{"id":1994,"date":"2014-01-09T17:52:11","date_gmt":"2014-01-09T16:52:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.aequa.org\/v1\/?p=1994"},"modified":"2014-01-09T17:52:11","modified_gmt":"2014-01-09T16:52:11","slug":"labbazia-di-santa-maria-del-piano-a-orvinio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/labbazia-di-santa-maria-del-piano-a-orvinio\/","title":{"rendered":"L\u2019ABBAZIA DI SANTA MARIA DEL PIANO  A ORVINIO"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019ABBAZIA DI SANTA MARIA DEL PIANO\u00a0 A ORVINIO<\/p>\n<p>di Andrea Del Vescovo<\/p>\n<p>La chiesa e l\u2019Abbazia di Santa Maria del Piano, ubicata in localit\u00e0 Valle Marzia, secondo la tradizione fu edificata nell\u2019817 d.C. da Carlo Magno come ex voto alla Madonna per la strepitosa vittoria riportata dal suo esercito contro i Saraceni nella piana di Pozzaglia. Nel Regesto di Farfa ci sono alcuni documenti in cui si fa menzione di Santa Maria del Piano: uno \u00e8 datato 1026, l\u2019altro 1062. Dunque negli anni appena citati l\u2019Abbazia esisteva gi\u00e0. Sulla facciata della chiesa vi \u00e8 incastonata una piccola pietra di marmo bianco con la seguente iscrizione che sicuramente si riferisce ad un restauro: \u201cBartholomeus hoc op fieri fecit 1219\u201d. La chiesa nei secoli \u00e8 stata pi\u00f9 volte rimaneggiata e restaurata. Sotto un altro archetto vi \u00e8 incastonata un&#8217;altra pietra con iscrizione. Per costruire l\u2019abbazia e la torre campanaria furono impiegate anche pietre provenienti da edifici di epoca romana; per essere pi\u00f9 precisi furono riutilizzati moltissimi materiali di spoglio appunto di et\u00e0 romana, prelevati da monumenti funerari di particolare monumentalit\u00e0.<br \/>\nLa chiesa abbaziale era dedicata all\u2019Assunta, infatti fino alla prima met\u00e0 dell\u2019800 il 15 agosto gli abitanti di Orvinio si recavano l\u00e0 processionalmente. L\u2019Abbazia era retta da monaci benedettini ed aveva una grande importanza: fu autorizzata anche a coniare monete. Era una delle pi\u00f9 floride (ed antiche) Abbazie Benedettine e tra l\u2019altro possedeva anche i paesi circostanti. Santa Maria del Piano \u00e8 una delle pi\u00f9 antiche chiese abbaziali d\u2019Italia. La chiesa fu lungamente posseduta e officiata appunto dai padri benedettini, che l\u00ec avevano il monastero. I benedettini l\u2019abbandonarono sul finire del secolo XV o nei primi anni del secolo XVI. Papa Leone X la ridusse ad Abbazia Secolare, dopo che i monaci erano partiti, ab aevis, gravitate, et redditure diminatione (partiti con la speranza di tornare). Tutto ci\u00f2 trova conferma in un&#8217;altra fonte che dice: l&#8217;abbazia perse gran parte della sua importanza sul finire del medioevo e fu abbandonata dai monaci ob aevi gravitatem et redituum diminutionem. Rest\u00f2 soltanto il beneficio ecclesiastico con i beni fondiari, che alla fine del Cinquecento consistevano in appena settanta rubbia di terreni seminativi suddivisi in diciannove appezzamenti, da un minimo di un rubbio ad un massimo di dodici, in sette prati falciativi per complessive nove falciate e mezzo e due vigne.<br \/>\nNel periodo napoleonico la chiesa con l\u2019abbazia furono demaniate,\u00a0 i monaci che vi abitavano dovettero rifugiarsi presso altri monasteri dell\u2019ordine; dopo la morte dell\u2019Abate Commendatario, ultimo di essa possessore (Sig. Caffarelli Canonico Lateranense), la chiesa rimase abbandonata. Nella prima met\u00e0 del 1800 croll\u00f2 una parte del soffitto dell\u2019unica navata; successivamente, a brevi intervalli dal primo, seguirono altri crolli. Nel 1855 in Italia imperversava il colera; Orvinio sub\u00ec la stessa tragica sorte. Il comune di Orvinio dato l\u2019enorme numero di decessi, essendo proibito di continuare il seppellimento dei cadaveri nella chiesa dell\u2019abitato, decise il seppellimento dei colerosi nella chiesa di Santa Maria del Piano. Verso il 1870 il comune di Orvinio non avendo i fondi per costruirsi un camposanto ottenne dall\u2019Autorit\u00e0 Prefettizia di poter seppellire liberamente dentro la chiesa di S. Maria del Piano. In tale occasione fu tolta la porta di legno e il vano murato, tolto il resto del tetto dell\u2019unica navata, scoperchiate le due cappelle e divelto il mattonato.<br \/>\nNella seconda met\u00e0 del 1800 anche la torre campanaria, rimastra quasi intatta, fu colpita da un fulmine che demol\u00ec il tetto ed una parte del muro al vertice di essa. Il 19 settembre 1885 il comune di Orvinio stipulava il contratto di appalto del nuovo camposanto che fu subito costruito in prossimit\u00e0 della chiesa. Quando si procedette alla inumazione della prima salma ci si accorse che nella fossa ci nasceva l\u2019acqua. Allora si continu\u00f2 a seppellire dentro la chiesa di S.Maria del Piano fino al 1906, quando fu inaugurato il nuovo cimitero (quello fuori Orvinio sulla Licinese), ancora oggi utilizzato. La chiesa ed Abbazia di S.Maria del Piano fu acquistata dal comune di Orvinio dal demanio dello Stato, per la somma di lire 402,70 ivi comprese quaranta deciare di terreno adiacente al tempio. L\u2019atto fu stipulato il 6 settembre 1869. Dato lo stato fatiscente dell\u2019intero edificio, il comune di Orvinio trovandosi nell\u2019impossibilit\u00e0 economica di effettuare i necessari restauri, provvide a farlo dichiarare Monumento Nazionale. Lo Stato anni dopo concesse un sussidio: fu riparata e coperta la torre campanaria e murata la porta di accesso. Per mancanza di direzione e senza un minimo d\u2019arte, il tetto del campanile fu rifatto ad un solo piovente anzich\u00e9 a quattro come era quello originale.<br \/>\nNei secoli scorsi vi sono state varie vicende e litigi, alle volte anche cruenti, tra gli abitanti di Orvinio e quelli di Pozzaglia, per il diritto di possesso della chiesa e dell\u2019abbazia. Transitando sulla Licinese\u00a0 in direzione Orvinio, l\u2019Abbazia di nota sulla sinistra, in mezzo ad una altopiano. Di particolare suggestione \u00e8 l\u2019inserimento della chiesa nel paesaggio. Per raggiungerla, circa un km dopo il bivio di Pozzaglia in direzione Orvinio, si inforca sulla sinistra una mulattiera che serpeggia tra le propriet\u00e0 del Marchese Malvezzi Campeggi. La chiesa \u00e8 abbandonata da anni ed \u00e8 completamente scoperchiata. Questo splendido esempio di architettura religiosa medievale \u00e8 in stile romanico con portale quattrocentesco. La chiesa a croce latina con navata unica presenta una facciata a capanna, l&#8217;abside semicircolare sopraelevata, un transetto che aveva anticamente le volte a crociera e la torre campanaria duecentesca. All\u2019altezza della cella campanaria, su ciascuna delle quattro facciate vi \u00e8 una finestra trifora formata da tre archetti e quello centrale poggiante su due colonnine di marmo con capitelli a stampella. Nei piani sottostanti altre finestre bifore e monofore. L&#8217;interno della chiesa, semidiruto, \u00e8 di una severit\u00e0 grave e possente ed \u00e8 coevo alla facciata. La chiesa \u00e8 orientata secondo l&#8217;asse est-ovest, con l&#8217;abside ad oriente e la facciata ad occidente.<br \/>\nNel 1953 il Comune deliber\u00f2 di cedere gratuitamente la chiesa allo Stato, affinch\u00e9 ne fosse curata la conservazione e ripristinata la facciata che era crollata. Il campanile venne restaurato nel 1953-54; nel 1957 furono restaurati la facciata e il resto della chiesa (restauri del &#8217;53-54 e del &#8217;57 a cura della Soprintendenza ai B.A.A. del Lazio). Attualmente la chiesa versa in un cattivo stato di conservazione, inoltre \u00e8 stata pi\u00f9 volte deturpata dai ladri, che hanno sottratto il rosone, i rilievi che decoravano il perimetro, il davanzale della finestra sulla facciata e numerosi altri elementi decorativi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019ABBAZIA DI SANTA MARIA DEL PIANO\u00a0 A ORVINIO di Andrea Del Vescovo La chiesa e l\u2019Abbazia di Santa Maria del Piano, ubicata in localit\u00e0 Valle Marzia, secondo la tradizione fu&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[],"class_list":["post-1994","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-pillole-di-aequa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1994","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1994"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1994\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1995,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1994\/revisions\/1995"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1994"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1994"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1994"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}