{"id":1939,"date":"2014-01-07T17:28:46","date_gmt":"2014-01-07T16:28:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.aequa.org\/v1\/?p=1939"},"modified":"2014-01-07T17:28:46","modified_gmt":"2014-01-07T16:28:46","slug":"una-triplice-cinta-o-filetto-a-roviano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/una-triplice-cinta-o-filetto-a-roviano\/","title":{"rendered":"UNA TRIPLICE CINTA  O FILETTO A ROVIANO"},"content":{"rendered":"<p>UNA TRIPLICE CINTA\u00a0 O FILETTO<br \/>\nA ROVIANO<\/p>\n<p>di Artemio Tacchia<\/p>\n<p>Esattamente vent\u2019anni fa, girovagando per il centro storico di Roviano, m\u2019imbattei in via Castello 43 in un disegno inciso nella pietra calcarea usata come gradino dell\u2019abitazione della famiglia di Enzo Crialesi. Rappresentazione abbastanza familiare a chi spesso l\u2019aveva vista nel retro di una scacchiera e ci aveva giocato a filetto. E cos\u00ec, la fotografai e la dimenticai nell\u2019archivio. Fino a qualche giorno fa, quando, questa volta curiosando nel web, mi sono ritrovato a leggere un bell\u2019articolo di Giorgio Pintus (1) arricchito di foto scattate in vari paesi dei monti Lepini con lo stesso disegno, detto anche \u201ctriplice cinta\u201d, inciso sulla pietra che avevo visto a Roviano.<br \/>\nNel frattempo in paese c\u2019erano stati enormi lavori di rifacimento delle pavimentazioni stradali proprio nel centro storico con la sostituzione dei vecchi sampietrini grigi con altri bianchi. Sono tornato a vedere se la pietra s\u2019era salvata. C\u2019\u00e8 ancora, ma lo scalino d\u2019una volta \u00e8 sparito, inghiottito dal nuovo livello dato alla strada o, meglio, al vicolo.<br \/>\nQuesta \u201ctriplice cinta\u201d o filetto (2) \u00e8 una figura geometrica incisa abbastanza rozzamente e costituita da tre quadrati concentrici suddivisi da due diagonali e da due mediane che, per\u00f2, si arrestano sui lati e sui vertici del quadrato pi\u00f9 piccolo senza congiungersi al centro. Il quadrato pi\u00f9 grande misura: lato est 28 cm; lato sud 25 cm; lato ovest 24 cm e lato nord 23 cm. Anche le mediane (cm 9,5 lato nord e cm 7,5 lato est, ad esempio) e le diagonali presentano misure differenti. L\u2019ingresso all\u2019abitazione \u00e8 sul lato a sud.<br \/>\nChiss\u00e0 per quanti secoli bambini e adulti ci hanno giocato tranquilli, seduti all\u2019ombra della casa. Chi l\u2019avr\u00e0 incisa e quando? E la pietra liscia e consumata, che contiene questo filetto, ha avuto fin dall\u2019origine la funzione di gradino o essa proviene da qualche altro luogo? Non lo sapremo mai.<br \/>\nEnzo Crialesi (classe 1944), attuale proprietario, ci ha confermato che da ragazzo ci giocava spesso a filetto con i suoi amici e che la casa, appartenuta al nonno Rocco, dovrebbe risalire al XVIII secolo: \u00abcostruita a ridosso di un muro dello spessore di circa 2 m, forse il muro di cinta che proteggeva Roviano dalla parte ad est\u00bb (3).<br \/>\nConfesso che per me, questa figura geometrica, ha rappresentato sempre un piacevole passatempo. Mai ho avuto il sospetto, prima d\u2019ora, che potesse sottendere altri significati esoterici o, meglio, altre letture misteriose. Quante volte, da ragazzi, ci abbiamo giocato a scuola disegnando il filetto con il gesso, o per strada tracciandolo con schegge di laterizi? E al mare, sulla sabbia? Centinaia di volte. Nessuno ci ha mai detto, per\u00f2, che poteva rappresentare simbolicamente il sistema difensivo delle antiche citt\u00e0 e che le mediane erano le vie principali per andare verso il centro sacro, luogo del potere civile e religioso, senza, comunque, raggiungerlo \u00abcome se, simbolicamente, dal centro religioso-temporale, venisse distaccato urbanisticamente il resto della cittadinanza\u00bb (4).<br \/>\nIntorno alla \u201ctriplice cinta\u201d, in questi ultimi anni, si sono concentrati forti interessi da parte degli studiosi che hanno prodotto non solo articoli sulla stampa, siti, video e blog sul web, ma anche libri riccamente documentati, richieste di salvaguardia di questi segni culturali e avviato veri e propri censimenti nazionali e mondiali (5). Da uno di questi apprendiamo che sono stati documentati a: Palombara Sabina, alla base di un pozzo circolare in mezzo al giardino del castello Savelli, e a Tivoli, sul lato corto di una vasca romana conservata nella Villa Gregoriana, nella variante con la croce piena, che copre cio\u00e8 anche il quadrato centrale (6).<br \/>\nIo stesso ho provato a chiedere agli amici di Facebook notizie, e non sono mancate le segnalazioni: ce ne sarebbero tre a Cineto Romano, una a Torano e una davanti alla chiesa di Quintiliolo a Tivoli, per restare in zona (7). Due anche sui sedili di pietra ai lati del portale della chiesa di Santa Maria delle Grazie a Cocullo.<\/p>\n<p>Oltre il filetto\u2026<\/p>\n<p>\u00abConosciuta come popolare gioco di pedine (filetto, tavola-mulino, m\u00e8rler, trija, etc.), la triplice cinta \u2013 ha scritto M. Uberti &#8211; ha avuto sicuramente anche una funzione simbolica. Alla triplice cinta sono state associate nel corso del tempo diverse interpretazioni: da semplice meridiana a cosmogramma, dall&#8217;espressione dei tre livelli di una societ\u00e0 iniziatica all&#8217;emblematica cristiana, in cui assume la sintesi del macro e microcosmo, in cui il Centro \u00e8 Cristo\u00bb (8).<br \/>\nIo credo che ben pochi, tra quelli che hanno passato del proprio tempo ludicamente su queste tavole incise sulle pietre o disegnate sulla carta, abbiano mai avuto una bench\u00e9 straccia idea di che cosa nascostamente significassero quei quadrati e quelle linee sulle quali muovevano sassolini, bottoni, pezzetti di carta o semi di pesche.<br \/>\nTuttavia, dagli studiosi \u00e8 comunemente accettato che il quadrato rappresenta \u00abun simbolo geometrico che esprime l\u2019orientamento dell\u2019uomo nello spazio e nell\u2019ambito vitale in base a una visione del mondo in parti governate da custodi soprannaturali\u00bb (9). Molti templi erano a base quadrata e nelle civilt\u00e0 antiche, non solo del Mediterraneo ma anche asiatiche, la rappresentazione della Terra era quadrata, il modello di citt\u00e0 ideale era quadrato cos\u00ec \u00abil quadruplice orientamento dell\u2019immagine del mondo\u00bb nei giochi, come il filetto o il mulino, assumeva le forme del quadrato. Nel quadrato \u00ab\u00e8 fondamentale il desiderio di orizzontarsi in un mondo che appare caotico, mediante l\u2019introduzione di direzioni e coordinate. La quadratura comporta un principio d\u2019ordine che sembra essere innato nell\u2019uomo e che, in un sistema dualistico, si contrappone al cerchio, che rappresenta le potenze celesti\u00bb (10).<br \/>\nQueste \u201ctriplici cinte\u201d sono state ritrovate nei luoghi pi\u00f9 svariati: chiese, pareti di grotte e castelli, muri, mosaici romani, gradini di abitazioni, pilastri, torri. Ma anche gli studiosi pi\u00f9 ferrati hanno difficolt\u00e0 a datarle con certezza e ad attribuirgli significati simbolici certi. C\u2019\u00e8 chi parla di \u00abtracce lasciate da iniziati per indicare un luogo dove sono presenti energie telluriche\u00bb (11), chi di simboli esoterici legati alla massoneria, chi li associa ai Templari.<br \/>\nResta, tuttavia, un gioco per la stragrande maggioranza delle persone, arrivato a noi dai latini (che lo chiamavano merellus, pedina). Il che non ci impedisce di contribuire al suo censimento e alla sua salvaguardia. Sarebbe davvero un peccato, al pari di altre testimonianze della nostra civilt\u00e0, se queste \u201ctriplici cinte\u201d o filetti incisi sulle pietre scomparissero.<\/p>\n<p>1- G. Pintus, Tris e filetto, giochi o simboli esoterici?, in Nuova Informazione, rivista mensile di attualit\u00e0, ambiente, cultura, anno XVI, n. 5-6, maggio,giugno 2010. Anche in:\u00a0 http:\/\/giorgiopintus.blogspot.it<br \/>\n2- Sul gioco del filetto e sulle numerose \u201ctripli cinte\u201d rinvenute a Roma dalla studiosa Matizia Maroni Lumbroso (Cfr. L\u2019Urbe, n. 2, Roma 1963) vedi: G. Roberti, I giochi a Roma di strada e d\u2019osteria, pp. 368-371, Newton Compton Editori 1995.<br \/>\n3- L\u2019abitazione, che non poteva far parte delle mura di cinta dell\u2019antico nucleo, \u00e8 ubicata nella zona a est del centro-storico di Roviano edificata tra il 1600 e il 1800. Cfr. Longo, Albisinni, Abenavoli, Centri storici minori nel Lazio, Edizioni Kappa, 1979 Roma.<br \/>\n4- G. Pintus, op. cit.<br \/>\n5- Vedi: www.angolohermes.com; www.esonet.it; www.duepassinelmistero.com; www.satorws.com. Sull\u2019argomento, libri assai documentati sono: M. Uberti, G. Coluzzi, I luoghi delle Triplici cinte in Italia. Alla ricerca di un simbolo sacro o di un gioco senza tempo?, Eremon Edizioni, 2008; M. Uberti, Ludica, Sacra, Magica. Il censimento mondiale della Triplice Cinta, Edizioni Il mio libro, 2012;\u00a0 R. Mosca, A. Rubino, La triplice cinta. La geometria della bellezza nelle opere di maestri di ogni tempo, 2008, Terre Nuove edizioni; F. Manticelli, I misteri della triplice cinta, Ananke edizioni, 2012.<br \/>\n6- http:\/\/www.duepassinelmistero.com\/censimentotc.htm<br \/>\n7- Ringrazio gli amici: E. Crialesi, L. Rossi (\u00aba Scurcola Marsicana, noi li tracciavamo sulle panchine o su qualsiasi superficie piana con le foglie o con i pezzetti di terracotta\u00bb), R. Nicolai (Torano, Ri), E. Fracassi (\u00absulla copertina in travertino del muretto dello spiazzo davanti alla chiesa di Quintiliolo a Tivoli, con vista Tempio di Ercole; il filetto \u00e8 vicino a scritte tedesche degli anni \u201840\u00bb); A. Colasanti (Cineto Romano); P. Rosati (\u00abtabula lusoria\u00bb); S. Barba (Roma); G. Gumina (uno simile inciso sotto un&#8217;arcata del chiostro adiacente alla chiesa di San Salvatore in Lauro a Roma, a met\u00e0 di via dei Coronari). Altri amici mi hanno segnalato filetti anche oltre il nostro territorio: V. Pascalicchio (Turi, Ba), F. Grimaldi (\u00abl&#8217;ho visto sul gradino di una vecchia abitazione a Itri, provincia di Latina\u00bb), F.\u00a0 Prattic\u00f2 (\u00abIn Turchia, ad Efeso\u00bb), S. Visintin (\u00abSi trova in centro a Radini, in Croazia, nel cortile di Maria Radin\u00bb).<br \/>\n8- M. Uberti, Brevi considerazioni sulla triplice cinta dell&#8217;Acropoli di Alatri (FR), maggio 2009, in http:\/\/www.duepassinelmistero.com. Nel 2008 ad Alatri G. Boezi e O. Tofani avevano scoperto, di notte, sopra una pietra megalitica dell\u2019acropoli una incisione sconosciuta alla quale hanno attribuito il significato di \u00abcronografo solare di un tempo ciclico, incardinato sul flusso temporale degli equinozi e dei solstizi\u00bb. Vedi: M. Pist., Un graffito sul \u201ctempo ciclico\u201d dalla Mesopotamia ad Alatri, in Ciociaria oggi, 5 maggio 2009.<br \/>\n9- Le garzentine, Simboli, pp. 422- 425, Garzanti 2000.<br \/>\n10- Idem<br \/>\n11- www.satorws.com<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>UNA TRIPLICE CINTA\u00a0 O FILETTO A ROVIANO di Artemio Tacchia Esattamente vent\u2019anni fa, girovagando per il centro storico di Roviano, m\u2019imbattei in via Castello 43 in un disegno inciso nella&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[],"class_list":["post-1939","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-pillole-di-aequa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1939","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1939"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1939\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1940,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1939\/revisions\/1940"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1939"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1939"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1939"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}