{"id":2153,"date":"2014-01-25T17:41:54","date_gmt":"2014-01-25T16:41:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.aequa.org\/v1\/?p=2153"},"modified":"2014-01-25T17:43:44","modified_gmt":"2014-01-25T16:43:44","slug":"rafael-alberti-ritorno-ad-anticoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/rafael-alberti-ritorno-ad-anticoli\/","title":{"rendered":"RAFAEL ALBERTI, RITORNO AD ANTICOLI"},"content":{"rendered":"<p>Anticoli Corrado \u00e8 famoso per aver ospitato centinaia di pittori importanti, per aver prestato modelle e modelli per secoli, per i suoni delle zampogne zoppe&#8230;<br \/>\nVent\u2019anni fa vi fece ritorno per l\u2019ultima volta anche il grande poeta spagnolo Rafael Alberti.<br \/>\nRi-pubblichiano sul nostro sito la cronaca di quella giornata e altri articoli sui suoi 90 anni e sull\u2019indimenticabile M. T. Leon. (ar. ta.)<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.aequa.org\/v1\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/images.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-2152\" alt=\"images\" src=\"http:\/\/www.aequa.org\/v1\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/images.jpeg\" width=\"212\" height=\"238\" \/><\/a><\/p>\n<p>RAFAEL ALBERTI, RITORNO AD ANTICOLI<\/p>\n<p>di Artemio Tacchia<\/p>\n<p>Dopo dieci anni \u00e8 tornato \u00abil poeta en la calle\u00bb nella sua Anticoli, ed ha gi\u00e0 promesso che torner\u00e0 \u00abper vedere ancora questi amici\u00bb. L\u2019ha promesso a tutti durante il breve saluto nella cerimonia di presentazione del libro \u00abUn paese immaginario: Anticoli Corrado\u00bb, sabato 30 marzo, nella grigia piazzetta di S. Vittoria, sotto un abete maestoso ed un sole dilagante sui monti circostanti. A Rafael Alberti non si pu\u00f2 non voler bene. E non solo perch\u00e9 \u00e8 una tra le pi\u00f9 alte voci della poesia del nostro secolo! Quando, al mattino, \u00e8 spuntato solitario e avvolto in un enorme scialle nero chiazzato di fiori viola nella piazza, un applauso spontaneo, fragoroso l\u2019ha sommerso e, forse, sorpreso.<br \/>\n\u00abComo va?\u00bb, ha detto, stringendo la mano a tutti con un enorme sorriso. \u00abVeramente io sono molto commosso di ritornare a questo bellissimo paese dove sono stato dipingendo e scrivendo\u00a0 quasi dieci anni &#8211; ha esordito, avvertendo tutti dell\u2019italiano diventato un po\u2019 incerto -. Per me sono dei ricordi anche tristi perch\u00e9 hanno \u00abdisparito\u00bb in questo tempo, l\u2019ultimo \u00e8 stato il sindaco e Parricchi, un pittore come Inlander, un pittore come Mariano Laguereula e \u00abha disparito\u00bb Sergio Selva\u00bb. Qualcuno, per\u00f2, ha ritrovato vivo in Anticoli, il pittore Enrico Gaudenzi, \u00abgrande amico mio\u00bb. Rafael Alberti era arrivato ad Anticoli e nella valle dell\u2019Aniene negli anni \u201860, proveniente dal lungo esilio in Argentina iniziato nel 1939 con la fine della Repubblica spagnola e l\u2019avvento del franchismo. Ed anche lui rimase irretito dai luoghi. Lo ha ricordato nel suo intervento, dove ha abbozzato anche un giudizio quasi \u00absconsolato\u00bb sull\u2019arte moderna. \u00abQuesto paese ha una tradizione veramente culturale meravigliosa&#8230; di conoscenza dell\u2019arte figurativa. Oggi l\u2019arte \u00e8 cos\u00ec tutta mezza astratta, mezza non figurativa&#8230; E questo \u00e8 accaduto anche un po\u2019 nella mia breve storia, ma \u00e8 stato un momento differente\u00bb. Ad Anticoli nascer\u00e0 anche la poesia \u00abpi\u00f9 matura\u00bb di Alberti: una poesia alimentata dal suo \u00absguardo da pittore\u00bb che, come scrive Otello Lottini, \u00abvive tra il passato &#8211; immaginato e il presente sognato &#8211; irrealizzato\u00bb. Un giudizio sul quale, come si vedr\u00e0 dall\u2019intervista, non trova d\u2019accordo lo stesso poeta.<br \/>\nComunque, la Valle dell\u2019Aniene, con il suo fiume, con il suo ambiente, la sua gente segner\u00e0 un momento \u00abalto\u00bb del suo impegno politico e creativo. Anni indimenticabili. Basta scorrere la \u00abCanciones del alto Valle del Aniene\u00bb. Tanto affascinante era la piazza ricolma di gente, tanto si prestava lo scenario fatto di \u00abveri\u00bb monumenti che Rafael ha preferito variare il programma ufficiale (come possono i poeti!) e, invece di recitare nell\u2019umido e tetro teatrino parrocchiale, scegliere di restare \u00aball\u2019aria\u00bb.<br \/>\nIl vento leggero che s\u2019era alzato nel pomeriggio muoveva i bianchi e lunghi capelli del poeta, malgrado il basco nero. Ma la voce, quella s\u00ec calda e ferma, dura e alta, irriverente e sferzante, non tremava, malgrado gli 83 anni. Il recital \u00e8 stato un vero successo. Alberti ha iniziato con poche notizie autobiografiche: \u00abLa prima vocazione \u00e8 stata la pittura&#8230; quasi mai andavo a scuola\u2026 mi mancava la parola&#8230; allora cominciai a scrivere poesie\u00bb. Poi, insieme alla sua segretaria Beatrice, nera e spagnola, ha iniziato a recitare, una dietro l\u2019altra, \u00abcanzoni azzurre e chiare\u00bb dal libro \u00abMarinaio a terra\u00bb. Quindi (non poteva mancare) l\u2019omaggio al suo caro amico Federico Garcia Lorca, ucciso nell\u2019agosto del 1936 dai fascisti, poesie dell\u2019impegno civile con la toccante ballata del partigiano, della moglie e del figlioletto massacrati dai franchisti. A Roma Rafael Alberti \u00e8 rimasto undici anni. Ha una casa in Trastevere e qui \u00abho imparato a torear il traffico\u00bb, ha detto. Per questa citt\u00e0 ha scritto un libro, \u00abRoma, pericolo per i viandanti\u00bb, da dove ha letto alcune spassosissime poesie: \u00abE\u2019 proibito pisciare\u00bb e \u00abBasilica di S. Pietro\u00bb, oltre che la delicata \u00abNotturno\u00bb. In un crescendo, il recital \u00e8 andato avanti con Alberti e Beatrice che si alternavano nello spagnolo e nell\u2019italiano, toccando gli altri temi cari al poeta: l\u2019amicizia con Picasso e Gaudenzi, \u00abil pericolo d\u2019una possibile guerra nucleare, dopo la quale l\u2019unico generale superstite non potr\u00e0 morire neppure pi\u00f9 come un cane\u00bb, l\u2019esilio e, naturalmente, la Valle dell\u2019Aniene. Con orgoglioso silenzio, i presenti hanno ascoltato e lungamente applaudito due canzoni: \u00abQuesta valle&#8230;\u00bb e \u00abRoviano mi guarda sempre&#8230;\u00bb. Cos\u00ec si concludeva un grande recital, con il sole che spirava dietro la chiesa di Santa Vittoria (1).<\/p>\n<p>Intervista<\/p>\n<p>CONCLUSO il recital, ho avvicinato Rafael Alberti che, con la consueta cortesia, ha risposto ad alcune domande.<\/p>\n<p>Che significa, per lei, questo ritorno ad Anticoli?<br \/>\n\u00abIo ho sempre pensato di tornare ad Anticoli tante volte perch\u00e9 io abito in Ispagna da dopo la morte di Franco. In questo giorno m\u2019ha invitato Anticoli Corrado e dicevano che mi volevano dare la cittadinanza d\u2019onore. Per\u00f2 \u00e8 morto Bertoletti e&#8230; Questo \u00e8 uguale per me. E\u2019 un onore fantastico essere qui. Per questa ragione io sono qui molto contento. Abbiamo fatto un recital qui all\u2019aria con grande successo\u00bb.<br \/>\nCome ha trovato la Valle? Come dieci anni fa?<br \/>\n\u00abLa Valle \u00e8 una meraviglia, por que m\u2019avevano detto che avevano fatto un\u2019autostrada, non so che cosa, in mezzo alla Valle e non l\u2019ho visto!\u00bb.<br \/>\nDevono fare un nuovo ponte sull\u2019Aniene&#8230;<br \/>\n\u00abQuesto io non lo so&#8230; Bisogna difenderlo perch\u00e9 questo paese \u00e8 molto sacro\u00bb.<br \/>\nOtello Lottini ha scritto nel libro su Anticoli che la sua \u00e8 \u00abuna poesia dell\u2019inquietudine esistenziale sospesa tra la realt\u00e0 e il sogno, tra il desiderio e il fantasma\u00bb. Perch\u00e9?<br \/>\n\u00abC\u2019\u00e8 troppa gente&#8230; Perch\u00e9 non so che cosa dice. Io sono un poeta molto svegliato, che fa delle cose per la strada. Io sono un poeta rivoluzionario, guarda. Questa \u00e8 la parola!\u00bb.<br \/>\nPerch\u00e9 \u00abtra il fantasma e il desiderio?\u00bb<br \/>\n\u00abFantasma? Io non ho fatto \u00abtra il fantasma\u00bb. Guarda che il mio libro da Anticoli \u00e8 molto diretto, tutto di canzoni che si possono palpare, che non sono misteriose. E\u2019 la realt\u00e0 di Anticoli\u00bb.<br \/>\nNon concorda, allora?<br \/>\n\u00abNon si concorda in certa cosa che parla di altra poesia mia, non di quella di Anticoli\u00bb.<br \/>\nLa folla ci sommerge. Tutti stendono un libro al poeta per una dedica. Alberti, che non sembra stanco, \u00e8 costretto ad interrompere la conversazione. Rester\u00e0 ancora molto a tracciare delicati segni e colombe sul libro di Anticoli.<\/p>\n<p>Note<br \/>\n1- La manifestazione culturale si \u00e8 tenuta in Anticoli Corrado il 30 marzo 1985. Gli articoli con la cronaca della giornata e l\u2019intervista a Rafael Alberti sono stati pubblicati su Tendenze n. 7 del 13 aprile 1985.<\/p>\n<p>Roviano me mira&#8230;<\/p>\n<p>Roviano me mira siempre \/ serio, en la mitad del monte. \/ Dime algo. \/ Tu tambi\u00e9n me mira siempre. \/Nos miramos. \/Dime algo \/ \u00bfQue puedo decirle yo \/ desde Anticoli Corrado?<br \/>\nRafael Alberti<\/p>\n<p>(Roviano mi guarda sempre \/ serio, sulla costa del monte. \/ Dimmi qualcosa. \/Anche tu mi guardi sempre. \/ Ci guardiamo. \/ Dimmi qualcosa. \/ Che posso dirgli io \/ da Anticoli Corrado?)<\/p>\n<p>(Dal volume \u00ab Disprezzo e Meraviglia \u00bb, pg. 107, Ed. Riuniti, 1972)<\/p>\n<p>****************<\/p>\n<p>LE SCULTURE NEL CIELO DI RAFAEL ALBERTI<\/p>\n<p>di Artemio Tacchia<\/p>\n<p>L\u2019orgoglio di aver conosciuto Rafael Alberti, di avegli stretto la mano, di avergli prestato, nel 1973, il braccio per passeggiare divertito nel dedalo grigio e scorticato di viuzze di Roviano. Di aver tremato parlandogli tra le malve e gli ulivi del giardino della sua casa, \u00ablirica e universale\u00bb, di Anticoli Corrado; di averlo avuto in casa mia nell\u2019agosto del 1974, insieme alla sua indimenticabile Maria Teresa Le\u00f2n, per un recital delle sue poesie organizzato dall\u2019Arci. Oggi Alberti compie 90 anni (1). E tanti anni dopo \u00e8 ancora in attesa che Anticoli, Cervara di Roma, quel pugno di calce e pietra come \u00abscultura nel cielo\u00bb, e perch\u00e9 non metterci anche l\u2019ingrato Roviano?, gli consegnino le promesse cittadinanze onorarie. Certo che questa Valle lui, esule, ma mai solitario &#8211; deve averla amata molto: \u00abQuesta Valle &#8211; in cui scorre nascosto &#8211; l\u2019Aniene &#8211; dove salici e pioppi &#8211; col mormorio dell\u2019acqua &#8211; d\u00e0n suoni d\u2019 arie tristi &#8211; e di lontane pastorali&#8230; \u00bb (2). Lo aiutava a superare la malinconia che spesso lo vinceva pure se, un giorno, tenne a precisare che la sua era \u00abmalinconia costruttiva, come superamento e non sensazione distruttiva di una visione di vita. Io sono malinconico e triste &#8211; aggiunse &#8211; perch\u00e9 lontano dalla Spagna, ma ottimista. Se no che ne sarebbe dell\u2019uomo?\u00bb (3). Quando chiacchierava con gli amici &#8211; ma lo stesso con noi giovani ammiratori &#8211; seduto al bar di \u00abCiccu\u00bb ad Anticoli o di \u00abGiggetto M\u00ec\u00bb a Roviano, sorseggiando sempre vino rosso, si abbandonava in lunghi discorsi, volando su mille argomenti, svelando piccoli segreti e leggere amarezze o paure. Dopo vent\u2019anni si pu\u00f2 raccontare la sua rabbia per quanto l\u2019Unit\u00e0 scrisse in occasione dei suoi 70 anni e, in particolare, sulla sua presunta appartenenza al Comitato centrale del partito comunista spagnolo. \u00abCos\u00ec non si deve fare -disse il 1\u00b0 luglio del 1973 -, mi \u00e8 dispiaciuto. Non \u00e8 vero che io faccio parte del Comitato centrale. Dire questo non \u00e8 buono. Oggi, al di l\u00e0 di ogni intenzione di partito, c\u2019\u00e8 l\u2019unit\u00e0 antifranchista che bisogna portare avanti\u00bb. Era preoccupato, Alberti, che queste notizie venissero strumentalizzate dal regime fascista per minare una unit\u00e0 che in Spagna andava rafforzandosi. E lui, in Italia, faceva salti mortali per trovare \u00abamicizie\u00bb che contavano, come Fanfani, ad esempio, che scrisse, in qualit\u00e0 di presidente del Senato, sollecitato da Alberti, una missiva al governo spagnolo a favore di un critico d\u2019arte condannato a 5 anni di carcere per un articolo sulla pittura di Picasso. A 90 anni Alberti \u00e8 ancora un vigoroso \u00abpoeta en la calle\u00bb, proprio uguale al titolo di un suo libro che raccomandava di leggere perch\u00e9 \u00abmolto importante\u00bb e sul quale mi disegn\u00f2 sopra una bandiera con falce e martello e una colomba di pace (4). Perch\u00e9 \u00e8 anche pittore, Alberti, e persona generosa, trasparente come il suo mare, sempre disponibile a disegnare qualcosa (un animale, un abbozzo di paesaggio, una barca stilizzata) a chi gliene faceva richiesta. Al Museo civico d\u2019arte modema di Anticoli Corrado, prima di tornare in Spagna, ha lasciato un suo quadro: \u00abComposizione\u00bb dipinto nel 1967. E\u2019 un intreccio di fili di ferro con terminali sferici luminosi sui quali campeggia una falce di luna bianca e tutt\u2019intorno un\u2019esplosione inquietante. Il suo sguardo di pittore non si posava, per\u00f2, solo su Anticoli, dove l\u2019estate \u00absi riempiva d\u2019aria i polmoni e la vita\u00bb: spaziava su tutta la Valle, ora fissando un elemento inconsueto ora divertente, come il treno sfrecciante di luci a mezza costa delle montagne nere di Roviano, di fronte alla sua casa, sempre, comunque, alla ricerca di uno scorcio, di un angolo che trasportasse alla sua Andalusia. Cos\u00ec ogni paesino, oggi, fa a gara nel vantarsi dell\u2019attenzione ricevuta da parte del grande poeta spagnolo e spuntano poesie scritte sulle pareti delle case, come a Cervara \u00abla visionaria\u00bb, o sui pieghevoli turistici di ogni genere, dove Saracinesco \u00e8 \u00abaria, altare perduto\u00bb e Roccagiovine una \u00abdivinit\u00e0 nascosta\u00bb. Pi\u00f9 di tutti per\u00f2 ha amato la Valle nella sua globalit\u00e0, con quel \u00abpiccolo fiume che va felice, pieno di trote \/ e di granchi, animando nei suoi cristalli \/ un finissimo paesaggio di snelli pioppi \/ sul punto di cantare illuminati di foglie\u00bb (5). A novant\u2019anni lo rivedo ancora, Alberti, con i suoi lunghi capelli bianchi e il fazzoletto chiazzato di policromi fiori sulle spalle, accarezzare il legno \u00abduro e buono\u00bb, diceva, dei portoni massicci delle vecchie case di Roviano e mi piace pensare che lui resiste ancora come gli ulivi del suo giardino e il legno di quei portoni: \u00abduro e buono\u00bb, appunto.<\/p>\n<p>Note<br \/>\n1- L\u2019articolo e stato pubblicato su l\u2019Unit\u00e0 del 16 dicembre 1992.<br \/>\n2- R. Alberti, Canciones del Alto Valle del Aniene, inserite nel volume Disprezzo e Meraviglia, Poesie civili, 1972,Ed. Riuniti.<br \/>\n3- Dal colloquio con Alberti del 1\u00b0 luglio 1973, nella sua casa in Anticoli Corrado.<br \/>\n4- R. Alberti, ll poeta nella strada, 1969, A. Mondadori.<br \/>\n5- R. Alberti, Canciones&#8230;<\/p>\n<p>********************<\/p>\n<p>BRILLA SU ANTICOLI UN\u2019ALTRA STELLA,<br \/>\nMARIA TERESA LEON<\/p>\n<p>di Artemio Tacchia<\/p>\n<p>Se ne \u00e8 andata in silenzio, come in silenzio, in questi ultimi anni, era uscita dalla vita pubblica di suo marito. Maria Teresa Le\u00f2n, moglie di Rafael Alberti, a met\u00e0 dicembre \u00e8 morta in una clinica madrilena dove, da diverso tempo, era ricoverata. In Italia, e soprattutto in quesa Valle dell\u2019Aniene, quasi nessuno se n\u2019\u00e8 accorto (1). Eppure, proprio all\u2019Italia lei aveva chiesto l\u2019ultima carezza: \u00abEs Italia que me toca la frente. Descansa, dice. Yyo obedezco\u00bb (E\u2019 l\u2019Italia che mi bacia la fronte. Riposa dice. E io obbedisco) (2). Anticoli Corrado ha visto cos\u00ec spegnersi, nel suo pezzo di cielo, un\u2019altra stella, meno tempestata da esplosioni di fuoco e di violenti bagliori, come quelle di altri artisti, ma sempre viva di luce, di una propria luce malgrado Rafael, che ha illuminato Anticoli e molti altri piccoli e sconosciuti paesi della Valle dell\u2019Aniene.<br \/>\nConservo, di Maria Teresa Le\u00f2n, un chiaro ricordo. La conobbi nel 1973, in una calda giornata d\u2019inizio luglio ad Anticoli. Insieme a Lello Toppi eravamo andati a trovare Rafael Alberti e fu lei ad accoglierci per prima, sorridente ed allegra, come l\u2019ho sempre vista in seguito, pure quando parlava di cose serie, di ricordi terribili, della \u00abguerra civile\u00bb spagnola, delle tristezze dell\u2019esilio. Ci venne incontro nel giardino pieno di verde e di fiori, minuta e leggera, con un largo fazzoletto ricco di colori sulle spalle. Ci mise subito a nostro agio, iniziando a parlare con consueta naturalezza della loro vita.<br \/>\n\u00abCi alziamo tutte le mattine alle sei &#8211; ci confess\u00f2 &#8211; e lavoriamo fino alle 17. Poi Rafael \u00e8 stanco e vuole andare in giro\u00bb. Pi\u00f9 tardi, come fossimo in quel giardino da sempre, ci fece assistere, con estrema franchezza, alla consueta \u00abbattaglia\u00bb contro Rafael per il pranzo.<br \/>\n\u00abIo voglio due pomodori pi\u00f9 verdi che rossi, dell\u2019 insalata, del pesce e, se vuoi, una bistecca e basta. L\u2019uovo ce l\u2019ho!\u00bb, ordin\u00f2 infine Rafael, allungando 1.500 lire per la spesa.<br \/>\nNelle discussioni, Maria Teresa Le\u00f2n era presente da vera protagonista. Anzi, riusciva ad anticipare Rafael Alberti quasi ogni volta che si parlava della \u00abguerra civile\u00bb: \u00abIo ero la capitana! Io ho salvato il Museo del Prado! \u00bb, ci disse piena d\u2019orgoglio, con gli occhi che saettavano luce tutt\u2019intorno.<br \/>\nQuegli avvenimenti e quelle gesta eroiche, ormai, sono consegnati alla storia della Spagna e del mondo intero, ma sia Alberti che Maria Teresa Le\u00f2n non potevano fare a meno di parlarne perch\u00e9 \u00e8 a seguito di quei fatti che furono costretti all\u2019esilio per 38 anni: prima in Francia, aiutati da Pablo Neruda, poi in Argentina ed infine, dal 1963 al 1977, in Italia, con abitazioni a Roma ed in Anticoli. A loro, del resto, facevano riferimento molti intellettuali e politici spagnoli, esuli anch\u2019essi, e la loro iniziativa in tutto il mondo, per il ritorno della libert\u00e0 e della democrazia nella Spagna fascista, era nota, continua e decisa.<br \/>\nMaria Teresa Le\u00f2n la ricordo viva, cordiale, piena d\u2019allegria, ancora bella malgrado gli anni e la folta, canuta capigliatura.<br \/>\n\u00abIo mi interesso di tutto &#8211; mi disse ancora, in quel luglio del 1973, mentre salivamo verso la piazza delle Ville -, voglio sapere. Per questo sono comunista. Pi\u00f9 si sa, pi\u00f9 posso dire alla gente: ecco, questo \u00e8 cos\u00ec perch\u00e9 prima era successa questa cosa\u00bb.<br \/>\nAveva conosciuto Rafael Alberti nel 1930 (\u00abQuando tu mi apparisti \/ io penavo nelle viscere pi\u00f9 fonde \/ d \u2018una caverna senz\u2019aria e senz\u2019uscita&#8230; \u00bb, scriver\u00e0 in una poesia a lei dedicata lo stesso poeta), aiutandolo a superare una grave crisi.<br \/>\nSi sposarono presto, nel 1931, e dalla loro unione nacque, nel 1941, una figlia, Aitana, che vive ancora in Argentina. Erano anni di lotta e di speranza, in Spagna; gli anni della riscossa delle masse contadine ed operaie e la nascita della Repubblica. Maria Teresa Le\u00f2n era impegnata totalmente da questi eventi rivoluzionari e, in particolare, dagli sforzi per il rinnovamento culturale del Paese.<br \/>\nScrittrice, attrice teatrale, animatrice culturale, in quegli anni, insieme ad Alberti, fond\u00f2 le riveste \u00abOctubre\u00bb e \u00abEl mono azul\u00bb. Organizz\u00f2 \u00able guerriglie del teatro\u00bb (Il teatro de Urgencia), diresse il \u00abTeatro de Arte y Propaganda\u00bb, fece parte della \u00abAlianza de Intelectuales Antifascistas\u00bb. Insieme al marito gir\u00f2 tutta l\u2019Europa per studiare la situazione del teatro delle diverse Nazioni, grazie ad una borsa di studio concessa dalla Junta de Ampliacion de Estudios. A Mosca conobbe Pasternak, Solochov, Aragon. Nel 1935 and\u00f2 a New York e a Cuba, poi ancora a Parigi e a Mosca.<br \/>\n\u00abCon Maria Teresa passavo le ore lavorando su alcune poesie oppure aiutandola a correggere un libro di racconti che stava preparando &#8211; scrive nel suo \u00abAlbereto perduto\u00bb Rafael Alberti -. Lei era molto coraggiosa, come se il suo cognome, Le\u00f2n, la difendesse, dandole maggiore decisione\u00bb.<br \/>\nHa scritto diverse opere teatrali e romanzi: \u00abEntre viento y mar\u00e8a\u00bb (1939); \u00ab Juego limpio\u00bb (1959), racconti fantastici: \u00abRosa-fr\u00eca, patinadora de la luna\u00bb (1973), biografie, un libro di ricordi: \u00abMemoria de la melancolia\u00bb (1970).<br \/>\n\u00abNon capisco &#8211; mi disse nell\u2019incontro ad Anticoli, dopo avermi fatto vedere l\u2019ultima sua opera e la ristampa della prima con i disegnini di Alberti &#8211; perch\u00e9 fanno sempre ristampe a questo libro. L\u2019ho scritto a 16 anni! \u00bb<br \/>\nInsieme al marito, oltre a partecipare ai recital di poesie (ne tenne uno a Roviano, presso la sede dell\u2019Arci in via Montessori 30, il 25 agosto del 1974, con grande successo), a conferenze e viaggi, scrisse un libro: \u00abSonrie China\u00bb (1958), sul soggiorno avvenuto qualche anno prima in Cina. Maria Teresa Le\u00f2n produsse molto in Anticoli, in quella casa oggi disabitata. \u00abLavorava nella grande stanza la cui finestra, superata la valle, sembrava aprirsi direttamente sui monti sulle cui cime e pendici, sospesi fra cielo e terra, antichi paesi dai nomi musicali, rompevano la solitudine del paesaggio: Oricola, Roviano, Cervara, Canterano&#8230; (3).<br \/>\nQuesti paesi e questa Valle la affascinavano: \u00abVoglio visitare Roviano e gli altri paesi &#8211; mi disse- perch\u00e9 voglio scrivere un libro su di essi\u00bb. Ma non ne ebbe il tempo. Roviano, comunque, venne a visitarlo, esattamente il 10 luglio 1973, insieme a Rafael Alberti e a Lello, improvvisatosi autista. Erano entusiasti di questa Valle e di questi paesi che gli ricordavano l\u2019Andalusia.<br \/>\n\u00abMira Rafael, mira che bello!\u00bb, ripeteva in continuazione MariaTeresa Le\u00f2n dalle finestre del castello Brancaccio che si aprivano, all\u2019orizzonte, sui Monti Lucretili. \u00abMira che verde. Pare velluto\u00bb, riferendosi alla vallata sottostante e aggiungendo che mai aveva visto un\u2019estate bella come quell\u2019anno.<br \/>\nVisitammo tutto il centro storico e, leggera sotto il mio braccio, Maria Teresa mi parl\u00f2 dell\u2019opportunit\u00e0 di fare un piccolo museo per non disperdere le testimonianze storiche di Roviano e per il piano superiore del Montano, sogn\u00f2 un grande studio di pittura. In via Porta Scaramuccia, da un\u2019aiuola raccolse una grande margherita: \u00abFaccio la ladra &#8211; disse sorridendo -, questo fiore lo metter\u00f2 in mezzo alla tavola dove io e Rafael mangiamo. Amo i fiori e la natura &#8211; aggiunse -, l\u2019uomo deve essere a contatto con la natura per vivere meglio\u00bb.<br \/>\nE certo di ricordi, in quel momento, ne corsero nella mente di Maria Teresa: immagini di luce e colori, di pace e passione giovanile degli \u00abalbereti perduti\u00bb, soprattutto quello dei boschi di Castelar, vicino Buenos Aires, dove avevano piantato la loro dimora argentina.<br \/>\nAndai a trovarla di nuovo l\u2019estate successiva, per concordare il recital di Alberti a Roviano. Poi gli avvenimenti in Spagna, la morte di Franco, il ritorno trionfale nell\u2019aprile del 1977: \u00abAdesso parto dall\u2019Italia &#8211; disse alla stampa Alberti -, partiremo tanto Maria Teresa quanto io, con la convinzione di aver trovato qui una patria che (&#8230;) ci ha sempre trattato con vero amore, considerandoci quasi come suoi figli\u00bb (4).<br \/>\nQuando Alberti torn\u00f2 ad Anticoli nel 1985, lei era gi\u00e0 malata e in clinica. Ma era come se i vicoli antichi, la piazzetta di Santa Vittoria, la vecchia casa (\u00abluogo cos\u00ec lirico e sereno, riservato e universale\u00bb, la defin\u00ec Delogu), la piazza delle Ville e il bar di \u00abCiccu\u00bb l\u2019avessero ancora tra di loro. Allora come oggi, che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9. Ma, come una luminosa cometa, ha lasciato su questa Valle polvere dorata: \u00abSono le pagine di un diario scritto in punta di penna, delicato e realistico, proprio di una donna intelligente e informata, attenta alle vicende umane, che legge in trasparenza sui vecchi muri o raccoglie dalla viva voce degli anticolani\u00bb (5).<\/p>\n<p>Note<br \/>\n1- L\u2019articolo \u00e8 uscito su hinterland, n. 1 del 14 gennaio 1989.<br \/>\n2 &#8211; Da \u00abMemoria della melanconia\u00bb, nel libro Un paese immaginario: Anticoli Corrado, a cura di U. Parricchi, Istituto Poligrafico dello Stato, pg. 303, Roma 1984.<br \/>\n3 -I. Delogu,in Un paese immaginario&#8230;, pg. 304.<br \/>\n4 &#8211; Paese Sera del 7 aprile 1977.<br \/>\n5 -U. Parricchi, op. cit.<\/p>\n<p>QUI TUTTO E\u2019 PACE<\/p>\n<p>\u00abOdo il fischio del treno che viene dall\u2019Adriatico. La nostra terrazza d\u00e0 sulla Valle dell\u2019Aniene. Nella sua fuga egli taglia la montagna che ci sta di fronte. Mi piace pensare che nel secolo venturo nessuno sentir\u00e0 il soffio di questo vento (&#8230;) Tutto \u00e8 pace. Ha le proporzioni esatte di un paesaggio. (&#8230;) Ci hanno messo di fronte tre paeselli. Devono averli costruiti le capre. Oricola segna la fine del Lazio e di notte \u00e8 una coroncina di stelle. Roviano ha disposto le sue case a mezza montagna, giusto di fronte al nostro giardino. A destra c\u2019\u00e8 Cervara, pura roccia scolpita silenziosamente non sappiamo da chi. Le strade avvolgono di nastri il paesaggio. (&#8230;) Questo \u00e8 il paese che guardiamo, il paese nel quale viviamo. Si raccontano aneddoti e storie. Un piacevole vecchio pittore che porta a spasso la sua nostalgia per la piazza, scioglie la sua fantasia. (&#8230;) La piazzetta \u00e8 sempre la stessa (&#8230;) Passa il parroco. Don Vittorio \u00e8 un don Camillo che trova divertente che i comunisti gli reggano i bastoni del baldacchino quando c\u2019\u00e8 la processione. (&#8230;) Ancora ci salutavano donne vestite con le loro gonne a pieghe, vecchie che portavano collane di coralli. Ricordano i vecchi tempi quando i pittori venivano a cercare la loro bellezza. (&#8230;) Gli occhi guardavano attentamente le ragazze che conducevano i muli, quelle che filavano, tessevano, lavavano alla fonte comunale, cantando. Loro lo sapevano e civettavano perch\u00e9 qualche pittore in agguato probabilmente le stava osservando. Come sono vecchiette, oggi! (&#8230;) Oggi Anticoli riceve sempre forestieri. Si sentono &#8211; ci sentiamo &#8211; attirati da quelle case gagliarde contro il cielo (&#8230;) Ci sentiamo felici in questo paradiso di discordie, che non portano sangue al fiume ma tutti alla processione o al comizio\u00bb.<\/p>\n<p>Maria Teresa Le\u00f3n<br \/>\nda \u00abMemoria della melanconia\u00bb<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anticoli Corrado \u00e8 famoso per aver ospitato centinaia di pittori importanti, per aver prestato modelle e modelli per secoli, per i suoni delle zampogne zoppe&#8230; Vent\u2019anni fa vi fece ritorno&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":2152,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[24],"tags":[],"class_list":["post-2153","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-ambiente-e-tradizioni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2153","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2153"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2153\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2155,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2153\/revisions\/2155"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2152"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2153"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2153"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2153"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}