{"id":3160,"date":"2015-09-30T17:40:38","date_gmt":"2015-09-30T15:40:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.aequa.org\/v1\/?p=3160"},"modified":"2015-09-30T17:40:38","modified_gmt":"2015-09-30T15:40:38","slug":"cenni-sul-territorio-carsiolano-in-epoca-romana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/cenni-sul-territorio-carsiolano-in-epoca-romana\/","title":{"rendered":"CENNI SUL TERRITORIO CARSIOLANO IN EPOCA ROMANA"},"content":{"rendered":"<p><strong>di Piero Sebastiani Del Grande<\/strong><\/p>\n<style type=\"text\/css\"><!--\nP { margin-bottom: 0.21cm; }\n--><\/style>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #231f20;\"><span style=\"font-size: small;\">\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>L\u2019assoggettamento degli Equi<\/strong><\/p>\n<p>La tradizione liviana vuole l\u2019assoggettamento degli Aequi al termine della seconda guerra sannitica nel 304: secondo Livio [LIV. IX,45] infatti i consoli romani, nel termine di cinquanta giorni, erano riusciti a conquistare trentuno <em>oppida,<\/em> laddove Diodoro [DIOD. SIC. XX,101] parla di quarantuno. Sempre secondo la cronologia liviana si fa risalire la fondazione delle colonie di Alba Fucens e di Carsioli rispettivamente al 303\/302 e 302\/301\/300 o 298 .<br \/>\nQueste sono le date comunemente accettate, tuttavia Livio parla due volte della fondazione di Carsioli: la prima volta riferisce la deduzione della colonia al 302 a.C., nel territorio dei Marsi [LIV. X, 3, 1], all\u2019epoca della venuta di Cleonimo in Italia, la seconda al 298 a.C., nel territorio degli Aequicoli [LIV. X, 13, 1], all\u2019epoca dell\u2019alleanza romano-lucana. Questi due diversi riferimenti liviani hanno aperto diverse polemiche sulla fondazione di Carsioli sia sotto l\u2019aspetto cronologico che sotto quel- lo della duplicazione, in relazione alla tradizione storiografica del IV sec. a.C.<br \/>\nLivio ci informa che a Carsioli furono inviati 4000 coloni. Sappiamo dalle fonti [LIV. X, 9] che il territorio di Carsioli fu assegnato alla trib\u00f9 Aniense ed il punto su cui tutti gli autori sono concordi \u00e8 che la tribus Aniensis [LIV. X, 9; LIV. XXIV 7, 12; CIL IX 4061, 4064, 4075, 4084, 4085, 4095, 4096, 4101] sia stata costituita nel territorio equo contemporaneamente alla Terentina, come dice Livio, nel 299 a.C., e che dovesse accogliere i cives romani insediati nella valle dell\u2019Aniene. Secondo il Kubitschek il territorio dell\u2019Aniense era formato dalla parte settentrionale delle terre erniche, nella valle superiore dell\u2019Aniene, mentre secondo la Taylor comprendeva le terre prese agli Aequi. Nel 303 a.C., una parte del territorio equo, cio\u00e8 quello di Trebula Suffenas, fu annesso a Roma sine suffragio e forse anche quello di Afilae &#8211; di cui comunque \u00e8 incerta l\u2019appartenenza all\u2019Aniensis &#8211; e quello di Treba ebbero lo stesso trattamento. Si pu\u00f2 quindi ipotizzare che questa parte del territorio equo cadde definitivamente sotto il controllo romano alla fine del IV sec. a.C., quando il console C. Giunio Bruto annient\u00f2 gli Aequi sbaragliando, secondo le fonti, gli oppida in questa zona in cinquanta giorni e furono fondate le colonie di Alba Fucens e di Carsioli.<br \/>\n\u00c8 probabile che alcuni dei siti individuati come d\u2019et\u00e0 repubblicana ed in connessione con l\u2019impianto della colonia latina di Carsioli, possano essere invece preromani, in quanto la ceramica rinvenuta in molti di questi siti \u00e8 composta solitamente da tegole di impasto sabbioso chiaro, da ceramica d\u2019impasto grezzo tornito di color ros- so-bruno ed impasto sabbiato chiaro e da ceramica depurata acroma. Questo tipo di materiale fittile abbraccia infatti in maniera differenziata un arco di tempo compreso tra la met\u00e0 del VI secolo ed il I sec. a.C.<br \/>\nCon l\u2019impianto della colonia latina di Carsioli il territorio sub\u00ec un forte processo di romanizzazione con il completo abbandono degli abitati equi d\u2019altura e la probabile migrazione di gran parte della popolazione agricolo-pastorale equa verso il Cicolano, dove si costituir\u00e0 la <em>res publica aequicolanorum<\/em>. La frammentariazione del territorio ed il sorgere delle ville rustiche comport\u00f2 l\u2019abbandono degli oppida a favore dei villaggi (vici) di pianura.<\/p>\n<p><strong>Ager Carseolanus<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 difficile stabilire con certezza i limiti del territorio di Carsioli perch\u00e9 le fonti antiche non danno notizie sufficienti a questo proposito. \u00c8 probabile che in un primo momento la colonia comprendesse anche la parte nord-occidentale del territorio equo, anche se l\u2019obiettivo primario della colonizzazione era il controllo della via Va- leria e della piana carseolana, piuttosto che l\u2019assoggettamento della zona a settentrione, montuosa e boscosa. Pi\u00f9 tardi, forse con la conquista della Sabina, tale regione divenne territorio del municipio di Cliternia e fu suddivisa, come anche parte del territorio a sud ed a ovest di Carsioli, in distretti minori dipendenti da piccoli muni- cipia o praefecturae. La Chronica Monasterii Casinensis assegna al territorio carseolano, oltre a Carsoli con le frazioni di Tufo, Pietrasecca, Colli di Monte Bove, Villa Romana, Monte Sabinese, Poggio Cinolfo, anche Oricola, Pereto, Rocca di Botte e Camerata. Anche Ad Lamnas, che nel Liber Pontificalis viene detta massa laninas, era situata, secondo questa fonte, \u201cin territorio Cartiolano\u201d. Poich\u00e9 quindi Ad Lamnas si sarebbe trovata all\u2019estremo occidentale dell\u2019ager, i territori di Cineto Romano, Riofreddo, Roviano ed Arsoli dovevano necessariamente rientrare nel territorio medesimo. A sud-ovest i centri di Agosta e Cervara dovevano invece rappresentare il confine con il territorio carseolano. Infatti ad Agosta fu rinvenuta un\u2019iscrizione dedicata a Giove, Giunone e Minerva i cui dedicanti erano gli stessi iscritti in una epigrafe rinvenuta a Marano Equo, centro che trovandosi al di l\u00e0 del fiume Aniene doveva probabilmente far parte del territorio di Trebula. Il Regesto Subla- cense inserisce Agosta e Cervara nella Massa Iubenzana e Termulana o Intermarana, che abbracciava tutto il territorio fra Castel Madama a Subiaco: quindi \u00e8 abba- stanza plausibile pensare che la Massa Iubenzana citata nel Regesto Sublacense si estendesse per tutto il territorio di Trebula. C\u2019\u00e8 poi da dire che se consideriamo co- me confine le punte pi\u00f9 alte dei monti, allora Tagliacozzo e la frazione di Roccacerro probabilmente facevano parte del territorio di Alba (a meno che il confine non coincidesse con il corso dell\u2019Imele). Premesso ci\u00f2, possiamo ipotizzare una delimita- zione dell\u2019Ager Carseolanus che partendo da Tufo seguiva le creste dei monti, percorrendo per buona parte l\u2019attuale confine tra il Lazio e l\u2019Abruzzo e comprendendo i paesi di Nespolo, Collalto Sabino, Turania, proseguiva per Monte Croce, Vivaro, Monte Aguzzo e Cineto Romano, fino a raggiungere il fiume Aniene all\u2019altezza di Ad Lamnas. Da qui ad Agosta il fiume segnava probabilmente, come abbiamo detto, il confine con il territorio di Trebula Suffenas e quindi girando poco prima di Agosta, in prossimit\u00e0 del \u201cfosso della Valle\u201d, proseguiva verso Camerata Vecchia, il Monte Midia e la valle di Nerfa; ancora verso Tagliacozzo, il Salto e l\u2019Imele e da l\u00ec fino alla \u201cVal di Varri\u201d da dove, seguendo probabilmente l\u2019attuale confine tra Lazio ed Abruzzo, chiudeva a Tufo. Ricordiamo che proprio tra la Val di Varri ed il territorio di S. Stefano di Scanzano fu rinvenuto un cippo di confine con la scritta ALBENSIUM FINES. Il territorio di Carsioli, cos\u00ec delimitato, ha una estensione valutabile intorno ai 300 Km2.<br \/>\nCon l\u2019instaurazione della colonia si assiste quindi ad una ripartizione e sistemazione del territorio tramite la centuriazione. Intorno alla piana di Carsioli si collocano una infinita serie di templi a cui si sostituiranno chiese e santuari cristiani a formare intorno alla pianura un sistema a raggiera, quasi a protezione della citt\u00e0 e dei campi; una delimitazione che potrebbe forse costituire, nei confronti dell\u2019esterno, un aspetto ell\u2019organizzazione simbolica dello spazio. A luoghi di culto posti su altura quali quelli certi corrispondenti a San Fabrizio, S. Maria dei Bisognosi e S. Giovanni, il cui legame potrebbe essere &#8211; in questo periodo &#8211; con il mondo agrario, corrispondo- no quelli di pianura come quello in prossimit\u00e0 della stazione ferroviaria di Carsoli che era gi\u00e0 testimoniato dal VI-V sec. a.C. &#8211; e quelli ipotizzabili di San Giorgio e della Madonna della Neve, probabili punti di aggregazione e di riferimento economico quale mercato. Per quanto riguarda gli ex-voto, questi sono costituiti da picco- la statuaria fittile, parti anatomiche, vasetti miniaturistici e vasellame a vernice nera. L\u2019argilla pi\u00f9 usata &#8211; anche nella vernice nera &#8211; \u00e8 di colore arancio-giallognola e nella coroplastica si presenta con miche nere e d\u2019argilla pi\u00f9 o meno depurata, forse proveniente da fabbriche locali, anche se non si \u00e8 riusciti ancora a localizzare le fornaci.<br \/>\nCon la conquista romana l\u2019ambiente pastorale fu quindi trasformato in ambiente agrario. I boschi prossimi ai centri abitati ed alle vie di comunicazione vengono abbattuti e relegati sulle alture. La piana Carsiolana viene occupata dalla centuriazione. \u2756<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Piero Sebastiani Del Grande \u00a0 &nbsp; L\u2019assoggettamento degli Equi La tradizione liviana vuole l\u2019assoggettamento degli Aequi al termine della seconda guerra sannitica nel 304: secondo Livio [LIV. 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