{"id":1969,"date":"2014-01-08T18:07:35","date_gmt":"2014-01-08T17:07:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.aequa.org\/v1\/?p=1969"},"modified":"2014-01-08T18:07:35","modified_gmt":"2014-01-08T17:07:35","slug":"cervara-di-roma-una-epigrafe-del-1577-dedicata-ai-colonna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/cervara-di-roma-una-epigrafe-del-1577-dedicata-ai-colonna\/","title":{"rendered":"CERVARA DI ROMA: UNA EPIGRAFE DEL 1577 DEDICATA AI COLONNA"},"content":{"rendered":"<p>CERVARA DI ROMA: UNA EPIGRAFE DEL 1577<br \/>\nDEDICATA AI COLONNA<\/p>\n<p>di Artemio Tacchia<\/p>\n<p>Cervara di Roma, minuscolo e suggestivo paese della Valle dell\u2019Aniene, aggrappato alla roccia fino a formare un\u2019unica scultura con la montagna, incuriosisce i visitatori anche per una pietra, questa volta non naturale e rugosa come quelle calcaree ma levigata e scritta circa quattrocentotrenta anni fa, da o per conto di un certo Matteo Greco, fedele suddito dei Colonna, i quali in quei tempi erano padroni di Subiaco e dei castelli abbaziali.<br \/>\nSi tratta di una epigrafe murata\u00a0 dentro un arco e collocata sopra il portale di una abitazione in via S. Antonio 1, nell\u2019antico quartiere Borgo. E\u2019 rimasta per secoli celata alla gente e agli studiosi, ricoperta dall\u2019inconfondibile patina nera che causano l\u2019incuria e gli agenti atmosferici sul marmo e sulla pietra calcarea. E\u2019 tornata alla luce una decina di anni fa, quando fu ripulita dal proprietario della casa. Cos\u00ec noi l\u2019abbiamo potuta leggere, trascrivere ed, infine, tradurre (1).<br \/>\nL\u2019epigrafe, scritta su una lastra di pietra calcarea locale con bordi irregolari, \u00e8 divisa in due parti da un piccolo scalino: nella zona superiore c\u2019\u00e8 scolpita in rilievo una colonna con sopra la corona, stemma della nobile famiglia romana, che interrompe l\u2019anno d\u2019iscrizione e separa il nome dal cognome di colui che la scrisse o la commission\u00f2. Presenta, inoltre, due piccole mammelle con un foro centrale nelle quali, probabilmente, alloggiavano le grappe di ferro per sostenerla. Nella parte inferiore, invece, in otto righe con lettere abbastanza regolari, \u00e8 riportata la seguente \u201code\u201d a questo casato:<\/p>\n<p>1577<br \/>\nMATTeO\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 gReCO<\/p>\n<p>VIVA COLONA CHE SEMP\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 STA\u00a0\u00a0\u00a0 PEDI<br \/>\nMA CUI\u00a0 POENIA\u00a0 MAI\u00a0 FAR\u00a0 MANCATA\u00a0 CHE<br \/>\nIHE VALLENE ACCAVAL ET AD PEDI CON SP<br \/>\nADA IN MANO E CON MAZZA FERRATA SOP<br \/>\nIL DESTRIER CO\u2019 L\u2019ARMATUR IN DOSSO PA<br \/>\nURA NOCE CHE SE NI FACCIA TORTO QUESTO<br \/>\nSI SA DAPRESSO E DALLA IUGIA VIVA In<br \/>\nCARDNA\u00a0\u00a0 CO\u2019 CASA\u00a0\u00a0 COLOnA<\/p>\n<p>[1577 \/ Matteo [luogo dello stemma] Greco \/ E\u2019 viva la Colonna che sempre sta in piedi \/ nonostante ad essa mai la sofferenza \u00e8 mancata \/ ella\u00a0 va per la valle a cavallo e a piedi con\u00a0 \/ la spada in mano e con la mazza ferrata sopra \/\u00a0 il destriero con l\u2019armatura indosso \/ la paura non la nuoce anche se le si fa un torto questo \/ dove tu\u00a0 sei ti \u00e8 vicino e dalla unione reale\/ con la casa Colonna si \u00e8 in vantaggio] .<\/p>\n<p>I Colonna a Subiaco<br \/>\nDi questo Matteo Greco non si sa nulla. Certamente era cervarolo, visto che\u00a0 nel 1703 un Francesco Greco, forse suo discendente, \u00e8 stato priore della potente Confraternita della Portella e che ancora oggi questa famiglia abita in paese. Nel XVI secolo Matteo doveva occupare un posto non secondario nella Comunit\u00e0, altrimenti questo genere di manifesto propagandistico non sarebbe riuscito ad arrivare fino a noi.\u00a0 Non tutti, infatti, potevano permettersi di parteggiare in maniera cos\u00ec dichiarata per i Colonna in tempi molto incerti e\u00a0 insidiosi. Grande era l\u2019odio che nutriva il clero benedettino, infatti, verso l\u2019abate commendatario\u00a0 e non doveva essere da meno quello dei vessati contadini del posto.<br \/>\nIn quegli anni Cervara era un castello appartenente all\u2019abbazia sublacense della quale erano abati commendatari, fin dal 1492, i Colonna. Nell\u2019anno che Matteo Greco fece scolpire l\u2019epigrafe sopra riportata, il cardinale Marcantonio Colonna, governava la Commenda.<br \/>\nRiconciliato col papa, la resse da \u201cprincipe illuminato\u201d (qualche studioso locale cos\u00ec lo definisce con l\u2019intento di contrapporlo agli altri abati Colonna, in particolare Scipione e Pompeo, acerrimi nemici del papato) dal 1559, morte di Francesco, fino al 1592, abitando nella Rocca sublacense e\u00a0 mantenendo relativamente tranquilli i centri\u00a0 soggetti all\u2019abbazia. A differenza dei periodi precedenti segnati da guerre, distruzioni e epidemie, con Marcantonio ci fu una sorta di \u201crinascita\u201d, pagata, comunque, con salate tasse dalle popolazioni locali.<br \/>\nA Subiaco costru\u00ec la chiesa di S. Andrea, fece impiantare la cartiera (1587), edific\u00f2 il convento dei cappuccini (1575) e quello delle suore (1578), apr\u00ec scuole pubbliche, combatt\u00e9 il brigantaggio, termin\u00f2 i lavori di restauro della Rocca iniziati da Francesco Colonna. In questo \u201cnuovo\u201d clima (che per\u00f2 il successore Ascanio guaster\u00e0 nuovamente) fu facile anche per il nostro Matteo Greco, pensiamo, collocare sulla sua casa la memoria che esaltava la forza, il coraggio e la benevolenza della famiglia Colonna. Sei anni prima l\u2019ammiraglio Marcantonio Colonna, tra l\u2019altro, aveva sbaragliato i Turchi a Lepanto (1571) e vivo era ancora il ricordo del grande trionfo che gli aveva tributato Roma e che lo Zuccari aveva appena affrescato (o stava ancora realizzando) nel salone della Rocca sublacense.<br \/>\nQuesti fatti, pensiamo, bastarono a giustificare l\u2019entusiasmo con il quale il Greco volle sottolineare\u00a0 la vitalit\u00e0 della casa Colonna a dispetto delle tante sofferenze e sconfitte che anni prima aveva dovuto subire ad opera degli Orsini e sopratutto da parte di papa Clemente VII nel 1526 ( questi, in guerra col cardinale Pompeo, ordin\u00f2 la distruzione di quattordici castelli tra i quali Subiaco e certamente\u00a0 Cervara) e il papa Paolo IV che,\u00a0 nel 1556, fece altrettanto contro\u00a0 l\u2019abate Francesco.<br \/>\nL\u2019abate Marcantonio, allora, gli sembr\u00f2, al pari del suo parente pi\u00f9 famoso, un principe autorevole, fiero dentro la possente armatura, maestoso a cavallo o a piedi con le armi (spada e mazza ferrata) sempre pronte ad essere usate contro chi avesse osato minacciare i suoi possedimenti, i suoi amici o ribellarsi alle sue disposizioni. E come lui tutta la casa Colonna. Certo \u00e8\u00a0 che, con questa epigrafe, il nostro Matteo Greco non voleva soltanto dichiarare fedelt\u00e0 ai Colonna, ma sicuramente mirava ad ammonire gli altri cervaroli, in qualche maniera intimorirli, piegarli ai suoi particolari interessi, utilizzando furbescamente proprio la presunta protezione dell\u2019abate\u00a0 commendatario.<\/p>\n<p>Una epigrafe utile anche ai linguisti<br \/>\nAl di l\u00e0 dell\u2019interesse storico o della semplice curiosit\u00e0, questa epigrafe restituisce anche un documento importantissimo ai linguisti. \u201cIl testo \u2013 scrive, il prof. Paolo D\u2019Achille &#8211; rientra in quella produzione cinquecentesca di epigrafi in versi documentata nel Lazio nelle epigrafi di Carpineto Romano studiate da Sabatini\u201d (2).<br \/>\nNella Valle dell\u2019Aniene, inoltre, questo testo va a unirsi all\u2019altro pi\u00f9 antico di quasi cento anni (1486) facente parte dell\u2019affresco di Desiderio da Subiaco nella cappella di S. Sebastiano presso la chiesolina della Madonna del Riposo a Trevi nel Lazio e che sorprendentemente mostra lo stesso tipo di grafia, la E congiunta all\u2019H e la A inserita nella M. Il che lascia intendere la presenza d\u2019una maniera di scrivere propria di una scuola che operava entro i confini dell\u2019abbazia sublacense.<br \/>\nLa forma linguistica, al contrario, li differenzia: quello trebano \u00e8 un testo \u201cvolgare\u201d, ricco di vocaboli locali; quello cervarolo \u00e8 un \u201cibrido\u201d, dove prevalgono le forme latineggianti e\u00a0 influenze letterarie toscane proprie del secolo XVI, definito dagli studiosi \u201cun momento di trapasso non solo linguistico, ma anche di atmosfere culturali\u201d.<\/p>\n<p>1- La notizia della scoperta, avvenuta il 13.8.1996, \u00e8 stata pubblicata su Hinterland del 24.8.1996 e poi ripresa dai quotidiani della Capitale e dal Tg Lazio della RAI. Ha collaborato alla traduzione dell\u2019epigrafe la dott.ssa Elisabetta Folgori.<br \/>\n2- Rivista Italiana di Dialettologia, a. XX (1996), 15. Lazio, 324, a cura di P. D\u2019Achille.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CERVARA DI ROMA: UNA EPIGRAFE DEL 1577 DEDICATA AI COLONNA di Artemio Tacchia Cervara di Roma, minuscolo e suggestivo paese della Valle dell\u2019Aniene, aggrappato alla roccia fino a formare un\u2019unica&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[],"class_list":["post-1969","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-pillole-di-aequa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1969","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1969"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1969\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1970,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1969\/revisions\/1970"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1969"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1969"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1969"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}