{"id":2730,"date":"2014-12-18T23:18:51","date_gmt":"2014-12-18T22:18:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.aequa.org\/v1\/?p=2730"},"modified":"2014-12-18T23:18:51","modified_gmt":"2014-12-18T22:18:51","slug":"il-diario-di-efrem","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/il-diario-di-efrem\/","title":{"rendered":"IL DIARIO DI EFREM"},"content":{"rendered":"<style type=\"text\/css\"><!--\nP { margin-bottom: 0.21cm; }\n--><\/style>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: serif;\"><span style=\"font-size: small;\">A. TACCHIA, Il diario di Efrem, romanzo, Tipografia Fabreschi, Subiaco 2014 (cm 15&#215;20), pagg. 231, s.i.p.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<style type=\"text\/css\"><!--\nP { margin-bottom: 0.21cm; }\n--><\/style>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"color: #000000;\"> <span style=\"font-family: serif;\"><span style=\"font-size: small;\">E\u2019 proprio intrigante un romanzo ambientato ad Arsoli,\u00a0 Carsoli, Riofreddo e soprattutto a Roviano. La spina dorsale di questi paesi era allora (anni 1967-68) il treno che porta a Tivoli; per le scuole, il lavoro, e un certo effetto-citt\u00e0. Ancor pi\u00f9 della Tiburtina-Valeria. Quel treno degli studenti pendolari \u00e8 l\u2019occasione di fugaci \u201camori trenini\u201d, fatti di sguardi. E poi c\u2019\u00e8 la piazza, il Bar Sport (con il molto calcio parlato, ma anche giocato nelle squadrette locali); le passeggiate, gli \u201cscontri\u201d tra piccole combriccole giovanili, la noia, le inquietudini, l\u2019 epidermico e continuo sogno dell\u2019amore, ovviamente intriso di sensualit\u00e0, ma ancora separato dall\u2019ammirazione per le molte ragazze, vere protagoniste del romanzo. Questo \u00e8 il centro del diario, effettiva notazione di tutti giorni o espediente che sia\u2026 Poi c\u2019\u00e8 quel nome Efrem (da Efraim, secondo figlio del biblico Giacobbe), ed Efrem il Siro, autore di moltissimi inni, poesie, omelie: uno scrittore ricco di pagine e di ispirazione. Come Efrem Parisi? Ma anche il nome dell\u2019autore, Artemio, ci interpella. E\u2019 nome greco, da cui pure Artemisio, e indica un adepto di Artemide-Diana, dea della caccia. La prima \u201ccaccia\u201d da fare per noi \u00e8 l\u2019intreccio, intersezione \u201cidentificativa\u201d(?) fra Efrem e Artemio, e scoprire il meccanismo narrativo. Ci vorrebbero capacit\u00e0 poliziesche e di storico della contemporaneit\u00e0, per chiarire tutto di questo diario, simile a quelli che si facevano una volta. Di solito erano flussi di coscienza, spesso dolorosi; e questo non lo \u00e8.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\">\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Intanto raccontiamo, facciamo una prima \u201canalisi del contenuto\u201d del romanzo. Un insegnante, Efrem Parisi, nato\u00a0 e cresciuto a Roviano, ma operante a Turi (Bari), centro minore notissimo come luogo del carcere in cui fu rinchiuso Antonio Gramsci, invia un quadernone di diario al professor Silvano Secchia, pensionato, che vive in Roviano con la moglie Floriana. Il professore legge tutto il diario e alfine scopre che sua moglie, da ventenne, era stata per qualche tempo la fidanzata proprio di Efrem\u2026. Le \u201cpuntate\u201d del diario sono ambientate a Roviano e paesi vicini: data, tempo cronologico e meteorologico, vicende di polemiche, motteggi e scazzottate tra comitive o \u201cbande\u201d giovanili dei Barilotti, i Bottoni e gli antipatici villeggianti Fuill\u00e0\u2026 strani Ragazzi della Via Paal , tutti attratti dalle ragazze e dal gioco del calcio, sempre in bolletta e in eterno odio-amore per la scuola. Ma c\u2019\u00e8 un dolore latente, sotto le banalit\u00e0 e le dispute quotidiane. In particolare colpiscono nelle pagine del diario l\u2019indifferenza per il sacro (ridotto solo alla parte popolare delle \u201cfeste comandate) e perfino l\u2019ostentata insofferenza per ogni lavoretto manuale. Intanto, mettiamoci nei panni di chi legger\u00e0 il romanzo ma non vive e non conosce la Valle dell\u2019Aniene, e soprattutto la Media Valle. Far\u00e0 uno sforzo di ambientazione. E di chi qui \u00e8 vissuto e vola con il piombo nelle ali per essere nato e cresciuto nella periferia della citt\u00e0, in provincia, e deve recuperare gli svantaggi: \u201cnato povero\u201d come Renzo Tramaglino, dialettofono, studentello pendolare, timido ma in vena di grandi cose\u2026Quest\u2019ultimo far\u00e0 un facile auto-riconoscimento, ripensando alla sua adolescenza. I grandi sogni sono anch\u2019essi timidi, ma ci sono: diventare scrittore di gialli, ricco, o ammirato professore. I segnali in questa direzione sono: la corrispondenza extrascolastica in francese, qualche buon libro e la puntigliosa notazione, con grafia completa e corretta, di luoghi, campioni, citt\u00e0, fatti importanti, cambiamenti sociali in atto. Questo denota non solo l\u2019ascolto della radio-tv, ma la lettura attenta del Corriere dello Sport e di qualche altro giornale e libro. Ma non ci sono entusiasmi travolgenti, talvolta tipici dell\u2019et\u00e0 dell\u2019adolescenza.\u201cChi nasce in un piccolo paese \u00e8 fregato \u201d. Oppure: \u201cE\u2019 bello nascere in un piccolo paese\u2026 per poterlo abbandonare \u201d. Citare Pasolini e Pavese \u00e8 il minimo che viene in mente. E \u201cPaese mio che stai sulla collina\u2026 \u201d: chi va via coltiva nostalgie. E chi resta, nei casi migliori, \u00e8 un migrante del pensiero, spaesato nel proprio paese. C\u2019\u00e8 poi nel diario l\u2019insistente minimalismo della vita quotidiana di adolescenti e di tutto il paese e il gioco \u201cferoce\u201d della verit\u00e0, senza orpelli letterari. In questi contesti paesani ci si perde facilmente: Efrem ha perso il sogno suo d\u2019amore ed \u00e8 fuggito nel Barese per restarci. Con qualche rimpianto, non solo per la sua bella e brava Floriana, ma per l\u2019 irrevocabile adolescenza e per quei luoghi. Fa consegnare il diario al prof. Secchia, quasi a dirgli: \u201cTu hai vissuto accanto a Flory nella serena e salda realt\u00e0 della vita; io solo nel sogno \u2018trapassato\u2019\u201d. Dal punto di vista della scrittura, il diario non aspira a una particolare ricerca stilistica, anzi spesso \u00e8 ripetitivo, come sono ripetitive le giornate degli adolescenti e di tutti. Ma quando si passa alle descrizioni del paesaggio della media e alta Valle dell\u2019Aniene, alle notazioni naturalistiche, ai ricordi pi\u00f9 ampi, oltre l\u2019adolescenza &#8211; come la psicologia del Professor Secchia &#8211; allora s\u2019 incontra la buona letteratura, la penna esperta, il piglio narrativo. E questa parte \u2013 almeno questa! \u2013 \u00e8 attribuibile proprio all\u2019autore e non a Efrem! Resta una domanda impertinente.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\">\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: serif;\"><span style=\"font-size: small;\">L\u2019autore, potrebbe esclamare, col suo francese: \u201dEFREM C\u2019EST MOI?\u201d. Certo lui \u00e8 molti di noi, adolescenti, intorno ai nostri difficili 16-17 anni. Di ieri e di oggi. Insomma questo \u00e8 un vero romanzo, vita di vite; per rivivere, rimpiangere e sognare. (Giuseppe Cicolini )<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\">\n<p align=\"LEFT\">\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: serif;\"><span style=\"font-size: small;\">\u00a0<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: serif;\"><span style=\"font-size: small;\">\u00a0<\/span><\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A. 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