{"id":2179,"date":"2014-02-04T17:33:53","date_gmt":"2014-02-04T16:33:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.aequa.org\/v1\/?p=2179"},"modified":"2014-02-04T17:33:53","modified_gmt":"2014-02-04T16:33:53","slug":"lantica-varia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/lantica-varia\/","title":{"rendered":"L\u2019ANTICA \u201cVARIA\u201d"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019ANTICA \u201cVARIA\u201d, S. COSIMATO, IL TEMPIETTO DI S. GIACOMO E LA VILLA DI ORAZIO A LICENZA IN UNA \u201cCONFERENZA ITINERANTE\u201d DI BEATRICE KLAKOWICZ: l\u2019Oriente e l\u2019Occidente si incontrano nella Valle dell\u2019Aniene<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.aequa.org\/v1\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/s.giacomo.vicovaro.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2178\" alt=\"s.giacomo.vicovaro\" src=\"http:\/\/www.aequa.org\/v1\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/s.giacomo.vicovaro-300x225.jpg\" width=\"215\" height=\"163\" \/><\/a><br \/>\nDiamo una rapida anticipazione dei contenuti della \u201cconferenza itinerante\u201d svolta dalla Prof. Beatrice Klakowicz &#8211; studiosa di origine polacca &#8211; su alcune nuove prospettive circa le realt\u00e0 storiche legate a Vicovaro.<\/p>\n<p>\u201cVaria\u201d &#8211; Vicovaro<br \/>\nE\u2019 antichissima e registra due cinte murarie, di cui quella pi\u00f9 interna, inespugnabile rifugio in extremis. Questa soluzione difensiva \u00e8 presente in Grecia nel 2.500 a. C, portata dagli invasori \u201cProto-Achei\u201d. Si pu\u00f2 ipotizzare che un nucleo di questi invasori abbia risalito la penisola appenninica, fino a Vicovaro! Mancano &#8211; \u00e8 vero &#8211; finora altre tracce archeologiche&#8230;<br \/>\nDopo la Guerra Sociale \u201cVaria\u201d venne incorporata nell\u2019Imperium Romanum e abitata da Equi e Sabini riuniti nella \u201cTrib\u00f9 Camilla\u201d.<br \/>\nSeguono le vicende medievali. Nel 1503,\u00a0 \u201cVicovaro\u201d resistette all\u2019assedio del Valentino. Cadde nel 1556 sotto il Duca d\u2019Alba. Divenne feudo degli Orsini, poi dei Bolognetti e dei Cenci (divenuti Cenci-Bolognetti). Intanto Licenza era stata venduta ai Borghese.<br \/>\nLa nuova suggestione \u00e8 legata all\u2019origine della doppia fortificazione in et\u00e0 arcaica.<\/p>\n<p>Il Tempio \u201cottagonale\u201d di S. Giacomo<br \/>\nE\u2019 una chiesetta straordinariamente bella e importante. Costruita dagli Orsini\u00a0 dopo la caduta di Costantinopoli nel 1453, \u00e8 ricca di simboli. Il pi\u00f9 importante \u00e8: otto lati come l\u2019 \u201coctava dies\u201d, la Gerusalemme Celeste, la Gloria finale.<br \/>\nIl progetto e primi lavori\u00a0 furono realizzati da Giovanni\u00a0 di Capodistria (che mor\u00ec a Vicovaro). L\u2019opera fu terminata da Giovanni Dalmata, che costru\u00ec il tetto nello stile delle chiese, anche ortodosse, dei Balcani (come ad Ocr\u00ecda). Si tratta di una testimonianza in Occidente della cultura &#8211; non solo architettonica &#8211; di artefici di cultura bizantina. Sugli spigoli ci sono statue di\u00a0 santi. Se le sette punte della Haghia Sophia di Benevento simboleggiano i doni dello Spirito Santo, gli otto santi sugli angoli di San Giacomo a Vicovaro indicano il progressivo estendersi del Regno di Dio su tutto il creato fino alla definitiva discesa della Gerusalemme celeste. Sul portale, la Vergine\u00a0 in trono col Bambino \u00e8\u00a0 ispirata al celebre modello di Costantinopoli.<br \/>\nIl Tempietto di S. Giacomo risulta una chiesa che, nei pressi di Roma, \u00e8 legata alla speranza di rinascita dell\u2019Oriente Cristiano.<\/p>\n<p>L\u2019 antichissimo monastero a S. Cosimato<br \/>\nBenedetto, giovane, ma non giovanissimo (come ritiene la tradizione), passando per Affile, si ritir\u00f2 nella celebre Grotta ai fianchi del Monte Taleo.<br \/>\nA Vicovaro, una comunit\u00e0 monastica sorta per imitazione del monachesimo dell\u2019Oriente cristiano, chiam\u00f2 Benedetto per farlo Abate. Fino ad allora erano note in Occidente le ventiquattro \u201cConlationes\u201d- con commento, di Cassiano, ispirate al primo monachesimo egiziano.<br \/>\nTra quella comunit\u00e0 e Benedetto si manifest\u00f2 un grave contrasto. Quell\u2019apparente insuccesso fu provvidenziale. E cos\u00ec Benedetto torn\u00f2 a Subiaco e fond\u00f2 i dodici monasteri cenobitici, a partire dal primo monastero, da lui realizzato dentro le antiche strutture della Villa di Nerone. Forse Benedetto per un certo tempo ritenne che quelle fossero resti della Villa di Orazio&#8230;<br \/>\nComunque a S. Cosimato ebbe conoscenza della Villa di Orazio, una classica villa rurale romana, modello ispiratore dell\u2019architettura monastica.<br \/>\nA Subiaco, secondo la Klakowicz, Benedetto scrisse e attu\u00f2 la Regola nota come Regula Magistri. Poi, a Montecassino scrisse\u00a0 in forma definitiva la REGULA, nota universalmente come Regula Benedicti. In questa doppia redazione, dei due celebri testi, consiste la nuova prospettiva di Beatrice Klakowicz. Far\u00e0 discutere?<br \/>\nIn realt\u00e0, sulla rivista AEQUA (n. 14\/2003, n. 18\/2004 e n. 22\/2005) Bernardino Ciocari ha pi\u00f9 volte discusso sopra i due testi della Regola, garbatamente contestando p. A. De Vogu\u00e9.<\/p>\n<p>La villa di Orazio a Licenza<br \/>\nA Digentia Orazio ebbe nel 33-32 in regalo da Mecenate la sua \u201d villa sabina\u201d.<br \/>\nVenire qui gli fu utile alla salute del corpo e dello spirito. C\u2019erano dodici stanze, le terme, la palestra e una piccola tenuta agricola. Tra questi ruderi si \u00e8 indotti a far rivivere l\u2019animo dell\u2019uomo e del poeta latino, il cui ideale del \u201ccarpe diem\u201d, contrariamente a quello che si crede, va interpretato nel senso dell\u2019equilibrio, sobriet\u00e0, dell\u2019accontentarsi senza affannarsi troppo. Queste virt\u00f9 vennero apprezzate anche dai Cristiani, che conservarono e conobbero tutte le opere del Venosino. S. Benedetto ebbe queste conoscenze e suggestioni, che non dimenticher\u00e0 nella sua opera a Subiaco e a Montecassino e nelle due Regulae.<br \/>\nLa villa pass\u00f2 ad Augusto, poi ad Antonia, nonna di Nerone, e quindi allo stesso Imperatore, che costru\u00ec anche il Sublaqueum. La villa, appunto, in cui, Benedetto \u201cricav\u00f2\u201d il suo primo monastero ispirato alla solitudine orante del monachesimo orientale, temperato dall\u2019ascetica del lavoro, inteso non solo come mezzo per la vita e le necessit\u00e0 dei monaci e per la carit\u00e0, ma anche per collaborare con l\u2019opera del Creatore.<\/p>\n<p>(A cura di Giuseppe Cicolini)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019ANTICA \u201cVARIA\u201d, S. COSIMATO, IL TEMPIETTO DI S. 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