{"id":2058,"date":"2014-01-11T17:18:17","date_gmt":"2014-01-11T16:18:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.aequa.org\/v1\/?p=2058"},"modified":"2014-01-11T17:18:17","modified_gmt":"2014-01-11T16:18:17","slug":"notizie-su-civita-di-oricola-e-lantica-citta-di-carsioli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/notizie-su-civita-di-oricola-e-lantica-citta-di-carsioli\/","title":{"rendered":"NOTIZIE SU CIVITA DI ORICOLA E  L\u2019ANTICA CITTA\u2019 DI \u201cCARSIOLI\u201d"},"content":{"rendered":"<p>NOTIZIE SU CIVITA DI ORICOLA E\u00a0 L\u2019ANTICA CITTA\u2019 DI \u201cCARSIOLI\u201d<\/p>\n<p>di Sergio Maialetti<\/p>\n<p>Il sito dell\u2019antica citt\u00e0 di Carsioli o Carseoli fu individuato il 12 maggio del 1645 nell\u2019attuale Civita di Oricola dal famoso cartografo Lukas Holstenius (1595 \u2013 1661). Una trentina d\u2019anni dopo, nel 1680, il topografo Raphaele\u00a0 Fabretto (o Fabretti), interessandosi delle acque e degli acquedotti romani, segn\u00f2 sulla carta i Rudera Carseolorum. In un&#8217;altra carta del 1693, Giacomo Filippo Ameti parla di Vestigia di Carseoli. Ma la segnalazione pi\u00f9 importante dell\u2019antica citt\u00e0, l\u2019ha lasciata l\u2019abate Diego De Revillas nella sua Carta della Diocesi dei Marsi eseguita nel 1735. Qui, in alto a destra, il topografo riporta il disegno di alcuni ruderi che ebbe modo di vedere nella zona pi\u00f9 alta di Carsioli. L\u2019abate Revillas \u00e8 stato il primo geografo che in Italia abbia posto determinazioni trigonometriche alla base dei suoi lavori cartografici.<br \/>\nAltre notizie riguardanti Carsioli, pure se frammentarie, ci vengono fornite da vari scrittori latini, tra i quali l\u2019illustre poeta Publio Ovidio Nasone (43 a.C. \u2013 17 o 18 d.C.). Ne I Fasti egli cita Carsioli sottolineandone il clima rigido e il territorio non adatto alla coltivazione dell\u2019ulivo, ma a quella del grano. In altri versi descrive le verdi malve e i candidi funghi che si potevano raccogliere in questa zona, nonch\u00e9 la nota leggenda della volpe carseolana, affermando che, dopo questo fatto, \u201ca Carsoli, per legge, \u00e8 vietato nominare la volpe\u201d(1). La tradizione popolare, invece, racconta che ogni volpe catturata doveva essere arsa viva.<br \/>\nMolti studiosi chiamano, erroneamente, l\u2019antica citt\u00e0 con il nome di Carseoli invece che Carsioli, come al contrario appare nell\u2019epigrafe rinvenuta a Civita all\u2019inizio del XVII secolo (C.I.L. IX, n. 4067) e che si pu\u00f2 leggere nel resoconto di Sir R. Colt Hoare\u00a0 (vedi Documenti). Da altre iscrizioni, provenienti da Civita e dintorni, riportate nel C.I.L. IX, si apprende la presenza di falegnami e boscaioli per lo sfruttamento delle vicine foreste, Sesera compresa.<br \/>\nL\u2019abitato di Civita \u00e8 situato su di un altopiano dai contorni profondamente corrosi che si allunga irregolarmente in direzione nord, separando nettamente il bosco Sesera dalla Piana del Cavaliere. Il primo vero studio di questa area archeologica fu quello eseguito dai due illustri studiosi G. J. Pfeiffer e T. Ashby che visitarono questo territorio nel gennaio del 1901. I due fecero un\u2019accurata ricognizione della zona di Civita, individuando i resti visibili in superficie di antiche strutture pertinenti al centro urbano, alla cinta muraria e al basamento di un presunto tempio. Quattro anni dopo pubblicarono in \u201cSupplementary Papers of the American School of Classical Studies in Rome\u201d i risultati della ricerca.<br \/>\nAttualmente sono visibili nella zona pi\u00f9 alta, in direzione nord, ruderi consistenti in pochi avanzi di costruzioni in opus incertum e in un arco composto da sette conci in tufo uniti senza malta, gi\u00e0 segnalato nel 1881 dall\u2019erudito locale Giacinto De Vecchi Pieralice (2). Resti di un antico acquedotto, gi\u00e0 notato dal Promis, si trovano in localit\u00e0 \u201cMuro Pertuso\u201d, ad ovest oltre il bosco di Sesera su quel confine tra le provincie di Roma e L\u2019Aquila che in passato divideva\u00a0 lo Stato Pontificio dal Regno delle due Sicilie. I ruderi di questa antica struttura affiorano in prossimit\u00e0 del Fosso Sesera e proseguono seminterrati per un centinaio di metri fino a sparire sotto la strada asfaltata che collega il bivio di Riofreddo alla Statale Turanense.<br \/>\nCarsioli, dunque, era una citt\u00e0 di sicura origine equa, situata in una posizione strategica all\u2019imbocco della Piana del Cavaliere. Dopo la conquista romana, intorno al 298 a. C. venne occupata da 4.000 coloni. Qui passava la via Valeria, della quale in contrada \u201cNasetta\u201d si pu\u00f2 osservare ancora il miliare XXXXIII, citato da Ashby. Il Gori\u00a0 (3) cos\u00ec lo trascrive:<\/p>\n<p>XXXXIII<br \/>\nIMP. NE\u2026<br \/>\nCAESAR AV\u2026<br \/>\nPONTIFEX MAX\u2026<br \/>\nTRIBVNICIA<br \/>\nPOTESTATE COS III<br \/>\nPATER PATRIAE<br \/>\nFACIENDAM CVRAVIT<br \/>\nL\u2019iscrizione \u00e8 oggi illegibile, corrosa dagli agenti atmosferici.<br \/>\nDurante la sanguinosa \u201cguerra sociale\u201d Carsioli sub\u00ec una nuova distruzione. Ricostruita nuovamente, dovette assumere la condizione di Municipio iscritto nella \u201cTrib\u00f9 Aniensis\u201d, facente parte della IV Regione. Nel Medioevo, l\u2019antica citt\u00e0 romana ancora risulta abitata. Infatti in un documento relativo ad una investitura di Ugo e Lotario re d\u2019Italia del 25.6.941 la chiamano \u201cSala\u201d (4) e in un atto di conferma dei beni di papa Pasquale II del 1115 \u00e8 detta \u201csala civitas quae vocatur Carseolis\u201d. Agli inizi del 1800, l\u2019antica citt\u00e0 era conosciuta semplicemente come \u201cCivita Carentia\u201d.<br \/>\nIn questi ultimi anni, gli studi su Carsioli sono progrediti. Ad ovest, nella contrada \u201cValli Santi Pietre\u201d, e nella Piazza di Civita, che nel secolo scorso si chiamava \u201cPiazza Santa Maria de Civita\u201d, sono state individuate due interessanti zone archeologiche, oggetto nel 1989 di una campagna di scavo da parte della Soprintendenza. Sul lato est del supposto centro urbano, cio\u00e8 nella contrada denominata \u201cTorre degli asini\u201d, si notano ancora i resti, in parte ricoperti da un casolare, di un basamento di un tempio composto da grandi blocchi squadrati di pietra calcare locale. Secondo gli ultimi studi della Soprintendenza, inoltre, pare che la porta d\u2019ingresso della citt\u00e0 fosse situata a sud, dove oggi si trova il fontanile. Questa area, in alcuni vecchi documenti catastali del comune di Oricola, \u00e8 infatti denominata \u201cPorta de Civita\u201d. Nel 1995, durante i lavori per la realizzazione della rete fognaria, a breve distanza da questo fontanile-lavatoio \u00e8 stato rinvenuto un pavimento musivo con tessere bianche e nere ben conservato.<\/p>\n<p>Documenti<\/p>\n<p>Epigrafe segnalata dal Garucci e rinvenuta a Civita, antica Carsioli, nel 1859 (C. I. L. IX, n. 4060). C. Stevenson, tra il 1878 e il 1879, la vide nel castello dei Massimo ad Arsoli. Ancora oggi si trova lungo uno dei viottoli che conduce alla sommit\u00e0 del boschetto. E\u2019 in pietra di calcare locale e appare molto danneggiata.<br \/>\nM \u2013PETRONIO \u2013 M<br \/>\nANN \u2013 X X I I<br \/>\nHIC SEPULT<br \/>\nL \u2013 PETRONIUS<br \/>\nM \u2013 F \u2013 FRATER<br \/>\nCOH \u2013 VI \u2013 PR \u2013 POS<\/p>\n<p>Iscrizione segnalata nel 1859, proveniente da un ponte carseolano, forse\u00a0 in localit\u00e0 \u201cPonte rotto\u201d.\u00a0 C. I. L. IX, n. 4061. Si tratta della parte sinistra di un blocco in pietra calcare locale. Attualmente si trova nel Museo nazionale dell\u2019Aquila.<br \/>\nM &#8211; ANNEIUS \u2013 Q \u2013 F \u2013 ANI<br \/>\nPOSTUMUS \u2013 AUGU\u2026<\/p>\n<p>Iscrizione rinvenuta a Civita nel 1879 da G. De Vecchi Pieralice. C. I. L. IX, n. 4068. Attualmente \u00e8 irreperibile.<br \/>\nRUFO \u2013 H<br \/>\n(disegno di corona)<br \/>\nAG \u2013 MARTI<\/p>\n<p>Descrizione della zona di Carseoli da parte del viaggiatore inglese Sir\u00a0 Richard\u00a0 Colt\u00a0 Hoare, nel maggio 1791, tratta dal volume: Viaggio classico attraverso l\u2019Italia, Londra 1819:<br \/>\n\u201c La pianura di Carsoli \u00e8 estesa, verde e ben coltivata, ravvivata da numerosi paesi, sparsi sulle alture circostanti. Ho fatto una diversione dalla strada principale a destra, per esaminare le rovine dell\u2019antica Carsioli, il cui sito oggi \u00e8 ricoperto da vigneti. Tuttavia ho visto una parte di mura costruite con enormi blocchi di pietra: il pavimento di una parte della via romana, contiene ancora oggi tracce di ruote di carri. Ho visto anche il frammento di un acquedotto e resti di un pavimento rozzamente tassellato.<br \/>\nMi sono dispiaciuto dei danni fatti ad un fine piedistallo in mezzo a una vigna, (C.I.L. IX, n. 4052) esso era ornato di un bassorilievo rappresentate un sacrificio con tre figure (personaggi) e una vittima (bue) davanti all\u2019altare. Nel retro di esso c\u2019era un ramo d\u2019ulivo, negli altri due lati c\u2019erano una patera e un vaso o una coppa con scolpito un maiale. Il piedistallo portava un\u2019iscrizione in lettere finemente incise, ma ora ridotte solo a \u201cSACR\u2026\u201d in modo che nessuna indicazione rimane a quale divinit\u00e0 questo altare fosse originariamente dedicato.<br \/>\nHo raggiunto di nuovo la strada grande presso l\u2019Osteria al cavaliere, dove si conserva un piedistallo (C.I.L. IX, n. 4067) con la seguente iscrizione, in buona conservazione:<br \/>\nM. METILIO \u2013 SVCCES<br \/>\nSO \u2013 M. METILI \u2013 REPEN<br \/>\nTINI \u2013 PATRONI \u2013 COLO<br \/>\nNIAE \u2013 FILIO \u2013 PATRO<br \/>\nNO \u2013 ORDINIS \u2013 AVGVS<br \/>\nTALIVM \u2013 MARTINOR.<br \/>\nCOLLEGIVM \u2013 DENDRO<br \/>\nPHORVM \u2013 CARSIOLA<br \/>\nNORVM \u2013 PATRONO<br \/>\nOB \u2013 MERITA \u2013 EIVS<br \/>\nL. D. D. D.\u00a0 (5)<\/p>\n<p>Brano tratto dall\u2019opera dell\u2019ingegnere Carlo Promis: Le antichit\u00e0 di Alba Fucense negli Equi, Roma 1836:<br \/>\n\u201c Quest\u2019antica citt\u00e0 \u00e8 situata sulle ultime fimbrie del monte di Poggio Ginolfo e domina la pianura Carseolana di forma quasi circolare, di circa sei miglia di diametro, fertilissima bench\u00e9 ora insalubre: questa dicesi ora Piano del Cavaliere, e l\u2019antica Carseoli porta il nome di Civita Carenza\u2026Le sue rovine sono scarse bench\u00e9 occupino una vasta superficie: consistono in vari pezzi di recinto di quell\u2019opera poligonia che dicesi di terzo stile, in un acquedotto sotto il monte, detto Muro Pertuso, in una strada selciata, che per la sua direzione pu\u00f2 essere stata la Valeria, ed in molti cunicoli con lucernari, o pozzi ma quasi affatto ostrutti; la coltivazione vi fece sparire quasi tutte le fabbriche sacre e civili\u2026frequentemente vi si trovano medaglie, frammenti di statue, cornici ed ornamenti in marmo e bronzo, come pure vari tubi di piombo\u2026\u201d<\/p>\n<p>6-\u00a0 Lettera del Regio Ispettore degli scavi e monumenti nel Carsiolano, Giacinto De Vecchi Pieralice del 2.6.1881 a sua Eccellenza il Sig. Commendatore e Senatore Roma, Ministero della Pubblica Istruzione:<br \/>\n\u201cScavi in Carseoli, conservazione di alcune antichit\u00e0 nella Chiesa di Rocca di Botte. Nel tempio di Apollo in Carseoli, test\u00e8 scoperto, ho trovato la favissa. E\u2019 nella mia opinione che col\u00e0 dentro vi siano oggetti gittati, onde salvarli, nel giorno della espugnazione e rovina di questa citt\u00e0. Desidero inoltre tener dietro ad una linea di mura ciclopiche, delle quali si \u00e8 scoperta porzione a causa\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 di una frana, e (ci\u00f2 che pi\u00f9 mi interessa) nello scoscendersi del terreno si \u00e8 mostrato l\u2019Arco di una porta. Chiedo quindi un sussidio minore di \u00a3 500 onde procedere all\u2019opera, alla quale attender\u00f2 nella buona speranza di essere utile all\u2019Archeologia ed alla storia. Rammento del pari alla E. V. che si degni ordinarmi ci\u00f2, che crede opportuno per l\u2019interessante Pulpito a mosaico nella Chiesa semidiruta di Rocca di Botte. Esposto da quattro anni al nudo cielo, va a perdersi un lavoro di pregiata antichit\u00e0, e, se vuolsi, di qualche originalit\u00e0. O trasportarlo in Roma, poich\u00e9 L\u2019Aquila \u00e8 troppo lontana da noi, ovvero garantirlo con opportuno riparo. Sia qualunque delle due la determinazione; ma sia sollecita. Io mi lusingo che avr\u00e0 la bont\u00e0 di favellarne con S. E. il signor Ministro, alla devota intelligenza del Quale faccio ossequio perch\u00e9 assecondi le mie preghiere e risparmi al cuor mio lo strazio del dover assistere ogni giorno (senza poter far nulla per impedirla), alla rovina quotidiana che gli uomini e le intemperie dell\u2019aria mi van facendo nel Carsiolano.<br \/>\nLa prego di gradire i miei ossequi e credermi<br \/>\nSuo Dev.mo Obb.mo sempre<br \/>\nGiacinto De Vecchi Pieralice<\/p>\n<p>1 &#8211; m. eboli, Carsoli e il suo territorio nella storia medioevale della Marsica, pp. 22-23, Roma.<br \/>\n2 &#8211; De Vecchi Pieralice era un valente studioso di antichit\u00e0 carseolane e un avido raccoglitore di reperti archeologici che conservava nella sua residenza, il Palazzo Rostagno, di Oricola. Fu autore di scritti, anche in versi: L\u2019ombra di Ovidio tra le rovine di Carsoli, Subiaco, 1881.<br \/>\n3 &#8211; F. Gori, Da Roma a Tivoli e Subiaco\u2026nuova guida storica, artistica, geologica ed antiquaria, Roma, 1855.<br \/>\n4 &#8211; A. Carucci (a cura di), Chronicon Sublacense, Subiaco, 1991, p. 79.<br \/>\n5 &#8211; Attualmente si conserva nel parco della villa-castello dei principi Massimo a Arsoli, lungo il viottolo che dal giardino conduce al boschetto. Si tratta di un cippo di pietra calcare locale, il tronco ospita frontalmente lo specchio epigrafo leggermente ribassato e rinchiuso da una bella cornice. L\u2019altro\u00a0 \u201cpiedistallo\u201d descritto da R. Colt Hoare si trova, attualmente, nel giardino della villa di\u00a0 Ricciotti Garibaldi a Riofreddo, ed \u00e8 prossimo a finire nel Museo delle Culture che presto verr\u00e0 inaugurato nello stesso edificio. Si tratta di un\u2019ara sacrificale e lo stato di conservazione del tufo \u00e8 precario. Nella scheda del C.I.L. si legge che \u00e8 stata rinvenuta tra i ruderi carsiolani , in un luogo detto \u201cLa Fonte de Civita\u201d, in una vigna di propriet\u00e0 di Antonio Ferrari di Oricola.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>NOTIZIE SU CIVITA DI ORICOLA E\u00a0 L\u2019ANTICA CITTA\u2019 DI \u201cCARSIOLI\u201d di Sergio Maialetti Il sito dell\u2019antica citt\u00e0 di Carsioli o Carseoli fu individuato il 12 maggio del 1645 nell\u2019attuale Civita&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[],"class_list":["post-2058","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-pillole-di-aequa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2058","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2058"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2058\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2059,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2058\/revisions\/2059"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2058"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2058"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2058"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}