{"id":2025,"date":"2014-01-10T17:58:46","date_gmt":"2014-01-10T16:58:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.aequa.org\/v1\/?p=2025"},"modified":"2014-01-10T17:58:46","modified_gmt":"2014-01-10T16:58:46","slug":"la-costruzione-del-genere-la-bambolina-e-il-cavalluccio-pasquale-a-roviano-e-nella-valle-dellaniene","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/la-costruzione-del-genere-la-bambolina-e-il-cavalluccio-pasquale-a-roviano-e-nella-valle-dellaniene\/","title":{"rendered":"LA COSTRUZIONE DEL GENERE : LA BAMBOLINA E IL CAVALLUCCIO PASQUALE A ROVIANO E NELLA VALLE DELL\u2019ANIENE"},"content":{"rendered":"<p>LA COSTRUZIONE DEL GENERE :<br \/>\nLA BAMBOLINA E IL CAVALLUCCIO PASQUALE<br \/>\nA ROVIANO E NELLA VALLE DELL\u2019ANIENE<\/p>\n<p>di Boris Tacchia<\/p>\n<p>Entrando in contatto con aspetti della realt\u00e0 del tutto nuovi, molto spesso ci\u00f2 che prima passava inosservato, nonostante fosse parte integrante dell&#8217;esistenza di ognuno di noi, comincia ad assumere un particolare senso. E\u2019 il caso del genere e della sua costruzione\u00a0 sociale, soprattutto femminile (1).<br \/>\nMi sono ricordato, allora, di una tradizione: il donare dolci pasquali ai bambini, ormai residuale nel territorio della Valle dell&#8217;Aniene e in particolare a Roviano, ed ho cercato di analizzarla in rapporto alla distinzione tra maschile e femminile e al suo essere parte di un processo, appunto, di costruzione del genere.<\/p>\n<p>Bamboline\u00a0 e\u00a0 cavallucci<br \/>\n&#8211; Tieni Ant\u00f2, prendi!<br \/>\n&#8211; No ! E&#8217; pi\u00f9 bella quell&#8217; altra!<br \/>\n&#8211; Che, la pupazza? I maschietti devono prendere i cavallucci, quelle sono per le femminucce.<br \/>\nUn breve dialogo tra un bambino di pochi anni, desideroso di avere una bella bambolina di pasta piuttosto che un asimmetrico cavallo, e una fornaia che gli nega questa piccola felicit\u00e0. Solo questo? Apparentemente si, ma\u2026<br \/>\n\u201cLa pupazza\u201d e \u201cju cavallucciu\u201d sono due dolci di pasta biscottata a forma, appunto, di bambola\u00a0 e di cavallo che a Roviano, ma anche negli altri paesi della Valle dell\u2019Aniene, venivano donati ai bambini per la merenda della Pasquetta o della domenica successiva in Albis, come a Ciciliano. Essi erano adornati con canditi rossi o ciliegie al posto delle bocche e chicchi di caff\u00e8 o pezzettini di carbone al posto degli occhi ed avevano la singolare caratteristica\u00a0 di avere collocato nella pancia un uovo tenuto fermo grazie a due cordicine di pasta intrecciate (2).<br \/>\n&#8211; Pe\u2019 falle ce s\u00e8rve la pasta delle ciamm\u00e8lle \u2013 mi ha raccontato la bisnonna materna Grisanti Secondina \u2013 pe\u2019 lle ragazze, se pigliava un po\u2019 de pasta, se faceva \u2018na bella pallina e se faceva la testa. Poi se ce mettevano du\u2019 chicchi de pepe e si facevano l&#8217; occhi. Poi si faceva un taglietto col cortello e se faceva la bocca, se faceva \u2018na striscetta e se metteva intorno al collo, a colletto. Si pigliava \u2018n altro pezzo di pasta, si schiacciava bene e se faceva il corpo e la pancia. Le braccia se tagliavano co\u2019lle forbici e cos\u00ec le dita. Poi se metteva un ovo sodo sopra la pancia con le striscette pe\u2019 fermarlo. Invece il cavalluccio se faceva con un pezzo di pasta lungu e poi co\u2019lle forbici se &#8216;ntagliava un po\u2019 e se facevano le gambe&#8221; (3).<br \/>\nLa bambolina, cui spesso veniva dato l\u2019aspetto di donna matura con tanto di seni e braccia incurvate sui fianchi nella tipica posa in cui venivano ritratte le contadine nelle stampe sette-ottocentesche, poteva inoltre portare collanine fatte di confettini di zucchero. Queste piccole opere d\u2019arte commestibili presentavano delle sensibili differenze a seconda dei paesi e, quindi, dei diversi contesti socio-economici in cui venivano \u201cscolpite\u201d (un conto, ad esempio, se le impastava la nonna in casa, un altro se le confezionavano i forni locali!) sia\u00a0 per quanto concerne la fattura, il nome e il tipo d&#8217;animale che rappresentavano. Cos\u00ec, nei villaggi prossimi ai pascoli montani, in cui il principale mezzo di sussistenza era l\u2019allevamento di equini e bovini, la rappresentazione pi\u00f9 usata era quella del cavallo (ad eccezione di Cervara di Roma che, nonostante la sua collocazione ad oltre mille metri di altezza, risentiva del profondo legame culturale che aveva con Subiaco, situata sul fiume). Nei paesi pi\u00f9 a valle, al contrario, in cui si trovavano soprattutto animali di piccola taglia, predominavano galli e lepri. A Subiaco la bamboletta veniva chiamata \u201cpigna\u201d (2) e per i bambini, anzich\u00e9 \u201cju cavallucciu\u201d, si modellava \u201cju valle\u201d (gallo) con coda e cresta alzate. A Jenne, invece, i due tipi di dolci venivano chiamati \u201cmammocc\u00e9tta\u201d e \u201ccavajo\u201d, mentre a Cervara di Roma il profumo de \u201cla pignat\u00e8lla\u201d e de \u201cju calluzzittu\u201d (galletto)\u00a0 appena sfornati riempiva le piccole strade del paese. A Marano Equo, caso unico,\u00a0 per i bambini si confezionava \u201cju l\u00e8pere\u201d (lepre) e per le bambine la \u201cpalomm\u00e8lla\u201d (donna paffuta, rotondetta) con braccia intrecciate sul ventre a reggere l\u2019uovo. Anche ad Arsoli si poteva trovare la \u201cpalomm\u00e8lla\u201d ma, a differenza del vicino Marano, era accompagnata dai pi\u00f9 diffusi cavallucci, come pure a Montecelio, paese della Sabina (4).<br \/>\nL\u2019usanza di donare questi particolari tipi di dolci si perde lontano nel tempo e, mancando una vera e propria documentazione scritta, a parte notizie riportate in diversi testi da studiosi locali, l\u2019unico mezzo che abbiamo per averne la testimonianza \u00e8 cercare nella tradizione orale, nei ricordi delle persone anziane. &#8211; Se faceva l&#8217;ovo da prima, pe\u2019 tradizione &#8211; mi ha raccontato sempre nonna Secondina -. Ju cavallucciu se regalava ai maschietti perch\u00e9 so\u2019 ommini, so\u2019 maschi. Colla bambola che cce fanno?<br \/>\nA questo punto \u00e8 necessario porsi alcune domande: che cosa rappresentano l\u2019uovo nella pancia di questi animaletti e le bambole regalate ai bambini e perch\u00e9 per i maschietti erano sempre riprodotti animali (5) mentre per le femminucce donne mature? Quale funzione hanno avuto in realt\u00e0 questi dolci e qual \u00e8 il significato che essi veicolavano? Come \u00e8 potuto avvenire che questo fatto folklorico, chiamiamolo cos\u00ec, nonostante il forte radicamento che aveva nella cultura contadina della Valle dell\u2019Aniene, sia quasi del tutto scomparso e perch\u00e9 nei paesi in cui fino a un decennio fa ancora sopravviveva, come a Camerata Nuova e a Riofreddo, qui grazie alla volont\u00e0 delle anziane sorelle Rocchi allora conduttrici del forno locale, abbia perso ogni legame con la cultura e i valori di appartenenza?<\/p>\n<p>L\u2019uovo simbolo di vita<br \/>\nStudiando culture anche molto lontane tra loro, sia in senso cronologico che spaziale, oppure consultando testi che le riguardano, \u00e8 quasi sempre possibile trovare riti, cerimonie, miti, leggende in cui l&#8217;uso o la figura dell&#8217;uovo \u00e8 centrale. Nell\u2019antico Egitto, ad esempio, il dio Ptah, creatore\u00a0 dell\u2019uomo, viene rappresentato mentre modella un uovo per creare il mondo; nella Mesopotamia e nell\u2019antica Grecia dall\u2019uovo nascono Ishtar ed Eros, divinit\u00e0 dell\u2019amore; nell\u2019antica Roma i contadini usavano sotterrare uova dipinte di rosso nei campi per propiziarsi un buon raccolto; in molte parti d\u2019Europa e d\u2019Italia sono state trovate delle uova dentro molte tombe come simbolo d\u2019immortalit\u00e0 (6).<br \/>\nL&#8217;importanza di questo piccolo oggetto, anche in culture tra loro molto differenti, e che lo rende quasi una &#8220;costante culturale&#8221;, risiede nel legame profondo che ha con l&#8217;idea di nascita. L&#8217;uovo \u00e8, infatti, un essere in potenza, in un certo senso un &#8220;contenitore di vita&#8221; ed \u00e8, come tale, una delle poche espressioni materiali della possibilit\u00e0 di venire alla luce o tornare alla luce. Per queste sue caratteristiche \u00e8 sempre stato visto come simbolo di fertilit\u00e0, fecondit\u00e0, creazione. Non a caso era di fondamentale importanza durante i riti contadini che avevano luogo in primavera, la stagione della rinascita della Natura, tanto che in molti paesi d&#8217;Europa i contadini chiedevano abbondanza di raccolti appendendo alcune uova sugli alberi, come in Russia e nella Repubblica Ceca.<br \/>\nL\u2019uovo simboleggia la nuova vita e il cristianesimo antico lo adott\u00f2 come simbolo della resurrezione di Cristo. E&#8217; impossibile non notare infatti come la dottrina cristiana si sia appropriata, anche in questo caso, di un&#8217;immagine, un simbolo altro e l&#8217;abbia\u00a0 poi cristianizzato, inserendolo in un orizzonte nuovo, grazie ad un processo di acculturazione coatta che ha finito per produrre, come spesse volte \u00e8 accaduto, un fatto tendenzialmente nuovo, sincretico.<br \/>\nL&#8217;anello di congiunzione che ha permesso questa operazione \u00e8 da ricercarsi nelle somiglianze che legano i due diversi universi culturali. La prima \u00e8 il periodo in cui avvenivano i &#8220;rituali con le uova&#8221;. Il Concilio di Nicea del 325 d.C. fiss\u00f2, infatti, l&#8217;inizio della Pasqua cristiana in corrispondenza del Pesach ( saltare, passare oltre ) ebraico. Nella cultura ebraica questa era l\u2019antica festa primaverile dei pastori di Canaan (divenuta, poi, Pasqua ebraica) durante la quale venivano distribuite uova che sarebbero poi state divise fra i vari commensali a significare la loro unit\u00e0 e l&#8217;unit\u00e0 della vita. Nello stesso tempo, come abbiamo gi\u00e0 accennato, quasi tutti i riti pagani Europei avevano luogo in concomitanza con la fine dell&#8217;Inverno e avevano nell&#8217;uovo il simbolo principe.<br \/>\nLa seconda \u00e8 la relazione uovo-rinascita, di cui ho parlato sopra. Il cristianesimo sostitu\u00ec un nuovo significato ad un significante gi\u00e0 esistente e l\u2019uovo cominci\u00f2 a rappresentare la fede nell\u2019immortalit\u00e0 e salvezza dell\u2019anima, il ricordo del sacrificio di Cristo e la sua resurrezione anzich\u00e9 la fertilit\u00e0 e la fecondit\u00e0.<br \/>\nL&#8217;intervento della religione cattolica all&#8217;interno dell&#8217;orizzonte popolare \u00e8 riscontrabile anche nella Valle dell&#8217;Aniene e, modificando il significato dato all&#8217;uovo, ha finito per essere una delle due cause della perdita di valore e quindi della quasi scomparsa della tradizione di donare cavallucci e bamboline. Oltre a questi due tipi di dolci, infatti, sono comparse nel corso degli anni anche le colombe, fatte anch\u2019esse di pasta biscottata. Molto probabilmente la doppia valenza attribuita dai contadini alla parola &#8220;palomm\u00e8lla&#8221; ha facilitato l&#8217;accettazione di questo nuovo simbolo religioso all&#8217;interno dell&#8217;orizzonte popolare, non riuscendo per\u00f2 a slegarlo dal contesto sessuale in cui era nato. L&#8217;altra causa della residualit\u00e0 di una tradizione cos\u00ec lunga \u00e8 connessa alla funzione sociale che questi doni avevano e, come spesso accade per ogni tradizione contadina, alle modificazioni che sono accorse nella struttura sociale ed economica. In una Valle in cui ormai non si pratica quasi pi\u00f9 l\u2019agricoltura e l&#8217;allevamento come unici mezzi di sostentamento e in cui le donne hanno progressivamente cambiato la propria posizione in una famiglia non pi\u00f9 patriarcale e abbandonato, finalmente, il loro esclusivo compito di produttrici di riproduttori, non ha pi\u00f9 senso regalare bamboline o cavallucci e cos\u00ec ci si \u00e8 adattati a regalare ai bambini le uova di cioccolato confezionate a livello industriale.<\/p>\n<p>Cavallo o Bambola :\u00a0 nascita del Genere<br \/>\nDunque, una delle cause della scomparsa di questa tradizione \u00e8 legata al diverso ruolo che la donna riveste da qualche decennio nella societ\u00e0. L&#8217;atto di donare esclusivamente una bambola ad una bambina e un cavallo ad un maschio, negando al piccolo Antonio la gioia di un gioco pi\u00f9 bello, era connesso strettamente alla divisione dei ruoli e dei compiti che avevano donne e uomini all&#8217;interno della societ\u00e0 contadina e patriarcale della Valle dell&#8217;Aniene. Prendere l&#8217;uno o l&#8217;altro equivaleva ad augurarsi da un lato di essere un giorno feconda e garantire quindi la sopravvivenza fisica del gruppo e la continuazione della stirpe paterna; dall&#8217;altro di assicurarsi, come gli animali, la salute, la forza e la virilit\u00e0, sicure garanzie per la sopravvivenza materiale della famiglia e della &#8220;razza&#8221; o gruppo familiare di appartenenza.<br \/>\nDonare una donna in stato interessante ad una bambina piccola e un cavallo o gallo ad un bambino indicava quindi quale sarebbe stata la condizione necessaria per una vita da &#8220;donna &#8221; e da &#8220;uomo &#8220;. Veniva creata, in sostanza, nella mente del piccolo la prima distinzione tra compiti maschili e compiti femminili, doveri maschili e doveri femminili; in un solo termine, nasceva in lui\/lei l&#8217;idea di genere. E&#8217; infatti il gruppo di appartenenza che impone le norme relative al genere sotto il peso della morale e che attraverso le relazioni che ha con il bambino struttura il suo processo di autoidentificazione della personalit\u00e0 (7). Questa inculturazione, che potremmo dire coatta, passa per la scelta del nome, dei vestiti, dei giochi ed anche, come nel nostro caso, dei doni pasquali. Si preparano lentamente i figli ad un mondo che sar\u00e0 condizionato dal concetto di genere.<br \/>\nHa scritto Simone de Beauvoir:- Una non nasce donna, piuttosto lo diventa&#8230;; \u00e8 la civilt\u00e0 nel complesso a produrre questa creatura descritta al femminile. Di fatto per gli esseri umani non esiste alcuna femminilit\u00e0 o mascolinit\u00e0, condizione di uomo o di donna, ma una volta che il genere \u00e8 stato attribuito,\u00a0 l&#8217;ordine sociale costruisce e fa seguire agli individui regole e aspettative differenziate in tal senso.<\/p>\n<p>Conclusione<br \/>\nEmerge in modo chiaro, dunque, che l&#8217;atto del donare bamboline e cavallucci ai bambini e alle bambine, oltre a significare la rinascita della natura e augurare fertilit\u00e0, fa parte del processo di formazione del genere. La piccola &#8220;differenza alla nascita&#8221; presente tra uomini e donne \u00e8 stata, nel tempo, culturalmente accentuata facendo s\u00ec che, tramite continue piccole &#8220;spinte sociali&#8221;, maschi e femmine non solo formassero categorie tra loro nettamente distinte ma addirittura si pensassero diversi e accettassero cavallucci e bamboline perch\u00e9 &#8220;robba da ommini e da femmone&#8221;.<\/p>\n<p>1 &#8211; Questo articolo \u00e8 stato estratto da una tesina presentata dallo scrivente in occasione del seminario sul &#8220;Genere&#8221; tenuto dalla dott.ssa Grazia Valenzano presso la cattedra di Storia delle Tradizioni Popolari dell&#8217;Universit\u00e0 &#8220;La Sapienza&#8221; di Roma\u00a0 nell&#8217;anno accademico 1999-2000.<br \/>\n2 &#8211; Cfr. A. Tacchia, Il passato e il presente &#8211; Riti, feste e tradizioni popolari nella Valle dell&#8217;Aniene, Bagni di Tivoli,\u00a0\u00a0 Tendenze della comunicazione, 1996.<br \/>\n3 &#8211; L&#8217; intervista\u00a0 \u00e8 stata fatta il 14\/6\/2000.<br \/>\n4 &#8211; Anche nella vicina Ciociaria\u00a0 per tradizione si regalava\u00a0 la\u00a0 \u201cpigna\u201d o \u201cpupar\u00e8lla\u201d. Rispetto a quella sublacense, per\u00f2, l\u2019uovo veniva collocato in bocca\u00a0 anzich\u00e9 nella pancia. Questi dolci sono presenti nella tradizione di altre parti d&#8217;Italia, ad esempio in Calabria e in Sicilia e, con altra forma, come quella di un serpente in Sardegna.<br \/>\n5 &#8211; L&#8217;unica eccezione che si conosce, si riscontra a Pisoniano dove al bambino veniva donato un fucile sempre di pasta e con l&#8217;uovo. Qui la bambolina veniva chiamata &#8220;pupatta&#8221;. Cfr. schede presso il Museo della Civilt\u00e0 Contadina della valle dell\u2019Aniene di Roviano.<br \/>\n6 &#8211; Cfr. J. Blum, (a cura di),\u00a0 Storia della Civilt\u00e0 contadina &#8211; Il nostro passato dimenticato : sette secoli di vita nelle campagne, Milano, Rizzoli, 1982; P. Manasse, L&#8217;uovo di Pasqua &#8211; Magia e simbolo, Roma, Fratelli Palombi, 1986.<br \/>\n7 &#8211; Cfr. J. Lorber, L&#8217;invenzione dei sessi, Milano, Il Saggiatore, 1995.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA COSTRUZIONE DEL GENERE : LA BAMBOLINA E IL CAVALLUCCIO PASQUALE A ROVIANO E NELLA VALLE DELL\u2019ANIENE di Boris Tacchia Entrando in contatto con aspetti della realt\u00e0 del tutto nuovi,&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[],"class_list":["post-2025","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-pillole-di-aequa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2025","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2025"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2025\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2026,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2025\/revisions\/2026"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2025"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2025"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2025"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}