{"id":2086,"date":"2014-01-13T17:35:50","date_gmt":"2014-01-13T16:35:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.aequa.org\/v1\/?p=2086"},"modified":"2018-10-04T00:18:45","modified_gmt":"2018-10-03T22:18:45","slug":"sul-nome-dato-a-ponte-scutonico-di-roviano-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/sul-nome-dato-a-ponte-scutonico-di-roviano-2\/","title":{"rendered":"SUL NOME DATO A PONTE SCUTONICO DI ROVIANO"},"content":{"rendered":"<p><strong>di Nicola Cariello<\/strong><br \/>\nSulle pagine di questa rivista sono apparsi pi\u00f9 volte articoli riguardanti le possibili etimologie del termine \u201cScutonico\u201d, nome con cui viene designato l\u2019antico ponte romano sulla via Tiburtina Valeria presso Roviano. Tale curiosit\u00e0, ancora insoddisfatta, non \u00e8 una cosa nuova. Gi\u00e0 il Cardinali, ad esempio, ricordava \u201cun bel ponte antico costrutto di pietre quadrate, al quale si d\u00e0 il nome volgare di Scutonico, d\u2019incerta etimologia\u201d(1), mentre il Nibby scriveva: \u201cL\u2019Olstenio nelle note al Cluverio lo disse Stratonico: il Fabretti ed il Revillas col volgo lo appellano Scutonico: ignota \u00e8 la etimologia\u201d (2). Inun\u2019opera del Ricci, poi, si legge semplicemente \u201cdopo aver valicato l\u2019antico ponte Stratonico\u201d (3).<br \/>\nVi \u00e8 incertezza, evidentemente, anche sull\u2019unicit\u00e0 del nome; in letteratura, infatti, si incontra una duplice denominazione del nostro ponte, chiamato Scutonico con un termine cui si attribuisce un\u2019origine volgare-popolare mentre la voce Stratonico ne costituirebbe il corrispondente culto. Cos\u00ec, anche questa contemporanea esistenza di due nomi, a sua volta, pone un ulteriore quesito: a curiosit\u00e0 si aggiunge curiosit\u00e0.<br \/>\nOra, per spiegare il fenomeno del doppio nome e ragionando per analogia ci si potrebbe subito riferire come esempio alla toponomastica romana che in materia conosce alcune interessanti variazioni quali il ponte M\u00e0mmolo, derivante da un pons Mammeus o,magari, il ponte Molle, gi\u00e0 pons Mulvius. Ma Roma offre casi di corruzione nel volgare dall\u2019originale latino ancora pi\u00f9 insoliti e vistosi, come l\u2019interessante chiesetta di Santa P\u00e0ssera, la cui primitiva intitolazione era abbastanza lontana dall\u2019attuale, poich\u00e9 si riferiva a San Ciro Abate (Sanctus Abbas Cyrus): da S. Abbacyri a S. Pacera e S. Passera la parlata popolare ebbe il potere di far intitolare l\u2019edificio religioso ad una santa inesistente (4). Di conseguenza si potrebbe pensare che anche il nome del nostro ponte abbia subito un simile fenomeno di metamorfosi, consumatasi nella transizione dall\u2019et\u00e0 classica all\u2019Alto Medioevo: l\u2019antica denominazione di Stratonicus nella parlata incolta del popolo ormai disavvezzo al latino si sarebbe trasformata in un incomprensibile Scutonicus, termine di per s\u00e9 del tutto privo di un significato logico.<br \/>\nLe condizioni perch\u00e9 ci\u00f2 avvenisse ci sono tutte e tale tesi potrebbe finalmente fornire una spiegazione plausibile concludendo cos\u00ec una questione annosa. Inoltre, come nel caso di altri ponti d\u2019epoca romana, la cui denominazione era costituita da un nome proprio, anche il ponte Stratonico porta il nome di una persona.<br \/>\n<strong>Chi ha dato il nome al ponte?<\/strong><br \/>\nLa questione preliminare, per\u00f2, consiste nell\u2019identificare il misterioso personaggio che avrebbe dato il suo nome al ponte. Stratonico, fra l\u2019altro, era un nome di origine greca (sono noti uno Stratonikos musico e poeta al servizio di Tolomeo d\u2019Egitto ed uno scultore di Pergamo allievo di Crizia) molto diffuso in epoca imperiale. Si conosce, infatti, un Tito Claudio Stratonico, originario della Frigia, vissuto all\u2019epoca dell\u2019imperatore Settimio Severo (146-211) e governatore di Smirne, il cui nome appare in un medaglione che raffigura la dea Cibele, e perfino un santo martirizzato nel 315 a Singudunum (Belgrado) per ordine dell\u2019imperatore Licinio (250-325) e ricordato dalla Chiesa il 13 gennaio. Il sepolcro di un santo vescovo Stratonico, inoltre, si trovava in una chiesetta eretta nel VII secolo a Roma fuori delle mura Aureliane tra le vie Prenestina e Labicana (5). Occorre verificare, allora, da dove sia stato tratto questo nome antico per battezzare il nostro ponte. Andando indietro nel tempo ne troviamo menzione nel XVII secolo nel Fabretti, notissimo storico ed archeologo, che a sua volta ci rimanda all\u2019opera di un altrettanto illustre contemporaneo, l\u2019Olstenio, geografo e filologo.<br \/>\nIn particolare, il Fabretti scrive: \u201cNam, primo Holstenius supponit ibi, pontem Scutonicum, quem graeca denominatione honestando, Stratonicum nuncupat, esse in via Valeria \u2026\u201d (6). In altre parole e senza ricorrere a perifrasi il Fabretti dichiara che l\u2019Olstenio, allo scopo di nobilitare o almeno ingentilire con una patina di antichit\u00e0 il nome di \u201cScutonico\u201d che gli doveva apparire volgare e rozzo, pens\u00f2 bene di far ricorso ad un termine di origine greca, che allo stesso tempo evocava nomi di illustri personaggi ma manteneva anche una certa assonanza con il vocabolo di uso corrente.<br \/>\nPossibile che il grande Lucas Holste, bibliotecario del Vaticano e studioso di fama internazionale, conosciuto per aver corretto le carte geografiche del suo tempo, abbia inventato di sana pianta un nome antico per il ponte Scutonico?<br \/>\nNon resta che rivolgersi direttamente alla fonte per accertare che cosa veramente abbia scritto quello scienziato. E nelle \u201cAnnotazioni\u201d che redasse l\u2019Olstenio per un\u2019opera del suo maestro Cluverio (Philipp Klu\u0308ver) sulla geografia dell\u2019Italia antica (7), in realt\u00e0,leggiamo: \u201cViae autem Valeriae vestigia apparent paulo ultra dictum divertigium sub Rubiano, scilicet pons antiqui operis, quem vulgo Stratonicum appellant inter XXXVI &amp; XXXVII lapidem ejusdem viae\u201d (8).Pare, perci\u00f2, che il Fabretti sia nel giusto. L\u2019Olstenio, come si nota, sostiene perfino che il ponte venisse popolarmente (vulgo) detto Stratonico e non accenna minimamente all\u2019altro termine di \u201cScutonico\u201d, che, al contrario, risulta gi\u00e0 allora in uso e perfino registrato nelle mappe catastali (9). N\u00e9, d\u2019altronde, giustifica in alcun modo la sua dichiarazione, palesemente in contrasto con la realt\u00e0.<br \/>\nLa tesi, quindi, dell\u2019esistenza della denominazione di \u201cStratonico\u201d, con cui il nostro ponte sarebbe stato conosciuto in epoca antica o, almeno, anteriormente all\u2019uso di un termine derivatone successivamente quale \u201cScutonico\u201d, non sembra affatto sostenibile, in quanto priva di documentazione. L\u2019Olstenio \u2013 come not\u00f2 il Fabretti \u2013 coni\u00f2 per primo quel nome grecizzante nell\u2019intento di attribuire una denominazione classica ad un ponte antico, che nel XVII secolo veniva designato con quello che appariva un nomignolo di origine locale. Nessuna fonte antecedente, tuttavia, giustificava l\u2019effettiva esistenza del termine Stratonico. In conclusione, nel nostro caso, si sarebbe verificato un processo inverso a quello che accade di solito: il nome antico-classico nacque dopo quello popolare e non spontaneamente.<br \/>\nQuesta imposizione di un nome \u201cnobile\u201d in luogo di quello che viene giudicata una denominazione \u201cvolgare\u201d, d\u2019altronde, non \u00e8 una prassi ignota nemmeno in tempi recenti. \u00c8 la filosofia che proprio nel Lazio, ad esempio, ha indotto nello scorso secolo a cancellare i nomi di alcuni paesi che, con provvedimento legislativo, sono stati ribattezzati con nuove denominazioni ritenute pi\u00f9 consone al glorioso passato classico.<br \/>\nResta aperta, comunque, la questione dell\u2019etimologia del nome \u201cScutonico\u201d, il solo con il quale da tempo immemorabile viene chiamato l\u2019antico ponte sulla via Tiburtina Valeria.<br \/>\n_______________<br \/>\n1-L. CARDINALI, Memorie romane di antichit\u00e0 e di belle arti, Pesaro 1827, vol. III, p. 47.<br \/>\n2- A. NIBBY, Analisi storico-topografica-antiquaria della carta de\u2019 dintorni di Roma, Roma 1848, tomo II, p. 596. La descrizione del Nibby nella sua sostanza viene ripresa anche da altri scrittori, quali il Moroni (G. MORONI, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica, Venezia 1855, vol. LXXVI, p. 12) e il Gori (F. GORI, Viaggio pittorico-antiquario da Roma a Tivoli e Subiaco sino alla famosa grotta di Collepardo descritto la prima volta da Fabio Gori, Roma 1855, p. 26). Nulla di nuovo aggiungono C. PROMIS, Le antichita&#8217; di Alba Fucense negli Equi, Roma 1836, pp. 52-54, E. DESJARDINS (Essai sur la topographie du Latium, Paris 1854, p. 176) o i Supplementary Papers of the American School of Classical Studies in Rome (\u201cCarsioli\u201d, Roma 1905, vol. I, pp. 108-110, a cura di Bill Thayer).<br \/>\n3- C. RICCI, L\u2019Aniene, Istituto Italiano d\u2019arti grafiche, Roma 1906, p. 78.<br \/>\n4- Cfr. C. HUELSEN, Le chiese di Roma nel Medio Evo, Leo S. Olschki ed., Firenze MCMXXVII, pp. 246-247.<br \/>\n5- ANONIMO, De locis sanctis martyrum quae sunt foris civitatis Romae, in \u201cCodice topografico della citta&#8217; di Roma\u201d, a cura di R. Valentini e G. Zucchetti, Istituto storico italiano per il Medio Evo, Roma 1942, vol. II, p. 113. Le reliquie del martire Stratonico sarebbero state poi traslate da papa Pasquale I (817-824) nella chiesa romana di S. Prassede.<br \/>\n6- R. FABRETTI GASPARIS F. URBINATI, De aquis et aquaeductibus veteris Romae dissertationes tres, apud Natalem Barbiellini in Foro Pasquini, Romae MDCCLXXXVIII, p. 83. E in precedenza (p. 76) pure aveva notato: \u201cin ponte, quem ipse Stratonicum nominat\u201d, cio\u00e8 \u201csul ponte che lui stesso chiama Stratonico\u201d. Per il Corsignani, invece, (P. A. CORSIGNANI, De Aniene ac viae Valeriae pontibus synoptica enarratio, cui Sambuci Opp. monumenta, necnon proximorum locorum inscriptiones quaedam accessere, Typis A. De Rubeis, Romae 1718, p. 43) era soltanto il pons Scutonicus.<br \/>\n7- P. CLUVERII, Italia antiqua, Lugdun. Batav. 1624.<br \/>\n8- L. HOLSTENII Annotationes in geographiam sacram Caroli a s. Paulo; Italiam antiquam Cluuerii; et thesaurus<br \/>\ngeographicum Ortelii; quibus accedit Dissertatio duplex de Sacramento Confirmationis apud Graecos, Typis Jacobi Dragondelli, Romae 1666, pp. 165-166. La citazione di questo brano del testo ci \u00e8 stata fornita dal dott. Aurelio Aghemo, dirigente della Biblioteca Estense Universitaria di Modena, che si \u00e8 cortesemente prestato a consultare la rarissima opera conservata presso quella biblioteca.<br \/>\n9- Cfr. A. TACCHIA, I Catasti o le assegne della met\u00e0 del XVII secolo a Roviano, in Aequa n.30 del luglio 2007, pp. 3-9, dove viene citato come \u201cScotonico\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Nicola Cariello Sulle pagine di questa rivista sono apparsi pi\u00f9 volte articoli riguardanti le possibili etimologie del termine \u201cScutonico\u201d, nome con cui viene designato l\u2019antico ponte romano sulla via&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[],"class_list":["post-2086","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-pillole-di-aequa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2086","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2086"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2086\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4254,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2086\/revisions\/4254"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2086"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2086"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2086"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}