{"id":1947,"date":"2014-01-07T17:36:39","date_gmt":"2014-01-07T16:36:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.aequa.org\/v1\/?p=1947"},"modified":"2014-01-07T17:36:39","modified_gmt":"2014-01-07T16:36:39","slug":"il-museo-delle-tradizioni-musicali-di-arsoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/il-museo-delle-tradizioni-musicali-di-arsoli\/","title":{"rendered":"IL MUSEO DELLE TRADIZIONI MUSICALI DI ARSOLI"},"content":{"rendered":"<p>IL MUSEO DELLE TRADIZIONI MUSICALI DI ARSOLI<\/p>\n<p>di Walter Pulcini<\/p>\n<p>Queste pagine hanno gi\u00e0 ospitato una rassegna della cultura musicale di Arsoli (1) a partire dalla Banda musicale della quale si hanno notizie sin dalla fine del Settecento, alla Schola cantorum documentata gi\u00e0 dalla met\u00e0 dell\u2019Ottocento, oltre al Gruppo folcloristico che si affacci\u00f2 alla ribalta, per la prima volta, negli anni Trenta del secolo scorso e ad altre corali; istituzioni tutte che, con alterne vicende, vivono ancora oggi e sono l\u2019espressione della vitalit\u00e0 musicale e canora di Arsoli che si pu\u00f2, a buon diritto, definire paese della musica e del bel canto.<br \/>\nIl Comune di Arsoli, con l\u2019ausilio della Provincia di Roma e della Regione Lazio, ha voluto dare a questo fermento di attivit\u00e0 spontanee organicit\u00e0 e scientificit\u00e0 creando alcune istituzioni che favoriranno, nel tempo, sia la ricerca che la raccolta di una attenta documentazione di tutto quanto \u00e8 stato prodotto fino ad oggi.<\/p>\n<p>Il Centro regionale di studi delle tradizioni musicali<br \/>\nNell\u2019estate del 2001 \u00e8 stato inaugurato, infatti, il Centro regionale di studi delle tradizioni musicali ospitato in una struttura funzionale realizzata mediante il recupero ed il restauro del mattatoio e del lavatoio comunali, in disuso da tempo, con il contributo della Comunit\u00e0 europea (2).<br \/>\nIl Centro consta di un ampio salone insonorizzato, con funzione di auditorio, usato sia per concerti che per le esercitazioni della banda e dei complessi corali, di una stanzetta per registrazioni e di altri ambienti adibiti a biblioteca e a sale di studio.<br \/>\nLa struttura dispone, nel piano superiore, di una buona attrezzatura ricettiva per ospitare eventuali studiosi e ricercatori che confluiranno nel Centro nel quale saranno effettuate ricerche ed approfondimenti sia a carattere locale che in forma pi\u00f9 ampia sotto la guida del musicologo regionale dott. Ambrogio Sparagna e di altri esperti (3).<\/p>\n<p>Il museo delle tradizioni musicali<br \/>\nQuesta struttura di carattere scientifico, destinata agli studi ed alla ricerca, \u00e8 stata affiancata dal Museo delle tradizioni musicali di Arsoli, ospitato al pian terreno del grande complesso dell\u2019ex &#8211; Granaio Massimo, che ha lo scopo di conservare e valorizzare tutti i materiali di una tradizione plurisecolare che hanno caratterizzato sia la musica che la tradizione religiosa e pastorale.<br \/>\nIl Museo \u00e8 la prima tessera, o meglio il primo nucleo dell\u2019ambizioso progetto del \u201cMuseo diffuso\u201d o, con definizione aggiornata, \u201cEcomuseo\u201d, nell\u2019ambito del progetto \u201cArsoli citt\u00e0 museo\u201d finanziato dalla Comunit\u00e0 europea e dalla Regione Lazio in base al programma inteso a rivitalizzare i centri minori.<br \/>\nIl progetto si svilupper\u00e0 nel complesso del centro storico medioevale con la creazione del Museo delle Confraternite, il ripristino della casa contadina, del Museo delle attivit\u00e0 artigianali, una volta molto fiorenti in Arsoli, con la conseguente rivalutazione del centro stesso (4). Al completamento del programma, con la valorizzazione dei punti pi\u00f9 caratteristici, il gi\u00e0 interessante nucleo medievale sar\u00e0 pi\u00f9 accogliente e pi\u00f9 vitale ed interessante sia per gli studiosi che per i turisti.<br \/>\nL\u2019intero complesso si inserisce nel Sistema Museale che comprende gi\u00e0 il Museo della civilt\u00e0 contadina Valle dell\u2019Aniene di Roviano, il Museo d\u2019arte moderna e contemporanea di Anticoli Corrado ed il Museo delle culture \u201cVilla Garibaldi\u201d di Riofreddo, oltre a stabilire legami con Comuni della Regione Lazio interessati ad attivit\u00e0 nel campo etnomusicologico, mediante la stipula di appositi protocolli di intesa.<\/p>\n<p>I materiali ospitati in Museo<br \/>\nIl Museo custodisce ricco materiale, suscettibile di incremento ma che gi\u00e0 ben rappresenta la tradizione pastorale, confraternale e bandistica di Arsoli.<br \/>\n1- Il mondo pastorale \u00e8 rappresentato, anzitutto, da una serie di pifferi e flauti, \u201cciufalitti\u201d, realizzati in canna, legno e corteccia, di fattura molto semplice, costruiti dagli stessi pastori nei momenti di sosta della loro peregrinazione dietro le greggi ed usati per mitigare la solitudine suonando nenie e melodie.<br \/>\nLo strumento pi\u00f9 importante \u00e8 la zampogna, \u201czarambogna\u201d, appartenente alla famiglia degli aerofoni, uno strumento costituito da canne di legno ed un otre, una sacca in pelle di capra o di agnello; quella esposta, realizzata nel 2003 dal liutaio Marco Cignitti \u00e8 denominata \u201czoppa\u201d, costituita da due canne e un otre di pelle di capra rovesciata, caratteristica della Valle dell\u2019Aniene.<br \/>\nLa zampogna, una volta assai diffusa ed al centro di feste popolari, matrimoni e sagre ha avuto fino a una ventina d\u2019anni fa un eccezionale cultore, Francesco Splendori di Anticoli Corrado, ma viene impiegata ancora in alcune circostanze come \u201cLa pastorella\u201d (5), un rito che si celebra a Riofreddo la notte di Natale, ad Arsoli nella rappresentazione del presepe vivente \u201cJu pressepio nostro\u201d, nonch\u00e9 in molti altri paesi della valle, in particolare in occasione delle feste natalizie o nelle conferenze-spettacolo tenute dal giovane studioso Cignitti di Subiaco.<br \/>\nAltro strumento usato talvolta per accompagnare il suono della zampogna \u00e8 il tamburello; un cerchio di legno con inseriti alcuni dischetti di metallo sul quale \u00e8 stesa un pezzo di pelle di animale.<br \/>\n2- La tradizione confraternale \u00e8 presente con una serie di strumenti di fabbricazione artigianale: raganella, una ruota dentata fissata su un bastone e percossa da un pezzo di legno sottile; tabella, \u201cgnaccara\u201d, una tavola rettangolare di legno con impugnatura e con applicate sulle due facce, grosse maniglie; crotalo a tavolette, \u201cgnaccara\u201d, tre tavolette legate da un laccio, quella centrale pi\u00f9 lunga per essere impugnata che agitate battevano una contro l\u2019altra. I tre strumenti, assai rumorosi, erano usati nel corso della Settimana santa quando tacevano, erano \u201cattaccate\u201d, le campane; frotte di ragazzi percorrevano le vie del paese annunciando l\u2019inizio delle sacre funzioni al grido \u201ca pricissi\u00f2\u201d, \u201calla funzi\u00f2\u201d o precedevano la processione del Cristo morto. Infine, il tamburo, strumento tipicamente confraternale, accompagnava le statuine dei vari santi dalla casa del \u201cfestarolo\u201d alla chiesa sia per la celebrazione della Messa che dei Vespri (6).<br \/>\nArsoli ha avuto numerose Confraternite nel corso dei secoli ridotte ora ad alcune importanti: N. S. di Guadalupe, SS. Trinit\u00e0, Maria Assunta e S. Antonio abate, altre minori: S. Sebastiano, S. Biagio, S. Atanasio, S. Antonio da Padova, S. Lucia (7).<\/p>\n<p>3- La tradizione musicale \u00e8 la meglio rappresentata e la pi\u00f9 ricca. Arsoli ha avuto nella banda uno dei suoi elementi di forza e di vanto favorita in ci\u00f2 dalla passione e dal mecenatismo della Famiglia Massimo che ha fornito alla banda strumenti, divise ed ottimi maestri. (8)<br \/>\nArtigiani e contadini nelle lunghe serate invernali, dopo una giornata di lavoro si sono dedicati alla musica ed hanno trasmesso a figli e nipoti il Dna del pentagramma.<br \/>\nLa stessa Famiglia Massimo ha voluto perpetuare la sua azione in favore della musica donando al Comune un bel numero di strumenti con i quali i nostri antenati avevano addolcito la loro dura esistenza. Essi risalgono all\u2019Ottocento ed ai primissimi anni del Novecento: Basso a tracolla in MI b \u2013 denominato anche Bombardone \u2013 elemento trainante nel gruppo degli ottoni, \u00e8 realizzato in ottone con fasce in alpacca (argentone), di ottima lavorazione e rifinitura, costruito probabilmente nella seconda met\u00e0 dell\u2019Ottocento, reca il marchio \u201cW. STOWASSER S SOHNE\u201d (ex Cecoslovacchia), macchina a cilindro; Basso a tracolla in FA \u2013 strumento di probabile costruzione italiana, \u00e8 di ottima lavorazione e rifinitura, in ottone con fasce in alpacca; Contrabbasso ad ancia doppia \u2013 ancora in uso nelle bande militari, di costruzione italiana, probabilmente ORSI o RAMPONE CAZZANI, inizio Novecento; Flicorno tenore in SI b \u2013 costruito probabilmente nella seconda met\u00e0 dell\u2019Ottocento, reca il marchio \u201cW. STOWASSER S SOHNE\u201d (ex Cecoslovacchia), macchina a cilindro; Flicorno contralto in MI b marca PELITTI Milano, macchina a pistone; Flicorno soprano \u2013 marca ANTOINE COURTOIS Parigi, macchina a pistone; Tromba militare in FA; Tromba da parata o garibaldina di fabbricazione italiana della seconda met\u00e0 dell\u2019Ottocento; Grancassa \u2013 in pelle di capra naturale, con fusto di legno e cerchi e viti in ottone.<br \/>\nAccanto agli strumenti esiste una ricca collezione di spartiti editi o trascritti manualmente risalenti alla fine dell\u2019Ottocento, appartenuti alla Banda musicale; un volume contenente trascrizioni e composizioni di Tancreti Giordani, impreziositi da appunti personali e di cronaca locale.<br \/>\nEsiste pure una buona raccolta di spartiti editi da Sonzogno e Ricordi relativi ad opere celebri e tra essi, la partitura completa della Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni con dedica autografa al conte Florestano De Larderel.<br \/>\nTanta preziosit\u00e0 \u00e8 esposta in teche e contenitori moderni e funzionali completati da postazioni multimediali per la consultazione, la lettura, la bibliografia e di tutto quanto occorre per una attenta consultazione e ricerca.<br \/>\nIl tutto \u00e8 completato da una serie di pannelli contenenti didascalie relative ai tre filoni pastorale, confraternale e bandistico.<br \/>\nSi tratta, quindi, di una preziosa istituzione che far\u00e0 la gioia di musicologi e studiosi delle tradizioni della zona.<\/p>\n<p>1- Walter Pulcini \u2013 L\u2019ARTE DELLA MUSICA E DEL CANTO NELLA STORIA DI ARSOLI \u2013 AEQUA gennaio 2004<br \/>\n2- W.P. \u2013 INAUGURATO AD ARSOLI IL CENTRO REGIONALE DI STUDI DELLE TRADIZIONI MUSICALI \u2013 NOTIZIARIO TIBURTINO settembre 2001<br \/>\n3- L\u2019attivit\u00e0 del Centro \u00e8 da anni sospesa per una emergenza scolastica. Vi \u00e8 ospitata, infatti, la scuola dell\u2019Infanzia.<br \/>\n4- W.P. \u2013 L\u2019ARTIGIANATO \u2013 ARSOLI approfondimenti storici, patrimonio artistico e cultura, personaggi, attivit\u00e0 \u2013 1998<br \/>\n5- W.P. \u2013 LA PASTORELLA celebrazione natalizia a Rifreddo \u2013 LAZIO IERI ED OGGI dicembre 1979<br \/>\n6- W.P. \u2013 SANTI IN CASA E CONFRATERNITE MINORI AD ARSOLI \u2013 AEQUA aprile 2002<br \/>\n7- W.P. \u2013 CONFRATERNITE E PIE ASSOCIAZIONI \u2013 ARSOLI g.c.<br \/>\n8- W.P. \u2013 UNA TRADIZIONE PIU\u2019 CHE SECOLARE, la banda \u2013 ARSOLI g.c.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL MUSEO DELLE TRADIZIONI MUSICALI DI ARSOLI di Walter Pulcini Queste pagine hanno gi\u00e0 ospitato una rassegna della cultura musicale di Arsoli (1) a partire dalla Banda musicale della quale&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[],"class_list":["post-1947","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-pillole-di-aequa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1947","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1947"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1947\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1948,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1947\/revisions\/1948"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1947"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1947"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1947"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}