statistiche allegate, s.i.p.<\/p>\n<p>Giulio Rossi ci d\u00e0 un libro di quelli che sono apprezzati dal pubblico e dagli storici di professione, perch\u00e9 sono una tessera (affidabile) di un mosaico pi\u00f9 ampio, nazionale. La prefazione \u00e8 scritta, appunto, dal Prof. Antonio Parisella, docente di storia contemporanea, presidente del Museo della Liberazione di Via Tasso.<br \/>\nL\u2019Autore ha ricostruito la storia sociale e politico-elettorale degli anni della guerra, dell\u2019immediato dopoguerra, della Ricostruzione e della ripresa della vita politica nel Sublacense. Si tratta della sociologia della vita dei braccianti, contadini, ancora dominati da \u201cpatti agrari\u201d abnormi e dai \u201ccaporali\u201d, che li sfruttavano senza scrupoli nei lavori stagionali nella Campagna Romana, per conto dei proprietari \u201cagrari\u201d assenteisti. Questa analisi mette in luce le prime occupazioni abusive di terre nell\u2019Agro Romano, i contrasti con la polizia, fino alla distribuzione di terre ai nostri contadini da parte dell\u2019Ente Maremma, in attuazione della Riforma Agraria, nell\u2019ex latifondo Torlonia di Cerveteri.Una pagina che mette a nudo la povert\u00e0 dei nostri braccianti agricoli, la loro capacit\u00e0 di adattamento al nuovo ambiente, alle Cooperative fra assegnatari, all\u2019uso di macchine agricole e alla conduzione di stalle razionali per l\u2019allevamento bovino. Un settore produttivo a parte era l\u2019industria boschiva per la produzione di legname per uso industriale e di carbone vegetale. Erano poverissimi, al punto di invidiare i coltivatori diretti, i mulattieri e, ovviamente, gli artigiani (artisti). Oltre al lavoro nelle \u201ccarbon\u00e8re\u201d in montagna, furono impegnati nell\u2019Agro Pontino per il disboscamento e lo sradicamento degli alberi indesiderati. Nelle nostre montagne sapevano dominare il fuoco per ottenere il carbone. Nei lavori di sradicamento di grandi tronchi, impararono a usare accetta e sega, ma anche gli esplosivi. A Subiaco non sopravvisse alla guerra l\u2019Isola degli Opifici, con le sue botteghe di manifattura di tele e ceramica, se non la cartiera Crespi, ricostruita dopo i bombardamenti, da operari mal pagati ma fedeli al loro lavoro specializzato. La cartiera non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 come non c\u2019\u00e8 pi\u00f9, nella tradizione affilana del fondatore don Giovanni Rossi, la \u201cCassa rurale di Affile\u201d, legittima difesa contro l\u2019usura, che si praticava apertamente col nome di \u201cbanchetta\u201d. Altra nicchia di difesa erano, in un certo modo, la famiglia allargata, il vicinato, le Confraternite, le feste patronali, i \u201ccompari\u201d.<br \/>\nI partiti democratici risorti nel dopoguerra sono un tema importante del libro di Giulio Rossi. Socialisti, Repubblicani e Comunisti sono bersaglio della polemica clericale del tempo. Ma intanto, finalmente, ai podest\u00e0 succedono i sindaci proposti dal CNL e poi liberamente eletti. Qui pi\u00f9 che la cronaca degli avvenimenti dolorosi locali, si ricostruisce il quadro bellico del quadrante a Est di Roma: le installazioni della linea tedesca per rallentare la ritirata dal fronte di Cassino, i bombardamenti, le piccole azioni di Resistenza all\u2019occupazione nazi-fascista e il doloroso contenimento della rabbia degli ultimi guastatori SS disperati, dediti alle violenze, ruberie, rastrellamenti, uccisioni, rappresaglie. Giulio Rossi ci porta nei luoghi e nelle circostanze di questi episodi sanguinosi, parte della pi\u00f9 ampia Resistenza. Arrivano i liberatori Alleati e le prime distribuzioni di pasti e vestiario alle popolazioni stremate, ma gi\u00e0 impegnate a Subiaco nella rimozione delle macerie e nella ricostruzione. Giulio Rossi ci racconta questi fatti con il rigore dei documenti storici e con la partecipazione del cittadino libero: dalla caduta del fascismo alla rinascita democratica. \u00c8 ci\u00f2 che gli sta a cuore. La fame e la \u201ccarta annonaria\u201d, l\u2019ammasso delle granaglie, sono raccontate con efficacia documentaria. Le parrocchie e l\u2019Abbazia di Subiaco ebbero una parte importante come riferimento per la popolazione, impoverita e impaurita. Rinascono, tra la diffidenza, i partiti politici: Partito Socialista, Partito Repubblicano, la Democrazia Cristiana, Partito Comunista. Intanto nel 1946 la forma repubblicana dello Stato si era affermata. Nel Sublacense spesso le mogli votarono Monarchia e i mariti Repubblica. Il clero era per la Monarchia. Le elezioni politiche del 18 aprile 1948 sancirono il predominio democristiano, con l\u2019azione dei Comitati Civici. E cos\u00ec fino al 1953, con la parentesi repubblicana e di sinistra rappresentata, a Subiaco, dalla vittoria della lista di sinistra\u201dVanga e Stella\u201d che port\u00f2 Cesare Crespi, un industriale, nella poltrona di sindaco di Subiaco.<br \/>\nL\u2019Appendice mette in luce le qualit\u00e0 di ricercatore di Giulio Rossi, non per nulla addottorato in sociologia: sui censimenti dei Comuni del Comprensorio, i sindaci prima e dopo il Fascismo (con la parentesi dei podest\u00e0), gli esiti del referendum istituzionale e del \u201cfatidico\u201d 18 aprile. Ci pare di capire che nell\u2019intento di Giulio Rossi, questo suo lavoro adempia il compito di ricordare, situare gli avvenimenti locali nelle loro concause sociali e nazionali. Il \u201cpassato \u00e8 un prologo\u201d, per non dimenticare e tendere alla consapevolezza, all\u2019impegno nella \u201cvia della memoria\u201d, verso il futuro. (Giuseppe Cicolini)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>G. ROSSI. La via della memoria. Il Sublacense dalla guerra alla Repubblica Comune di Cervara di Roma \u2013 Iter edizioni, Subiaco 2012, (15&#215;21), pp. 73, ill. B\/n nel testo e&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[],"class_list":["post-1825","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-lo-scaffale-di-aequa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1825","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1825"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1825\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1838,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1825\/revisions\/1838"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1825"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1825"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1825"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}