{"id":2168,"date":"2014-02-01T17:24:52","date_gmt":"2014-02-01T16:24:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.aequa.org\/v1\/?p=2168"},"modified":"2014-02-01T17:26:41","modified_gmt":"2014-02-01T16:26:41","slug":"sulla-ricerca-storica-e-antropologica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/sulla-ricerca-storica-e-antropologica\/","title":{"rendered":"SULLA RICERCA STORICA E ANTROPOLOGICA"},"content":{"rendered":"<p>SULLA RICERCA STORICA E ANTROPOLOGICA<br \/>\ndi Giuseppe Cicolini<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.aequa.org\/v1\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/La-Notte-delle-Streghe.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2167\" alt=\"La Notte della Valpurga, fra il 30 aprile e il primo maggio in Germania (Foto: Harzer Tourismusverband)\" src=\"http:\/\/www.aequa.org\/v1\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/La-Notte-delle-Streghe-300x199.jpg\" width=\"173\" height=\"118\" \/><\/a><br \/>\nLa ricerca\u00a0 storica e antropologica locale incontrano davvero la \u201ccontrariet\u00e0\u201d della Chiesa tiburtina e dell\u2019Abbazia Sublacense? Oppure della cultura scolastica e accademica?<br \/>\nPartecipo con piacere alle iniziative promosse da Aequa e mi \u00e8 capitato di cogliere, conversando con qualche amico presente, espressioni come: \u201d Il clero tiburtino e sublacense non vede con troppo favore le ricerche degli storici locali\u201d. Oppure: \u201cQueste indagini antropologico &#8211; culturali sono viste con sospetto\u201d. Ci\u00f2 m\u2019incuriosisce.<br \/>\nAequa ospita scritti storici e antropologici. E fa bene. Allora, qual \u00e8 il problema per il clero o per chiunque altro?<\/p>\n<p>Per la storia<br \/>\nLe ricerche storiche che si pubblicano in questi anni sono documentate e non mi sembrano \u201c a tesi\u201d. Se trattano temi che interessano anche le istituzioni ecclesiastiche (e da noi questo \u00e8 inevitabile), fanno parlare i documenti, le \u201ccarte\u201d. D\u2019altra parte, \u00e8 vero che gli archivi pi\u00f9 ricchi sono proprio quelli di monasteri e cattedrali. Ma oggi sono anche aperti e disponibili agli storici.<br \/>\nIn passato, una certa pubblicistica \u201cstorica\u201d anticlericale faceva di ogni erba un fascio, e soprattutto vedeva dappertutto, nelle vicende risorgimentali, l\u2019ostacolo permanente rappresentato dal cattolicesimo tradizionalista, \u201dintransigente\u201d.<br \/>\nDall\u2019una e dall\u2019altra parte, la polemica era continua e senza mezzi termini, soprattutto nella \u201dgazzetta\u201d e nei circoli \u201cliberali\u201d tardo-ottocenteschi.<br \/>\nGli storici veri sono sempre stati per\u00f2, dalle due parti, pi\u00f9 attenti ai fatti, non rancorosi, alla ricerca d\u2019interpretazioni pi\u00f9 distaccate delle vicende e dei conflitti Stato-Chiesa. Equilibrio non facile.<br \/>\nLe istituzioni ecclesiastiche, specialmente oggi,\u00a0 pubblicano \u201ctutto\u201d, senza timore di un eventuale utilizzo di documenti ai propri danni &#8230;I Monasteri Benedettini di Subiaco, in particolare (1), hanno in programma di pubblicare tutto il possibile dei loro archivi. Alcuni qualificati ricercatori di professione lavorano stabilmente a curare quelle pubblicazioni.<br \/>\nConclusione. Non pare che ci siano \u201ceccessi di zelo\u201d, da parte di ecclesiastici, nell\u2019intralciare le ricerche storiche. Al contrario.<\/p>\n<p>Per le ricerche antropologico &#8211; culturali<br \/>\nQui noto una maggiore complessit\u00e0. Posso immaginare che ogni volta che una ricerca evidenzia tracce di pratiche culturali arcaiche o \u201cmagico &#8211; sacrali\u201d, un ecclesiastico si senta come messo in stato di accusa: \u201cCome mai tutto questo sussiste, dopo due millenni d\u2019iniziazione cristiana, \u201cdottrina\u201d per tutto il popolo, liturgia ufficiale della Chiesa? Ancora non si estirpa del tutto la radice paganeggiante o superstiziosa?\u201d<br \/>\nIl fatto \u00e8 che solo ora, dopo il Concilio Vaticano II, la Chiesa sta confrontandosi con l\u2019arduo tema della religiosit\u00e0 popolare, che continua a sopravvivere, per cos\u00ec dire, di vita propria, nel popolo. Le tendenze del passato erano: o accettare tutte le pratiche anche quelle \u201ceccessive\u201d (certi pellegrinaggi; devozioni \u201cintimistiche\u201dprivate; culti pi\u00f9 o meno eterodossi nel desiderio di \u201crinascita\u201d; rumorose feste patronali; \u201cpie\u201d pratiche di Confraternite, quasi sganciate dal clero); oppure respingere tutto questo (2), in nome della Liturgia e della Pastorale.<br \/>\nCos\u00ec,\u00a0 anche nel campo delle persistenze di antiche pratiche alimentari, mediche o \u201cdivinatorie\u201d della \u201ccultura analfabeta\u201d. Igienisti, medici, scienziati e insegnanti si sentono in scacco per il \u201critardo culturale\u201d, nonostante loro? Solo la musica, danza e arte popolare non preoccupano alcuno, come se fossero del tutto prive di legami con la cultura subalterna . Il che forse non \u00e8.<br \/>\nCi sembra che le ricerche nel campo antropologico non siano \u201coscurantiste\u201d, ma al contrario svelino i modi di quell\u2019animo popolare che vive negli interstizi della cultura \u201calta\u201d. Si realizzano quegli studi non certo per auspicare un impossibile ritorno indietro! Mentre le pratiche di per s\u00e9 testimoniano il bisogno di espressivit\u00e0, calore, amicizia, identit\u00e0, in modi che non si ritrovano nella religione o nella cultura ufficiali. La convivenza tra le \u201cdue culture\u201d \u2013 se ben comunicanti tra loro \u00e8 tutt\u2019altro che impossibile.<br \/>\nPer quanto \u00e8 dato sapere, effettivamente in qualche parte dell\u2019Europa (ad esempio nella tormentata area balcanica) quegli storici locali sembrano intenti a rinfocolare antichi odi, esasperando la memoria di torti subiti da questo o quel popolo e invocando vendette.<br \/>\nOppure, la \u201cvalorizzazione\u201d dell\u2019eredit\u00e0 antropologica &#8211; culturale locale (ad esempio, in certa Italia del Nord) \u00e8 posta al servizio di una ossessione\u00a0 identitaria\u00a0 e di separatezza<br \/>\nMa non sembra il caso del nostro territorio e tanto meno di Aequa.<\/p>\n<p>(1) Nel 1913, Antonio Lanciotti di Subiaco, col suo libro \u201c I falsari celebri \u2013Il monachismo italiano durante il medio evo\u201d \u2013 Casa Editrice S. Lapi- Citt\u00e0 di Castello &#8211; si lanci\u00f2 in una ricostruzione storica dichiaratamente anticlericale e polemica ( libro che Aequa potrebbe utilmente rivisitare oggi).<br \/>\n(2) E\u2019 utile consultare il volume \u201cLa religiosit\u00e0 popolare\u201d di Vincenzo Bo, Ed. Cittadella Assisi, prima ediz. 1979.\u00a0 E ancor pi\u00f9:\u201dDirettorio su piet\u00e0 popolare e liturgia\u201d \u2013 Congregazione per il culto divino e la disciplina dei Sacramenti-Citt\u00e0 del Vaticano, 2002<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SULLA RICERCA STORICA E ANTROPOLOGICA di Giuseppe Cicolini &nbsp; La ricerca\u00a0 storica e antropologica locale incontrano davvero la \u201ccontrariet\u00e0\u201d della Chiesa tiburtina e dell\u2019Abbazia Sublacense? 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