{"id":1953,"date":"2014-01-07T17:42:01","date_gmt":"2014-01-07T16:42:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.aequa.org\/v1\/?p=1953"},"modified":"2014-01-07T17:42:01","modified_gmt":"2014-01-07T16:42:01","slug":"il-monte-frumentario-di-affile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/il-monte-frumentario-di-affile\/","title":{"rendered":"IL MONTE FRUMENTARIO  DI AFFILE"},"content":{"rendered":"<p>IL MONTE FRUMENTARIO\u00a0 DI AFFILE<\/p>\n<p>di Antonio Tantari<\/p>\n<p>I Monti Frumentari, nati sul finire del XV secolo, erano istituti di beneficenza che praticavano il prestito del grano per la semina e per il consumo. Essi ebbero un ruolo importante nell&#8217;economia agraria italiana soprattutto nei secoli XVI &#8211; XVIII.<br \/>\nAndavano incontro alle esigenze dei contadini che, al momento della semina, non avevano sufficienti scorte, cosa assai frequente soprattutto quando il raccolto dell&#8217;anno precedente era stato modesto. Erano forniti di una dotazione di grano cos\u00ec da anticipare al singolo coltivatore la quantit\u00e0 necessaria per la semina ad un tasso di interesse molto modesto. Queste istituzioni erano indubbiamente utili ai contadini perch\u00e9 li sottraevano alle grinfie degli usurai che per secoli avevano imperversato sugli agricoltori.<br \/>\nNell&#8217;Archivio Parrocchiale di Affile esiste un documento che annota e raccoglie, in diciassette Capitoli, uno Statuto per il Monte Frumentario \u201cda inviolabilmente osservarsi\u201d che sono \u201ccopia di quelli stabiliti in Nettuno che servir potranno per norma\u201d (1). Purtroppo il documento non riporta l&#8217;estensore di tale Statuto n\u00e9 la data in cui \u00e8 stato scritto. Non sappiamo neanche se tali Capitoli furono mai sottoposti al \u201cGenerale Consiglio della Comunit\u00e0\u201d per l&#8217;approvazione, come era espressamente previsto in uno di essi.<br \/>\nPer Affile, quindi, non conosciamo l&#8217;anno di istituzione del Monte Frumentario ma che questo istituto esistesse fin dal secolo XVIII \u00e8 provato da un documento conservato nell\u2019Archivio di Stato di Roma. Infatti, il 13 dicembre 1829, il Consiglio Comunale di Affile decise il restauro della Casa Comunale posta in contrada \u201cLa Piazza\u201d andata bruciata nel 1799 durante l\u2019insorgenza antifrancese. Dalla relazione consigliare sappiamo che prima dell\u2019incendio era adibita a Casa del Giudice, a Stanza per la Segreteria, a Sala Consiliare e infine a \u201cgranaro\u201d per il Monte Frumentario (2).<br \/>\nSul prestito di grano gravavano interessi annuali che nei documenti sono attestati sul valore di una coppa piena per ogni coppa rasa ottenuta in prestito: \u201ca colmo misurato in quella coppa, che resta bollata entro e fuori coll\u2019arma o stemma di Pio VI di Fel: Mem.\u201d (3). La restituzione avveniva \u201cal suono della Campana entro il mese di settembre, o di ottobre\u201d (4).<br \/>\nCiascun agricoltore, con l\u2019ausilio di un garante, denominato \u201csicurt\u00e0\u201d, stipulava un contratto con gli amministratori del Monte, detti \u201cMontisti\u201d: il Direttore era responsabile del magazzino dei grani, mentre un altro funzionario, l&#8217;Esattore, provvedeva all&#8217;esazione del debito; il grano restituito doveva essere \u201cdi buona qualit\u00e0, secco, e macinabile, diversamente in caso di mancanza si obbligano simul et in solidum anche le rispettive sicurt\u00e0 a tutti li danni, interessi e spese tanto giudiziali che estragiudiziali\u201d (5).<br \/>\nDa una relazione del Priore di Affile, Raffaele Frosoni,\u00a0 dell\u2019 8 luglio 1844, redatta su richiesta del Governatore di Subiaco sollecitato dal Vescovo della diocesi Sublacense a prendere contatti con i parroci e i pubblici rappresentanti di Affile per rimettere in piedi il tanto necessario\u00a0 istituto, apprendiamo che \u201ccolla efficace mediazione del Commendatario Galleffi\u201d nel maggio 1826 si ottenne dalla Reverenda Camera Apostolica in beneficio della classe indigente di questo paese allora penurioso di cereali, l\u2019erogazione di circa rubbia 18 di granoturco, al costo di scudi 60, che fu distribuito a titolo di \u201cimprestanza\u201d alle famiglie\u00a0 pi\u00f9 bisognose \u201ccoll\u2019obbligo della restituzione nella prossima raccolta coll\u2019aumento della sola colmatura come realmente avvenne.<br \/>\n\u201cQuindi &#8211; prosegue Frosoni nella sua relazione &#8211; sino all\u2019anno 1836 \u00e8 stato sempre amministrato da un Deputato, il sacerdote D. Giovanni Titocci (sotto la immediata dipendenza dell\u2019Ordinario senza veruna ingerenza di questo Municipio) unitamente ad un Esattore da esso annualmente prescelto, e d\u2019allora in poi, stante le scarse raccolte avvenute non si \u00e8 pi\u00f9 curata l\u2019esigenza aumentata nell\u2019ultima imprestanza seguita in maggior di detto anno 1836 sino a Rubbie 65 di granoturco, come ho verificato dal Registro delle obbligazioni esistente in mano di Filippo Felici come Esattore del medesimo; per il che &#8211; concludeva Frosoni &#8211; su tal ramo non esistono risoluzioni comunali di sorta alcuna\u201d (6).<br \/>\nSuccessivamente il Cardinale Spinola, durante la visita pastorale effettuata nel 1839, venuto a conoscenza che il Monte Frumentario di Affile aveva effettuato l&#8217;ultima distribuzione nel 1836, ingiunse al direttore del Monte, don Giovanni Titocci, di ripristinarlo, \u201canco mediante le vie legali\u201d; anche la Magistratura di Affile era stata esortata ad effettuare la nomina di un Esattore ma anche questa non venne mai effettuata (7).<br \/>\nSolo nel settembre del 1844, su decisione del nuovo vescovo, cardinale Polidori, vennero giudizialmente convocati i cittadini debitori del Monte e fu loro ingiunta la restituzione \u201cdelle quote del genere da loro percette\u201d durante l&#8217;ultima distribuzione (8).<br \/>\nQuesta ingiunzione provoc\u00f2 forti rimostranze da parte dei debitori \u201cper la tenuit\u00e0 dei raccolti in quella stagione\u201d, confermata al Cardinale anche da persone di sua fiducia (9).<br \/>\nIl Polidori, ritenendo vantaggiosa l&#8217;istituzione del Monte, nella visita effettuata nel maggio del 1845 ordin\u00f2 che, \u201cnell\u2019imminente futura raccolta\u201d, quello venga ripristinato e vengano restituite le quote debitorie aumentate degli interessi annuali, confermando a Direttore il Titocci ed eleggendo in qualit\u00e0 di Esattore Bartolomeo Fochetti.<br \/>\nIl Cardinale dimostrando di conoscere che un forte ostacolo a tale restituzione avrebbe potuto essere originato proprio dagli interessi annuali maturati dal 1836, a tal proposito ordina che \u201cvenga esigito un solo aumento, condonando tutti gli altri, come se nell\u2019anno decorso fosse stata eseguita la distribuzione\u201d.<br \/>\nNelle conclusioni del suo Decreto, il Polidori si augura \u201cche tali disposizioni non troveranno oppositori che le considerino pregiudiziali\u201d. In tal caso il Direttore e l&#8217;Esattore sono autorizzati \u201cad esigere da quelli l\u2019intero numero degli aumenti decorsi dall\u2019epoca dell\u2019ultima distribuzione\u201d (10).<br \/>\nTali misure non ebbero, a quanto sembra, il risultato sperato se il 31 agosto 1856, in un rapporto al Presidente di Roma e Comarca sullo stato del Monte Frumentario, il Priore Comunale Domenico Felici afferma che dal 1836 fino al 1855 ne fu abbandonata la riscossione.<br \/>\nIl Felici riferisce anche che venuto a conoscenza di ci\u00f2 il vescovo cardinale D\u2019Andrea ne ordin\u00f2 l\u2019immediata riattivazione al pubblico Consiglio, il quale il 28 ottobre 1855 procedette alla nomina di due montisti: don Giovanni Titocci e Nazzareno Alesi e come esattore venne nominato Giovanni Buffetti. Questi procedettero alla riscossione ottenendo rubbie 64 e mezzo di granoturco che nel maggio successivo fu di nuovo distribuito alle 214 famiglie bisognose, come risulta dal Registro dello stesso monte. Concludendo la sua relazione, il Priore per\u00f2 afferma che stante la scarsissima imminente raccolta difficilmente potr\u00e0\u00a0 realizzarsi la restituzione (11).<br \/>\nPer Affile la registrazione dei prestiti rimane documentata solo per il 1834 (Libro Mastro ed Elenco dei Debitori del Monte Frumentario) quando erano \u201cDeputati\u201d Giovanni Titocci in qualit\u00e0 di Direttore, e Benedetto Graziani in qualit\u00e0 di Esattore, e per il biennio 1859-1860 (Fascio di Ricevute della Somministrazione del Grano) (12). A tale compito il 28 agosto 1859 il Consiglio Comunale aveva nominato due nuovi montisti nelle persone di Nazareno Alesi e Luigi Pizzelli, mentre Giovanni Titocci era sempre il Direttore e l&#8217;Esattore era Nazzareno Alesi. Dopo il 1860 non si hanno pi\u00f9 notizie sull\u2019attivit\u00e0 del Monte Frumentario di Affile, ma solamente di acquisto presso terzi di grano per i bisogni delle famiglie indigenti del paese (13).<br \/>\nLa costituzione dei Consorzi Agrari, che potevano fornire sementi selezionate e di buona qualit\u00e0 e, per di pi\u00f9, concedere sovvenzioni in denaro agli agricoltori, esaur\u00ec la funzione dei Monti Frumentari. Questi, assorbiti dalle Congregazioni di Carit\u00e0 istituite con la legge 3 agosto 1862, n. 753, furono posti in liquidazione. Ovviamente tale legge ebbe effetto nel nostro territorio solo dopo il 1870 (14). Non sappiamo con certezza se la Congregazione di Carit\u00e0 di Affile oltre alle Confraternite esistenti riun\u00ec anche il Monte Frumentario esercitando in toto le sue funzioni.<br \/>\nIn seguito, le Congregazioni di Carit\u00e0 con la legge 3 giugno 1937, n. 487, furono disciolte e ribattezzate E.C.A. (Ente Comunale Assistenza).<br \/>\nGli E.C.A., sciolti nel 1977, erano Enti con personalit\u00e0 giuridica e pubblica, amministrati da un Comitato composto da un numero variabile di membri eletti dal Consiglio Comunale, che restavano in carica quattro anni con nomina approvata dal Prefetto. Gli scopi degli E.C.A erano gli stessi propri delle Congregazioni di Carit\u00e0, e cio\u00e8 l&#8217;assistenza agli individui e alle famiglie che si trovavano in condizioni di particolare necessit\u00e0, assumendone, occorrendo, anche la rappresentanza tanto in sede amministrativa quanto in sede giudiziaria.<\/p>\n<p>1-Archivio Parrocchiale di Affile, Monte Frumentario, Annotazioni.<br \/>\n2-Archivio Stato Roma, Presidenza di Roma e Comarca, Amministrazione Comunale, b. 70. Nel Catasto Gregoriano la particella corrispondente alla Casa Comunale \u00e8 la n. 54.<br \/>\n3- Archivio Parrocchiale di Affile, Libro Del Monte Frumentario di Afile del Corrente Anno 1834. Una coppa corrispondeva a circa 24,5 litri.<br \/>\n4-idem.<br \/>\n5- idem.<br \/>\n6- ASR, Presidenza di Roma e Comarca, Beneficenza, b. 1252<br \/>\n7-Archivio di S. Scolastica, Visite Pastorali, Vol. 21, 12 maggio 1845, p. 129 r.<br \/>\n8-idem.<br \/>\n9-idem.<br \/>\n10-idem.<br \/>\n11- ASR, Presidenza di Roma e Comarca, Beneficenza, b. 1252.<br \/>\n12-La modesta documentazione non pu\u00f2 essere testimone della breve vita e della scarsa attivit\u00e0 di questa istituzione, bens\u00ec \u00e8 sintomo della scarsa cura e poca attenzione che nel corso del tempo si sono prestate a tale documentazione d&#8217;archivio.<br \/>\n13- ASR, Presidenza di Roma e Comarca, ibidem.<br \/>\n14-Le Congregazioni di Carit\u00e0, erano organismi di coordinamento di tutte le attivit\u00e0 assistenziali non istituzionalizzate svolte in ciascun Comune.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL MONTE FRUMENTARIO\u00a0 DI AFFILE di Antonio Tantari I Monti Frumentari, nati sul finire del XV secolo, erano istituti di beneficenza che praticavano il prestito del grano per la semina&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[],"class_list":["post-1953","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-pillole-di-aequa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1953","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1953"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1953\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1954,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1953\/revisions\/1954"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1953"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1953"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1953"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}