{"id":2045,"date":"2014-01-10T18:15:28","date_gmt":"2014-01-10T17:15:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.aequa.org\/v1\/?p=2045"},"modified":"2014-01-10T18:15:28","modified_gmt":"2014-01-10T17:15:28","slug":"aspetti-della-comunita-di-affile-nel-secolo-xviii","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/aspetti-della-comunita-di-affile-nel-secolo-xviii\/","title":{"rendered":"ASPETTI DELLA COMUNIT\u00c0 DI AFFILE NEL SECOLO XVIII"},"content":{"rendered":"<p>ASPETTI DELLA COMUNIT\u00c0 DI AFFILE NEL SECOLO XVIII<\/p>\n<p>di Antonio Tantari<\/p>\n<p>Presso l&#8217;Archivio di Stato di Roma \u00e8 conservato un interessante documento. Si tratta della Tabella di entrata e di uscita compilata il 3 luglio 1784, con cui la comunit\u00e0 di Affile presentava il bilancio per l&#8217;anno precedente (1). L&#8217;estensore della Tabella fu il Contestabile Domenico Serafini, che era in carica in quell&#8217;anno e che avrebbe poi provveduto ad inviarla alla Congregazione del Buon Consiglio per l&#8217;approvazione (2).<br \/>\nTra le voci di entrata \u00e8 interessante notare che il comune di Affile, come la gran parte delle altre comunit\u00e0 dell&#8217;Abbazia di Subiaco, godeva della privativa sulla confezione del pane commerciale, sui generi di pizzicheria, sulle carni vaccine, sul pollame, sull&#8217;osteria per la vendita del vino. Di tali prodotti il comune curava l&#8217;indicazione del prezzo e le modalit\u00e0 di vendita per la soddisfazione e il sostentamento della popolazione, che in quel tempo sfiorava le 1500 unit\u00e0.<br \/>\nInoltre venivano aggiudicati in appalto il frantoio, la gestione dell&#8217;archivio comunale, la riscossione del danno dato, cio\u00e8 delle multe per gli sconfinamenti del bestiame sopra i terreni altrui; altri introiti erano poi assicurati dall&#8217;affitto dei pascoli di Rotugnano e di Radimonte, nonch\u00e9 dalla vendita del taglio della macchia di Caprola. A giudicare i contravventori alle disposizioni sancite nei capitoli di appalto dei proventi comunitativi era chiamato il podest\u00e0 locale (3).<br \/>\nLe quote di queste entrate non erano costanti poich\u00e9 gli appalti o gli affitti venivano concessi al miglior offerente con il metodo detto &#8220;ad estinzione di candela&#8221;: dovendosi fare un nuovo affitto, veniva pubblicato dal comune un bando, col quale si informavano i cittadini dell&#8217;asta pubblica e venivano quindi invitati gli interessati ad avanzare le loro offerte. L&#8217;appalto andava a chi avesse fatto l&#8217;offerta pi\u00f9 vantaggiosa per la comunit\u00e0 a giudizio del consiglio, avesse possedimenti idonei a garantire il pagamento e avesse presentato la sua offerta in tempo utile, cio\u00e8 prima dell&#8217;estinzione della candela, accesa in pubblico all&#8217;atto della pubblicazione del bando. La stipula degli atti di appalto o di affitto dei proventi comunitativi era riservata al Contestabile e i contratti erano compilati dal notaio comunale.<br \/>\nVediamo ora pi\u00f9 in dettaglio, a titolo di esempio, alcune delle rendite della comunit\u00e0 di Affile.<\/p>\n<p>I forni<br \/>\nNel secolo XVIII vi erano funzionanti ben tre forni: quello del pane venale, quello detto del Pozzico e quello chiamato della Torre, questi ultimi due denominati &#8220;forni a saccio&#8221;.<br \/>\nPer la comunit\u00e0 di Affile l&#8217;efficienza dei forni comunitativi era di vitale importanza perch\u00e9 da essa dipendeva il sostentamento della popolazione, non essendo permesso ad alcuno, se non agli affittuari, di confezionare pane per la vendita al pubblico.<br \/>\nNell&#8217;istrumento di affitto veniva stabilito che l&#8217;affittuario doveva fornire alla comunit\u00e0 il pane al prezzo e soprattutto al peso stabiliti dal consiglio senza ricorrere a mezzi che potessero alterare l&#8217;uno o l&#8217;altro. \u00e8 evidente che chi appaltasse il forno dovesse essere per forza un benestante, se non addirittura un ricco possidente. Oppure pi\u00f9 persone si associavano per far fronte alle spese. \u00e8 questo forse il caso dell&#8217;episodio testimoniatoci da un documento conservato nell&#8217;archivio di Santa Scolastica di Subiaco che riguarda il forno della Torre. Il 17 luglio 1710, quando la privativa del pane per questo forno era tenuta da Apollonia, vedova di Orazio Ricci, insieme con Pieruccia di Sante Romani e Maria moglie di Tranquillo Mosetti, la prima venne percossa da Elisabetta moglie di Marco Felici alla quale aveva richiesto il pagamento del focatico (4).<br \/>\nIl 27 giugno 1753 il consiglio decise che a &#8220;principiare il primo ottobre per il popolo di Afile&#8221; il prezzo del pane venne fissato in &#8220;un bajocco per 9 once di pane bianco oppure per 12 once di pane bruno di buona qualit\u00e0&#8221; (5).<br \/>\nLa privativa del forno generalmente rendeva bene, ma poteva anche succedere che, per la mancanza di frumento e il conseguente aumento del prezzo, l&#8217;affittuario non si trovasse pi\u00f9 con il prezzo e il peso stabiliti dal consiglio. E&#8217; quanto avvenne nel 1764 e nel 1767, anni in cui Affile e tutto il circondario furono afflitti da una terribile carestia; anche pi\u00f9 tardi dovettero presentarsi situazioni simili; infatti, nel 1783 un documento indica che &#8220;li particolari della terra di Afile .per alimentarsi deggiono tutt\u2019ora spropriarsi del loro avere, e vivere stentatamente&#8221;\u00a0 (6).<\/p>\n<p>I danni dati<br \/>\nDa sempre l&#8217;economia di Affile si \u00e8 basata, sulla produzione di olio e di vino; anche il Moroni afferma che ai suoi tempi il territorio affilano era &#8220;fertile, posto parte in piano, producente un eccellente vino, simile all\u2019aleatico, olio, grano e granturco e altro; oltre ai pascoli&#8221; (7). E quanto fosse tenuta in particolare considerazione la produzione di tali derrate, \u00e8 dimostrato da una serie di documenti.<br \/>\nIl 7 luglio 1759, il consiglio, con in testa il Contestabile Benedetto Felici, eman\u00f2 il divieto di pascolo negli uliveti che affittati procuravano un&#8217;entrata che variava dai 18 ai 20 scudi (8). Ugualmente nel 1782, per l&#8217;alto numero di danni causati \u201cnelle vigne di questo territorio, che sono l\u2019unico capitale di questa terra\u201d, il Contestabile Benedetto Enea propose al consiglio che accett\u00f2 che &#8220;la pena per i proprietari del bestiame che invade le vigne dopo la vendemmia da 7 bajocchi e mezzo&#8221; passasse &#8220;a 30 bajocchi&#8221; (9).<br \/>\nLa difesa del patrimonio sia privato che pubblico era, quindi, una preoccupazione costante degli amministratori della comunit\u00e0 di Affile, tanto che, come testimoniato dai documenti citati, essi avevano ritenuto necessario preservare l\u2019incolumit\u00e0 della propriet\u00e0 con l\u2019istituzione di precise ammende da infliggere a coloro che si rendevano responsabili di determinate infrazioni e di violazione della propriet\u00e0 altrui. Cercavano di preservare cos\u00ec ogni cosa, dalle chiuse agli uliveti, dai prati all\u2019erba tra il grano, agli orti, agli alberi da frutto ecc\u2026<br \/>\nA tale scopo veniva eletto un responsabile del Danno Dato, cio\u00e8 procurato, coadiuvato da guardiani (10). Le pene vennero istituite non tanto per regolare il comportamento dei Possidenti o dei Benestanti, perch\u00e8 ad essi non difettavano certo terreni e pascoli nei quali far pascolare le loro bestie; quanto per impedire la violazione dei loro beni ad opera di quanti, spesso per necessit\u00e0, erano costretti a mancare di riguardo alla propriet\u00e0 altrui.<br \/>\nAlcune volte, gli stessi guardiani preposti al controllo e alla soppressione dei soprusi rendevano spesso la vita difficile ai possidenti, a tal punto da provocare una loro reazione come accadde nel 1766 quando una supplica venne rivolta al Contestabile Giuseppe Bonanni &#8220;per riparare i continui e considerevoli danni, che si commettono nel territorio da parte dei guardiani&#8221; (11).<br \/>\nIl consiglio, in alcuni momenti particolari nella vita della comunit\u00e0, deliber\u00f2 di sospendere il divieto di violazione dei terreni, ma tali decisioni causarono la reazione dei possidenti, i quali si fecero promotori di petizioni scritte rivolte al Contestabile. Come nel caso di quella presentata nel 1794 contro l\u2019abolizione della difesa degli oliveti: tale richiesta venne accolta il 20 luglio dello stesso anno e la proibizione venne ristabilita (12). Oppure come accadde l&#8217;anno successivo, quando di nuovo i possidenti diedero vita ad una seconda petizione contro il permesso di pascolare negli oliveti (13).<\/p>\n<p>1 &#8211; ASR, Buon Governo, serie II, Affile, busta 41<br \/>\n2 &#8211; Il Contestabile di ogni castello dell&#8217;Abbazia di S. Scolastica fungeva da capo del consiglio ed esigeva i proventi della comunit\u00e0. Nella Bolla di Clemente VIII, &#8220;De Bono Regimine&#8221; era stabilito infatti, che ogni anno entro trenta giorni, dovevano compilarsi in ogni comunit\u00e0 le tabelle delle entrate e delle uscite del comune in doppia copia. Queste, vistate dal Podest\u00e0 locale, dovevano essere spedite a Roma.<br \/>\n3 &#8211; Il podest\u00e0 era un giudice, subalterno al Governatore generale di Subiaco, che amministrava la giustizia civile e penale.<br \/>\n4 &#8211; Archivio Santa Scolastica, Affile, Atti Criminali I.<br \/>\n5 &#8211; ASR, Buon Governo, serie\u00a0 II , Affile, busta 40.<br \/>\n6 &#8211; ASR, Buon Governo, serie II, Affile, busta 41.<br \/>\n7 &#8211; G. Moroni, Dizionario di Erudizione Storico-Ecclesiastica, Venezia, Tipografia Emiliana, 1857, vol. LXX, pp. 211-213. Gi\u00e0 nel XVII secolo il poeta affilano Rutilio Scotti magnificava la fertilit\u00e0 della terra affilana tanto adatta alla coltivazione della vite da rendere \u00abper ciascheduna opera di zappa sei et anco otto some di mosto\u00bb. Cfr. Scotti Rutilio Affilano, Descrittione et historia della Abbadia di Subiaco, anno 1615, Biblioteca Vaticana.<br \/>\n8 &#8211; ASR, Buon Governo, serie II, Affile, busta\u00a0 40.<br \/>\n9 &#8211; ASR, Buon Governo, serie II, Affile, busta 41.<br \/>\n10 &#8211; Nel 1760 venne nominato dal Consiglio guardiano delle vigne Domenico Antonio Tantari, figlio di Silvestro. Cfr. ASR, Buon Governo, serie II, Affile, busta\u00a0 40.<br \/>\n11 &#8211; ASR, Buon Governo, serie II, Affile, busta 41.<br \/>\n12 &#8211; ASR, Buon Governo, serie II, Affile, busta 42.<br \/>\n13 &#8211; Idem.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ASPETTI DELLA COMUNIT\u00c0 DI AFFILE NEL SECOLO XVIII di Antonio Tantari Presso l&#8217;Archivio di Stato di Roma \u00e8 conservato un interessante documento. Si tratta della Tabella di entrata e di&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[],"class_list":["post-2045","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-pillole-di-aequa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2045","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2045"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2045\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2046,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2045\/revisions\/2046"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2045"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2045"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2045"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}