{"id":1941,"date":"2014-01-07T17:31:16","date_gmt":"2014-01-07T16:31:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.aequa.org\/v1\/?p=1941"},"modified":"2014-01-07T17:31:16","modified_gmt":"2014-01-07T16:31:16","slug":"la-passatella-a-capistrello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/la-passatella-a-capistrello\/","title":{"rendered":"LA PASSATELLA  A CAPISTRELLO"},"content":{"rendered":"<p>LA PASSATELLA\u00a0 A CAPISTRELLO<\/p>\n<p>di Gianfranco Ricci<\/p>\n<p>La modernit\u00e0\u00a0 avanza ovunque permeando di s\u00e9 tutti gli aspetti del nostro vivere quotidiano e ampliando, per un verso, orizzonti e opportunit\u00e0,\u00a0 ma, per l\u2019altro, uniformando comportamenti e culture.<br \/>\nAnche uno dei riti tipici dei nostri paesi, ovvero la passat\u00e8lla, sta imboccando lentamente il ramo discendente della sua parabola, incalzata nei bar da nuovi svaghi. Giochi elettronici che, per lo pi\u00f9, sono totalmente privi dell\u2019interazione personale, dell\u2019astuzia e della carica agonistica tipici di un giro di passat\u00e8lla. La differenza fondamentale \u00e8 che il videogame estranea, porta all\u2019isolamento \u2013che \u00e8 uno dei mali della nostra societ\u00e0 &#8211; mentre la passat\u00e8lla coinvolge, spinge alla socialit\u00e0. Certo, in tempi di lotta all\u2019alcolismo questo peana su un gioco apparentemente basato solo sul bere potr\u00e0 sembrare fuori luogo; parimenti per\u00f2 a nessuno sfugge come l\u2019affievolirsi di questa usanza antica non vada affatto di pari passo con la diminuzione del consumo di alcol, che anzi \u00e8 in continua crescita\u00a0 tra i giovanissimi.<\/p>\n<p>La passat\u00e8lla nasce all\u2019osteria<br \/>\nLa passat\u00e8lla segue regole variabilissime, a volte perfino all\u2019interno dello stesso paese; quelle che riporter\u00f2 sommariamente pi\u00f9 avanti erano in uso fino a qualche anno fa a Capistrello, e per quanto io sappia non hanno ancora subito modifiche sostanziali (1).<br \/>\nIntendiamoci: sto descrivendo un gioco \u2013 un rito, un\u2019usanza &#8211; che \u00e8 ancora vivo, si pu\u00f2 ancora parlarne al presente; ma \u00e8 un sole al tramonto, una pianta che non ha germogli.<br \/>\nFino a qualche anno fa i pomeriggi festivi riempivano i locali di gruppi schierati in cerchio attorno ai tavoli, e la passat\u00e8lla del giorno di festa era sacra quanto la processione del Patrono (per qualcuno anche di pi\u00f9!). Oggi le uniche cose che affollano i bar sono le partite di calcio sulle reti pay-per-wiew, e viene quasi da pensare che Orwell abbia fatto un viaggio nel futuro e la storia del Grande fratello non se la sia inventata affatto, ma l\u2019abbia vista con i propri occhi.<br \/>\nIn nessun tempo e ambito culturale lo spirito ludico \u00e8 stato considerato un difetto, o una diminuzione della virilit\u00e0. Questo valeva anche nell\u2019ambiente contadino nostrano, dove l\u2019uomo ilare e estroverso era sempre ben accetto, portatore di allegria in tempi dove il divertimento era cosa rara. Anche alla base della passat\u00e8lla si ritrova una componente ludica, ovviamente integrata e \u201ccorretta\u201d da altri fattori: la sfida, il vigore fisico necessario a reggere l\u2019alcol, lo scontro verbale o fisico, che la rendono adatta alla categoria sociale a cui \u00e8 riservata, ovvero i maschi adulti.<br \/>\nIl gioco nasce e vive nelle osterie, ai tempi non lontanissimi in cui un tavolo, quattro sedie e un litro di vino bastavano a divagare la mente. Una prima annotazione: perch\u00e9 proprio all\u2019osteria e non a casa propria? Il motivo \u00e8 ovvio: ciascun partecipante deve mettere in gioco una dose di bevanda, pagandola, ma senza avere a priori la certezza di bere. Lo spirito del gioco era (\u00e8) proprio bere quanto pi\u00f9 possibile, cercando simultaneamente di lasciare a secco (fare \u00f3lemo) i propri rivali.<br \/>\nAll\u2019inizio non si poneva certo il problema di chi chiamare a partecipare al giro (2), visto che il semplice accesso nel locale era precluso a chi non fosse gi\u00e0 stato \u201cammesso\u201d tra gli adulti, il che avveniva ben oltre i vent\u2019anni (si diventava maggiorenni a ventuno). Le cose cambiarono a partire dagli anni \u201960, quando le vecchie cantine di paese cominciarono a servire caffetteria e gelati, e poi a dotarsi di flipper e juke-box che attirarono una clientela inevitabilmente pi\u00f9 giovane (3).<br \/>\nI vecchi frequentatori delle cantine, ormai tutte promosse a Bar (le pi\u00f9 spocchiose a Caff\u00e8), cominciarono allora a guardare bene in faccia chi si accostava al tavolo, giacch\u00e9 non si poteva invitare a rem\u00e9tte un ragazzino: ne andava dell\u2019onore di tutti i partecipanti al giro. Gli adolescenti, se il barista tollerava la loro presenza (il che avveniva raramente), passavano anni appoggiati al muro osservando e analizzando il gioco, e facendo cos\u00ec il muto apprendistato che avrebbe consentito loro di destreggiarsi al meglio quando qualcuno avesse rivolto loro la fatidica domanda: \u201cChe, ci\u2019\u00f3 rem\u00e9tte?\u201d<br \/>\nOggi qualcuno potr\u00e0 sorriderne, ma quella domanda significava che gli astanti, e quindi per estensione la collettivit\u00e0 intera, non vedevano pi\u00f9 nell\u2019avventore della mescita \u201cil ragazzo\u201d ma \u201cl\u2019uomo\u201d, per quanto giovane: una vera e propria iniziazione, un\u2019implicita annessione al consesso dei \u201cmaggiori\u201d della Comunit\u00e0, seppure la cerimonia avveniva in un luogo e con celebranti tutt\u2019altro che sacrali.<br \/>\nNon ci pu\u00f2 essere passat\u00e8lla senza le rivalit\u00e0 personali, le combriccole stabili, e gli \u201csgarri\u201d occasionali: sono queste cose, unite ai patti che si stipulano nella prima fase del gioco, che danno spessore e sapore ad un rito che altrimenti si ridurrebbe a ben poca cosa. Le inimicizie al giro per\u00f2 sono di solito limitate a quell\u2019ambito, siano esse valvole di sfogo di lievi rancori sotterranei oppure volontario contrappasso a rapporti usualmente cordialissimi (un classico \u00e8 la rivalit\u00e0 al giro tra consanguinei o tra compari).<br \/>\nQuello che oggi l\u2019osservatore avverte subito \u00e8 l\u2019innalzamento dell\u2019et\u00e0 media dei partecipanti al gioco; raramente si vedono attorno al tavolo i trentenni (i ventenni manco a nominarli, molti di essi preferiscono altri \u201dsballi\u201d!), e questo pone in evidenza quanto la passat\u00e8lla abbia ormai perso il suo ruolo di \u201crito di passaggio\u201d dall\u2019adolescenza all\u2019et\u00e0 adulta.<br \/>\nL\u2019altra cosa\u00a0 (questa positiva) che salta all\u2019occhio \u00e8 la minore conflittualit\u00e0; sono finiti i tempi in cui i giri scatenavano risse furibonde, segno che se ne mette in risalto soprattutto la componente ludica. Gli inutili cartelli \u201cE\u2019 proibita la passat\u00e8lla\u201d sono ancora appesi ai muri, giusto sopra ai tavoli dove si gioca; ingialliti dagli anni, ma mantenuti per obbligo di legge.<\/p>\n<p>Le regole<br \/>\nTutto muove dalle carte, la sfida a quattro (4) nei classici scopa-briscola-tresette. Questi primi quattro partecipanti al giro, i giocatori appunto, ne saranno gli attori principali e a meno che non vi siano esplicite rivalit\u00e0, in una passat\u00e8lla condotta correttamente nessuno di loro rester\u00e0 senza bere. La coppia perdente paga la bottiglia o i bicchieri (5) messi in palio, che costituiranno il nucleo del vassoio, centro fisico della passat\u00e8lla. Alla bevanda dei giocatori si aggiunge quella dei rimett\u00e8nti, tutti gli astanti che intendono partecipare al giro. Partecipare al giro \u00e8, difatti, considerata una \u201cremissione\u201d, ovvero una perdita quasi certa, anche se per come si svolge il gioco raramente \u00e8 cos\u00ec, visto che la percentuale degli \u00f3lemi \u00e8 minima: il massimo del gusto infatti \u00e8 riuscire a \u201cfare secco\u201d uno solo dei partecipanti!<br \/>\nSi apre quindi il giro vero e proprio, dando le carte a tutti e conteggiando i punti della primiera. Le carte vengono scoperte a turno, ed in questa fase si stringono patti: chi non ha ancora scoperto il suo punto, \u201cchiama\u201d chi ha mostrato il punto pi\u00f9 alto chiedendogli di legarsi a lui per una carica o semplicemente per una bevuta (6). Chi ha il punto pi\u00f9 alto diventa il padrone, e spetta a lui assegnare le altre cariche, tenendo presenti sia i suoi consueti sodali, che quanti lo abbiano chiamato durante il giro. Le cariche classiche, oltre al padrone, sono: s\u00f3tto, guastacc\u00f3ncia, m\u00f2rte e meric\u00f2rdo.<br \/>\nIl s\u00f3tto \u00e8 quello che per primo consente o nega la bevuta. Chiunque sia invitato dal padrone a bere, infatti, prima di togliere il bicchiere dal vassoio dovr\u00e0 \u201cchiamarlo\u201d e ottenere esplicitamente il suo consenso. Il guastacc\u00f3ncia pu\u00f2 sottrarre la bevuta ad un partecipante per passarla ad un altro, oppure e s\u00e9 stesso\u00a0 (\u201cTe gu\u00e0sto e bevo \u00ec\u201d), mentre la m\u00f2rte pu\u00f2 sottrarre la bevuta ma solo per suo vantaggio. Entrambe, per\u00f2, possono decidere di rimettere in gioco il bicchiere dopo averne assaggiato il contenuto. Il meric\u00f2rdo di solito non influenza il gioco, limitandosi di tanto in tanto a bere un bicchiere senza dover essere invitato (\u201cQuisto me glio rec\u00f2rdo\u201d). Non \u00e8 inconsueto, per\u00f2, che chi riceve questa carica spiazzi il giro \u201cricordandosi tutto\u201d. In questo caso, solo il padrone pu\u00f2 dividere la bevanda con lui.<br \/>\nUna situazione del genere si verifica dopo qualche giro particolarmente acceso, e fa il paio con un\u2019altra: il padrone esp\u00f2tico (cio\u00e8, dispotico), che, in pratica, si beve tutto concedendo qualche bicchiere ai suoi amici pi\u00f9 stretti, senza assegnare alcuna carica e senza invitare nessuno.<br \/>\nMa questi sono casi limite: normalmente un giro di passat\u00e8lla ben condotto \u00e8 un continuo equilibrismo tra gesti consueti o dovuti, parole date, e continua vigilanza affinch\u00e9 una bevuta non cada in mani sbagliate. Quando il padrone \u201cinvita tutti\u201d, infatti, un suo avversario pu\u00f2 benissimo dire: \u201cBevo io\u201d e lesto tirare il bicchiere fuori dal vassoio, aspettare un momento di confusione per chiamare il sotto e bere prima che questo, o le altre cariche, glielo impediscano. Basta bagnarsi il labbro, e lo smacco \u00e8 consumato!<br \/>\nSe la passat\u00e8lla finisce senza che nessuno resti \u00f3lemo, \u00e8 chiaro che il padrone non ha coperto bene il suo ruolo. Non si pu\u00f2 partecipare ad un giro (7) e non avere un avversario da lasciare a secco!<br \/>\nCome ogni gioco, anche questo ha le sue penalit\u00e0. Per tutta una serie di omissioni (8), che sono considerate pi\u00f9 o meno gravi a seconda della esperienza, e quindi della cavillosit\u00e0, dei partecipanti al giro, si ha un\u2019unica pena: pagare per il giro successivo la rimessa a tutti. Inutile dire che \u00e8 proprio il continuo sbagliare dei giocatori che\u2026 allunga considerevolmente la durata di una passat\u00e8lla.<br \/>\nMogli e madri, memori di tante tristi sbornie dei loro mariti e figli in tempi comunque tristi per ben altri motivi, demonizzano ancora la passat\u00e8lla. In realt\u00e0, a giocare un intero pomeriggio di solito si beve molto di meno che in due ore passate al bancone di un pub e, forse, si impara anche ad usare l\u2019occasione di una bevuta moderata come una maniera per socializzare. Se della passat\u00e8lla, domani, dovesse restare solo qualche memoria scritta o qualche filmato antropologico, personalmente non ne gioirei. E non sono\u00a0 neppure sicuro che, con la sua definitiva scomparsa, i nostri paesi farebbero un passo in avanti.<\/p>\n<p>1- Il periodo in cui ho osservato e cercato di capire a fondo la passat\u00e8lla abbraccia gli ultimi anni \u201980 e i primi \u201990. La mia curiosit\u00e0 di bambino, ovviamente di molto superiore alla attuale, mi spingeva a interessarmene gi\u00e0 negli anni \u201970, quando mi intrufolavo affianco a mio nonno Carmine che troneggiava nei giri delle vecchie \u201ccantine\u201d di Peppo e di Vergilio in Piazza Centrale.<br \/>\n2- Gli adepti usano in realt\u00e0 il diminutivo, gir\u00ectto, che esprime tutto il loro affetto e\u2026 il tentativo di minimizzarne gli effetti di fronte alle mogli!<br \/>\n3- Il processo \u00e8 proseguito con l\u2019arrivo nei bar dei videogames elettronici, all\u2019inizio degli anni \u201980, intrattenimento rivolto prevalentemente ai giovanissimi. Il vero colpo di grazia alla passat\u00e8lla per\u00f2 lo stanno dando negli ultimi anni i videopoker, ai quali si sono convertiti molti adulti,\u00a0 vecchi abitudinari del giro.<br \/>\n4- Costringere in poche righe una realt\u00e0 complessa come un giro di passat\u00e8lla \u00e8 cosa ardua. Invoco la benevolenza dei cultori e degli affezionati ad essa.<br \/>\n5- Ormai da anni la passat\u00e8lla si fa con la birra, e la diffusione della birra alla spina ha eliminato l\u2019uso delle bottiglie, per cui i giocatori perdenti pagano quattro bicchieri, e ciascun rimettente paga il suo. La scomparsa della bottiglia ha eliminato il rinfresco del bicchiere, rifiutato o rimesso in gioco. Il rinfresco per un breve periodo \u00e8 stato sostituito dal gesto del pollice che simulava il versamento della bevanda; oggi un bicchiere \u00e8 rimesso in gioco semplicemente reinserendolo nel vassoio. Quest\u2019ultimo, quindi, \u00e8 un elemento fondamentale del gioco, al di l\u00e0 della sua funzione pratica. Non rinfrescare un bicchiere costava al padrone una pena.<br \/>\n6- Quando il giro \u00e8 molto vasto, la bevuta pu\u00f2 essere anche il semplice bagnare le labbra nel bicchiere, e la parola data \u00e8 stata comunque rispettata. In teoria uno stesso bicchiere rimesso pi\u00f9 volte in gioco pu\u00f2 quindi assolvere al rispetto di tutti i patti stipulati dal padrone all\u2019inizio del giro.<br \/>\n7- Ironicamente, a chi \u00e8 designato fin da principio a non bere, si assegna una carica \u201conorifica\u201d: il \u201cme t\u00e8 sete\u201d!<br \/>\n8- Omissioni classiche sono la gi\u00e0 citata mancanza di \u201crinfresco\u201d del bicchiere, oppure il bere senza aver prima chiamato il sotto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA PASSATELLA\u00a0 A CAPISTRELLO di Gianfranco Ricci La modernit\u00e0\u00a0 avanza ovunque permeando di s\u00e9 tutti gli aspetti del nostro vivere quotidiano e ampliando, per un verso, orizzonti e opportunit\u00e0,\u00a0 ma,&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[],"class_list":["post-1941","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-pillole-di-aequa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1941","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1941"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1941\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1942,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1941\/revisions\/1942"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1941"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1941"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1941"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}