{"id":2077,"date":"2014-01-12T18:27:34","date_gmt":"2014-01-12T17:27:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.aequa.org\/v1\/?p=2077"},"modified":"2014-01-12T18:32:56","modified_gmt":"2014-01-12T17:32:56","slug":"anticoli-corrado-un-calendario-che-parla-darte-e-di-nuove-modelle","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/anticoli-corrado-un-calendario-che-parla-darte-e-di-nuove-modelle\/","title":{"rendered":"ANTICOLI CORRADO, UN CALENDARIO CHE PARLA D\u2019ARTE E DI \u201cNUOVE\u201d MODELLE"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\">ANTICOLI CORRADO, UN CALENDARIO<br \/>\nCHE PARLA D\u2019ARTE E DI \u201cNUOVE\u201d MODELLE<br \/>\ndi Laura Siciliano<br \/>\nIn occasione del nuovo anno, l\u2019Associazione Culturale \u201cS. Nicola da Myra\u201d, particolarmente attenta alle vicende storiche &#8211; culturali e delle tradizioni popolari della valle dell\u2019Aniene ed in particolar modo di Anticoli Corrado, ha realizzato un Calendario di pregio con lo scopo di incidere nella memoria e nelle coscienze di tutti coloro che, anche se marginalmente, abbiano in qualche modo vissuto e\/o partecipato a quell\u2019esperienza del tutto unica nella quale pittori, scultori e modelli &#8211; sia in Roma che nei diversi paesi della valle, quali: Arsoli, Anticoli Corrado, Cervara di Roma, Cineto, Saracinesco, Subiaco &#8211; si sono, quasi per miracolo, nutriti reciprocamente di linfa artistica, in una sorta di totale e partecipativa simbiosi particolarmente feconda in ragione di un cammino che, a larghi passi, stava percorrendo l\u2019arte, a partire dalla seconda met\u00e0 del XIX e fino met\u00e0 del XX secolo.<br \/>\nAllo stesso tempo, l\u2019Associazione si \u00e8 posta anche gli obiettivi di riuscire a trasferire profonde emozioni alle giovani generazioni attraverso particolari esperienze di tipo visivo che solo le immagini di pregio possono infondere, e di dare a questi ultimi la possibilit\u00e0 di meditare sui significati storico \u2013 culturali relativamente a quella singolare professione\u2013 il modello\/a &#8211; di sicuro occasionalmente inventata dal nulla dai \u201cpaesani\u201d anticolani, per la massima parte pastori e contadini, da loro intrapresa per l\u2019ottenimento di una auspicata sopravvivenza per se stessi e per la propria famiglia.<br \/>\nFondamentale \u00e8 stata la costante e morbosa richiesta della professione di modello e\/o modella da parte delle frotte di artisti che giungevano a Roma da tutto il mondo gi\u00e0 dal \u2018700, i quali, come pionieri in cerca di avventure ma anche come cacciatori in cerca di soggetti artistici da immortalare nei propri quadri, si avventuravano con i cosiddetti \u201clegni\u201d (carrozze per il trasporto della posta), lungo le sinuose curve della via Tiburtina, immersa un tempo nella natura\u00a0 rigogliosa e selvaggia, osservabile in miriadi di quadri realizzati in situ.<br \/>\nCerto \u00e8 che, ad una richiesta forse da molti considerata pazza, gli abitanti di molti paesi della valle dell\u2019Aniene risposero con altrettanta pazzia facendo scattare in se stessi l\u2019idea geniale che alle risorse della terra, spesso non sufficienti a sfamare la famiglia, si potessero aggiungere i proventi delle \u201cpose artistiche\u201d in paese od anche fuori paese, nelle strade o negli studi. Ecco nascere la prima forma di pendolarismo contadino verso Roma in epoca risorgimentale o forse anche prima.<br \/>\nLa scelta dell\u2019Associazione Culturale \u201cS. Nicola da Myra\u201d di dedicare questo calendario al duro lavoro artistico dei\u00a0 odelli ha comportato una vasta ricerca per il reperimento dei soggetti &#8211; quadri o foto antiche &#8211; utili agli scatti fotografici dei moderni artisti. Dopo di che si sono \u201cscoperti\u201d nuovi modelli\/e attualmente residenti in Anticoli Corrado che hanno avuto relazioni parentali con i modelli del passato o che mostravano caratteristiche somatiche particolarmente adattabili al soggetto antico. Tutti, uomini, donne e bambini che hanno posato per il Calendario si sono mostrati all\u2019altezza. Le foto, poi utilizzate per i mesi, sono state scattate da Fabio Anghelone all\u2019interno di uno studio artistico<br \/>\n\u201cstorico\u201d appositamente concesso in Anticoli. Il fotografo, come i pittori nell\u2019ottocento, ha realizzato ciascuna foto nella luce fantasticamente naturale del paese, osservata e studiata dagli artisti per la realizzazione dei propri quadri, e presente ancora oggi per l\u2019 immaginazione di ogni umano che ha ed avr\u00e0 il privilegio di osservarla, viverla e di amarla.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>Orazio Amato e gli artisti ad Anticoli<\/strong><br \/>\nPer avere l\u2019idea di quanto avvenuto, mi sembra importante riportare di seguito alcuni passi fondamentali dello scritto del pittore orazio Amato, estratto dalla Strenna dei Romanisti del 1948, dal titolo: \u201cArtisti romani ad Anticoli Corrado\u201d, estremamente utili per la comprensione del ruolo che la popolazione di Anticoli Corrado, come di altri paesi, ha avuto nel XIX e XX secolo per l\u2019arte. \u00ab\u00c8 risaputo che Anticoli Corrado \u00e8 famoso come il paese degli artisti e delle modelle. Chiunque lo visita, se non resta, al primo contatto, sconcertato dalla estrema asprezza e povert\u00e0 del luogo, rimane ammaliato da quell\u2019 aspetto di presepe, nel quale uomini, animali, case, sassi, ed alberi, appaiono immersi e quasi connaturati in una atmosfera primordiale, staccata, stupefatta. E da questa immutabile primordialit\u00e0 sembra si spanda su tutte le cose [\u2026] una naturalezza antica, capace di suscitare, di volta in volta, ritmi solenni, quasi religiosi, o una irruenza libera e senza freni, che genera emozioni ed espressioni le pi\u00f9 semplici ed elementari. Tale esasperazione dei caratteri che sono, del resto, propri della regione, \u00e8 uno dei motivi che spiegano l\u2019interesse degli artisti per questo villaggio, arrampicato sui fianchi dei Monti Ruffi, in vista di quell\u2019amena valletta ove nasce l\u2019acqua Marcia che disseta Roma da oltre un secolo avanti Cristo.<br \/>\nMa, si dice anche che ad Anticoli c\u2019\u00e8 una bella razza di gente, specialmente le donne. [\u2026] Certo, tra i bambini, le fanciulle, dette \u201cvarzette\u201d, le donne, i contadini, i pastori, si trovano tipi di una bellezza schietta nei lineamenti e di una incisi-vit\u00e0 nei caratteri somatici veramente non comune. Fin dall\u2019anno 1840 cominciarono a passare per Anticoli artisti stranieri che andavano esplorando, come si usava per i Castelli Romani e le Paludi Pontine, la Valle dell\u2019Aniene sino a Cervara e Subiaco: nel museo di Helsinki figura un paesaggio della Rocca Abaziale dipinto nel 1841 dal pittore finlandese Elmar.<br \/>\nIl primo che vi si ferm\u00f2 a lungo fu lo svizzero Stuckelberg, che nel 1858 vi dipinse un grande quadro che figura tuttora nel Museo di Basilea [\u2026]. A lui seguirono il belga Boulard, il tedesco Schreiber, il francese Hiolle che, gi\u00e0 nel 1860, fu il primo della lunga serie di pittori e scultori che sposarono una modella anticolana. Le modelle: quanto si \u00e8 scritto e parlato delle modelle di Anticoli e della vicina Saracinesco! Quanto si \u00e8 curiosato, arzigogolato, romanzato ed anche malignato su questo ghiotto argomento. Qui conviene affermare che le modelle che divennero spose di artisti, il pi\u00f9 delle volte belle ed intelligentissime, sono state per essi perfette compagne e spesso le loro preziose incitatrici ed ispiratrici.<br \/>\nNei primi tempi tutti venivano chiamati invariabilmente \u201cngrisci\u201d, ossia inglesi. Dato il fondo intelligente e bonario dei paesani, dalla meraviglia e dalla curiosit\u00e0 fu breve il passo alla cordialit\u00e0 e alla comprensione. Da allora il paese, che veniva, alla bene e meglio, attrezzandosi per accogliere gli inconsueti ospiti, si abitu\u00f2 a familiarizzare con i pi\u00f9 strani tipi di ogni nazionalit\u00e0; un vero campionario: tedeschi, scandinavi, olandesi, russi, inglesi, polacchi, spagnoli,\u00a0 mericani del nord e del sud, australiani, cinesi, giapponesi, ecc. E presto l\u2019abitato e le campagne furono tutte un cantiere, una fabbrica, una fucina (ahi, quanta indiretta responsabilit\u00e0!) di quadri e di statue: negli studi ricavati da altri ambienti o espressamente fabbricati, nelle vecchie cucine, nei granai, nelle stalle, nelle strade, nel piano, nella montagna. Gli italiani cominciarono a comparire intorno al 1870. \u00c8 di quella epoca un bel ritratto (1875) dipinto dal bergamasco Cesare Bertoletti, divenuto in seguito ben noto fra i paesisti lombardi, del farmacista Michele Amato, uomo dal carattere d\u2019oro, di viva intelligenza, dotato di una innata sensibilit\u00e0 per le cose dell\u2019arte, il brio e risorse inesauribili, ancora oggi ricordato come l\u2019amicodegli artisti, per antonomasia.<br \/>\nFinalmente nel 1880 Anticoli Corrado fu scoperto da due pittori romani: Augusto Corelli ed il suo allievo Memmo Pennacchini. Scesi al ponte sull\u2019Aniene dalla diligenza che li doveva condurre in Abruzzo, e saliti al paese si pu\u00f2 dire per caso, rimasero talmente colpiti dall\u2019incanto del luogo che vi cominciarono subito dei lavori, vi tornarono e vi rimasero agganciati per tutta la vita.<br \/>\nIl Corelli, che fu e rimase il fedelissimo fra i fedeli, che per primo si costru\u00ec lass\u00f9 un vero e proprio studio da pittore, [\u2026] comunic\u00f2 con tale entusiasmo la gioia della scoperta agli amici romani, che presto lo seguirono. [\u2026] Infatti Anticoli era in quel tempo diventata una succursale naturale, quasi necessaria, di Via Margutta e di Via Flaminia. Vi sono passati un po\u2019 tutti: gli epigoni fortunyani, i costiani, i Venticinque della Campagna Romana, quelli di \u201cin Arte Libertas\u201d.<br \/>\nEd ecco che ai pionieri si aggiungono altri: G. A. Sartorio, Adolfo de Carolis, Alessandro Battaglia, Umberto\u00a0\u00a0 Coromaldi, Enrico Carreras, A. Morani, i romani di elezione Barbasan, Lendorff, Freitas, Bruen, Gallardo, Fernandez,<br \/>\nOkun, Klevesal, Mulin e via via i fratelli Giuseppe ed Alberto Carosi, Filiberto e Corrado Corelli e poi Ferruccio Ferrazzi, Pietro Gaudenzi, Selva, Zanelli, Torresini, Riccardo e Lilah Assanti, Barrera, Sebasti, Frattani, Carena, e, con Carena, Fausto Pirandello, Gigi Chessa (dei Sette di Torino), Capogrossi, Cavalli, ed un pochino anche Cagli, i quali vi si prepararono alle loro battaglie per la giovane \u201cscuola tonale romana\u201d. E si facevano avanti intanto i pittori locali, Pasquarosa Bertoletti Marcelli, i Toppi Margherita Mario e Carlo, Giovanni Ciucci, Michele Amato, Enrico Gaudenzi, Sergio Selva, L. Petricca ed il sottoscritto.<br \/>\nE poi ancora, quasi tutti da Roma, Antonio Munoz, Celestini, Peppino Malagodi, Carlo Romagnoli, Ortona, Federico Moroni, Aureli, Ortolani, Cucchiari, Guido Prola, M. Rava, Renato Brozzi, Lillo Spadini, Virgilio Guzzi, Antonio Achilli, Ponzi, Zauli, Giovanni Omiccioli, ecc.. Arturo Martini, che trascorse ad Anticoli pi\u00f9 di due anni consecutivi, collaborando col pittore e scultore americano Maurizio Stern, vi esegu\u00ec quasi improvvisando, fra l\u2019altro, i dodici bassorilievi della \u201cStoria d\u2019Amore\u201d che imposero la sua personalit\u00e0 alla Prima Biennale Romana, e la fantasiosa fontana di gusto romanico, in cemento, che orna la Piazza delle Ville\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ANTICOLI CORRADO, UN CALENDARIO CHE PARLA D\u2019ARTE E DI \u201cNUOVE\u201d MODELLE di Laura Siciliano In occasione del nuovo anno, l\u2019Associazione Culturale \u201cS. 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