{"id":3597,"date":"2016-06-25T17:45:08","date_gmt":"2016-06-25T15:45:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.aequa.org\/v1\/?p=3597"},"modified":"2016-06-25T17:50:04","modified_gmt":"2016-06-25T15:50:04","slug":"antiche-irrigazioni-e-inondazioni-nella-valle-dellaniene","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/antiche-irrigazioni-e-inondazioni-nella-valle-dellaniene\/","title":{"rendered":"ANTICHE IRRIGAZIONI E INONDAZIONI NELLA VALLE DELL&#8217;ANIENE"},"content":{"rendered":"<style type=\"text\/css\"><!--\nP { margin-bottom: 0.21cm; }\n--><\/style>\n<p lang=\"en-US\" align=\"JUSTIFY\"><strong>di Giuseppe Bonifacio<\/strong><\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"JUSTIFY\">\n<p lang=\"en-US\" align=\"JUSTIFY\">\n<style type=\"text\/css\"><!--\nP { margin-bottom: 0.21cm; }\n--><\/style>\n<p lang=\"en-US\" align=\"JUSTIFY\"><em><strong><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ju S\u00e9sto di Vallepietra<\/span><\/span><\/strong><\/em><\/p>\n<style type=\"text\/css\"><!--\nP { margin-bottom: 0.21cm; }\n--><\/style>\n<p align=\"JUSTIFY\">Tra le pieghe nascoste dei Monti Simbruini, che circondano il paese di Vallepietra (RM), \u00e8 ancora in uso un millenario sistema di irrigazione, indicato come <em>ju s\u00e9sto<\/em>, che nella sua elementare funzione richiama direttamente la tipologia degli impianti irrigui ideati da molti popoli antichi, come mesopotamici, inca, romani e certamente equi. Gli abitanti e gli stessi contadini non conoscono il significato del vocabolo n\u00e9 sanno dare spiegazioni sul perch\u00e9 di tale denominazione, anche se a memoria di tutti si \u00e8 fatto sempre in questo modo e ci\u00f2 lascia intuire quanto l\u2019uso del <em>s\u00e9sto <\/em>sia remoto. Molto probabilmente il termine, nella sua accezione pi\u00f9 recente e generale, ha il significato di realizzare in modo regolare un determinato lavoro, procedere correttamente al compimento di un\u2019opera, che nel nostro caso \u00e8 riferibile alla sistemazione o attuazione di una serie di canali di superficie scavati nel suolo per il trasporto idrico, da un livello superiore di captazione ad uno inferiore di distribuzione (1). Le sorgenti perenni, disseminate in tutto il territorio circostante, hanno consentito di realizzare un articolato sistema di irrigazione, caratterizzato da una rete di canalizzazioni a cielo aperto, modellate secondo lo scoscendimento naturale del luogo, per convogliare l\u2019acqua nei terreni seminati e con la giusta inclinazione, indispensabile per una completa irrigazione del fondo. A ben guardare \u00e8 lo stesso principio adottato dai romani per trasportare l\u2019acqua da un calcolato punto di captazione fino all\u2019Urbe, attraverso i grandiosi acquedotti costruiti in leggera e costante pendenza, in grado di far giungere a caduta il flusso idrico fino al centro della citt\u00e0 di Roma. E lungo il corso dell\u2019Aniene i romani edificarono quattro importanti acquedotti: in ordine di tempo l\u2019<strong><i>Anius Vetus<\/i><\/strong><strong>, <\/strong>272\/269 a.C., l\u2019<strong>Aqua Marcia, <\/strong>144 a.C., l\u2019<strong><i>Anio Novus <\/i><\/strong>e il <strong>Claudio, <\/strong>52 d.C., rovine dei quali sono ancora ben visibili nel territorio poco distante la citt\u00e0 di Tivoli.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">A Vallepietra, seppure in modo ormai residuale, si ripete per fini agricoli lo stesso schema imperniato sulla <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>captazione<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>conduzione, destinazione<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">. Solo che qui non vi sono manufatti o costruzioni inerenti lavori idraulici, tutto \u00e8 costruito operando sui dislivelli e sulle condotte ricavate semplicemente scavando il suolo, che vengono riutilizzate ogni anno, dopo l\u2019inevitabile manutenzione primaverile con opere di contenimento e di assestamento del terreno. Tale sistema era praticato anche altrove nella valle dell\u2019Aniene, come a Subiaco, dove l\u2019abbondanza di acqua lo permetteva. Tra il mese di maggio e met\u00e0 giugno riprendevano i lavori per rimettere in funzione <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>ju s\u00e9sto<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">. Anzitutto bisognava togliere le foglie e quanto altro ostruiva la discesa dell\u2019acqua e contemporaneamente si procedeva alla rimozione di terra e sassi caduti nei canali, per ridare ad essi la giusta profondit\u00e0 e capienza. Inoltre era necessario riparare cedimenti degli argini con graticci di legno, tappare fori provocati da animali, sfrattare la folta vegetazione per liberare il passaggio nel bosco fino al sito di captazione, a volte piuttosto distante.<\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Questa attivit\u00e0 preparatoria assorbiva un bel po\u2019 di tempo, per\u00f2 il lavoro era diviso fra tutti i contadini che si servivano dell\u2019acqua di quella sorgente e quindi di quel <em>s\u00e9sto<\/em>, almeno per quel che riguardava la canalizzazione principale, da cui lungo il percorso si diramavano solchi fin nell&#8217;interno degli agri privati, gestiti dai singoli proprietari. L\u2019insieme degli interventi richiedeva una buona organizzazione operativa per far si che tutti stessero al passo con il regolare svolgimento dell\u2019attivit\u00e0 agricola, che ha i suoi tempi non derogabili. Verso la met\u00e0 di giugno, quando le giovani piantine necessitano di maggiore acqua per le crescenti temperature si andava nel luogo di captazione per dare l\u2019avvio alla irrigazione. Per lo pi\u00f9 si deviava con sassi l\u2019acqua di un torrente verso la <em>refota <\/em>(2), dove una piccola paratoia sollevata apriva il varco al flusso idrico, che serpeggiando avanzava tra l\u2019erba profumata.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Per quanto l&#8217;acqua arrivasse copiosa, poteva servire al massimo tre o quattro campi privati la volta, per cui si facevano i turni in base alle prenotazioni, alle condizioni delle colture e forse anche a consuetudini acquisite nel tempo e non mancavano furibonde liti per qualche manchevolezza o disaccordo: era in gioco l\u2019intero raccolto. Tutti dovevano stare ai turni e ai patti. Ogni appezzamento riceveva continua acqua da mattina a sera e alla occorrenza pure la notte, per uno o pi\u00f9 giorni, a seconda dell&#8217; estensione dell\u2019<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>ager<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, fin tanto che tutti i solchi, irrorati due-tre per volta, non avessero ricevuto la stessa quantit\u00e0 di acqua. L\u2019impianto idraulico a cielo aperto de <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>ju s\u00e9sto <\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">si metteva in funzione mediamente ogni dieci, quindici giorni, secondo le condizioni climatiche e al massimo fino ai primi di settembre, quando ormai il caldo estivo lascia il posto ad aria pi\u00f9 fresca e il ridotto bisogno di acqua pu\u00f2 essere soddisfatto direttamente a mano, con una modesta annaffiata. Anche quando sono state introdotte pompe irroratrici artificiali, soprattutto gli anziani hanno voluto mantenere il tradizionale <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>s\u00e9sto<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, perch\u00e9 ritenuto in assoluto il migliore sistema per la resa e bont\u00e0 del raccolto, in quanto permette di irrorare solo le radici, lasciando tutta la pianta asciutta. L\u2019 aspersione a pioggia con la pompa invece bagna tutto il fogliame, che per eccessiva umidit\u00e0 potrebbe sviluppare muffe o parassiti, con danno per la produzione. Una tale quantit\u00e0 di acqua distribuita con questo sistema a ragnatela pu\u00f2 essere giustificata solo dalla coltivazione di alcune piante, come quella del fagiolo, che la richiede in abbondanza. Il paese di Vallepietra, infatti, \u00e8 noto per la variet\u00e0 di ecotipi di fagiolo, di grande qualit\u00e0 e prelibatezza, tra cui spicca per rinomata bont\u00e0 il <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>fagiolone <\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">o <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>ciavattone<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">.<br \/>\nAd esso vanno aggiunti: il <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>pallino<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, il <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>tonnarello<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, il <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>borlotto <\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">o <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>r<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>egina<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, il <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>cannellino<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, il <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>fagiolo rosso<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, la <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>fagiolina romanesca <\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">o <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>romanesco<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, i <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>cappelletti <\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">o <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>cappellette <\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">ed anche il <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>cioncone<\/b><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, recentemente introdotto dai vicini paesi di Riofreddo, Vallinfreda e Vivaro Romano.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em><strong><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">La refota di Marano Equo<\/span><\/span><\/strong><\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Scendendo nella media valle dell\u2019Aniene, proprio sotto il paese di Marano Equo, incontriamo un territorio altrettanto ricco di sorgenti, alcune delle quali anche dal riconosciuto valore terapeutico, per la presenza di acque variamente mineralizzate. Sopra gli argini del fiume Aniene si distendono nella piccola pianura alluvionale campi qua e l\u00e0 coltivati, che fino ad alcuni decenni fa producevano quantit\u00e0 considerevoli di fagioli e cipolle. Purtroppo oggi resta molto poco di questi prodotti autoctoni e sempre meno si vedono campi arati, con grande impoverimento della biodiversit\u00e0. Qui non \u00e8 difficile trovare terreni privati dotati di sorgente, che assicura anche d\u2019estate acqua in abbondanza per l\u2019irrigazione, che qui si attua in uno spazio del tutto pianeggiante, secondo altre modalit\u00e0 rispetto al sistema montano del <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>s\u00e9sto<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">. La superficie del terreno argilloso coltivato \u00e8 delimitata in tutti e quattro i lati da una ampia e profonda canalizzazione, cui fanno seguito altre scavate da una parte all&#8217;altra del fondo a mo&#8217; di pettine. Porzioni rettangolari di terreno della stessa estensione si intervallano ai fossi artificiali, predisposti per essere invasi dall\u2019acqua al momento dell\u2019 irrigazione. Quindi la sorgente nel suo canale di uscita viene sbarrata con teli, in poco tempo il livello dell\u2019acqua sale, cos\u00ec da formare la <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">refota<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">(piccolo serbatoio di raccolta), e giunge nei fossi, che la ricevono nel numero di due o tre per volta, intervenendo con le solite piccole chiuse. L\u2019acqua della sorgente non pu\u00f2 essere sufficiente a riempire in breve tempo tutto il labirinto agreste ed infatti occorre almeno un giorno di lavoro per completare l\u2019opera. L\u2019acqua cos\u00ec distribuita era usata anche per altre forme di irrigazione. Il contadino munito di un attrezzo appositamente da lui costruito, formato da un lungo bastone terminante con una biforcazione cui \u00e8 fissata una latta a forma di padella, da qui il suo nome, prelevava dal fosso acqua che spargeva a pioggia sul seminato con gesto ritmato e veloce. Tradizionalmente si utilizzava per irrorare le piccole piante di cipolle, un tempo produzione tipica di Marano Equo, ma anche ortaggi, agli, ecc. Un altro attrezzo simile alla <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>padella <\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">era <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>ju cocchio<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, costituito da un bastone pi\u00f9 corto terminante con un barattolo o secchiello ad esso legato, che serviva per attingere acqua dal fosso, da rovesciare verticalmente sulla piantina o accanto alle radici. Nell\u2019uno e nell\u2019altro caso le azioni richiedevano abilit\u00e0 e competenza per non danneggiare i teneri germogli e l\u2019irrigazione doveva essere somministrata a ragion veduta, che solo l\u2019occhio e l\u2019esperienza del contadino sapevano guidare bene. Da una buona irrigazione dipende la buona crescita delle piante.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em><strong><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">La Parata di Roviano<\/span><\/span><\/strong><\/em><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Seguendo il corso del fiume, dopo pochi chilometri entriamo nel territorio di Roviano, che nella parte pi\u00f9 ad est si giova delle acque del Bagnatore, piccolo affluente dell\u2019Aniene, il cui apporto un tempo rendeva ubertose le terre circostanti, quando si coltivavano e l\u2019agricoltura costituiva una importante risorsa economica per l\u2019intera valle. Qui diversi terreni, pur situati nella stessa pianura alluvionale, sono in leggerissima pendenza sopra il naturale scorrimento idrico per cui, per usufruire delle vicine acque del Bagnatore, i contadini hanno costruito delle <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>parate<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, sbarramenti per l\u2019accumulo dell\u2019acqua, ottenuti con pali conficcati nel terreno e coperti di teli impermeabili. Una volta che la <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>parata <\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">era serrata, il livello dell\u2019acqua si alzava e iniziava a risalire lungo il canale di collegamento appositamente realizzato, fino a raggiungere i punti pi\u00f9 elevati del campo. Si veniva cos\u00ec a formare un\u2019 ampia superficie invasa dall\u2019acqua, che contribuiva a mantenere un ambiente umido di tipo palustre, peculiare sia per vegetazione che per la presenza di tanti vertebrati e invertebrati che vi abitano. La pressione dell\u2019acqua che si sviluppava in questa specie di grande vasca era notevole, per questo si verificavano sfondamenti o addirittura cedimenti dell\u2019intera <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>parata, <\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">cosa che richiedeva continue riparazioni e interventi di rinforzo. Una volta che l\u2019acqua risaliva lungo tutto il fosso si procedeva ad irrorare piante e orti con i <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>cocchi<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, sia aspergendola a pioggia, sia rovesciandola direttamente sopra le foglie. Sono ormai tecniche scomparse e con esse il mondo antico della civilt\u00e0 contadina, che ingegnosamente le aveva elaborate.<\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><br \/>\n<strong><em>Ju rotone ovvero la vecchia ruota idraulica nella media valle dell\u2019Aniene<\/em><\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Oggi tutte le coltivazioni nella valle dell&#8217;Aniene sono irrigate con pompe meccanizzate, ma fino agli anni Sessanta del secolo scorso nella pianura alluvionale compresa tra Subiaco e Anticoli Corrado, localmente chiamata <i>aimara<\/i> (3), si vedevano girare ruote idrauliche per l\u2019irrigazione, note con il nome di <em>rotoni<\/em>, rientranti nella categoria classificata con il termine da sotto (indicante il senso di flusso) e quasi certamente le pi\u00f9 antiche ad essere costruite. I <em>rotoni<\/em>, posizionati verticalmente ad un lato del fiume e ancorati per non essere trascinati via, venivano fatti girare sfruttando l\u2019energia cinetica della corrente, che imprimeva alle pale munite di recipienti di legno un moto rotatorio verso l\u2019alto. Per una buona spinta occorreva che le pale nella loro circolare immersione andassero a raggiungere una profondit\u00e0 compresa tra i 20 e i 40 centimetri sotto il pelo libero. L\u2019acqua cos\u00ec prelevata si rovesciava al culmine del giro sopra una specie di vasca di raccolta e con una serie di scivoli finiva tra le colture di mais e di fagioli, tra cui il corallo e la regina. Tutto il manufatto era costruito sul posto con vario legname, ad eccezione di un albero centrale di trasmissione in ferro da cui si diramavano a raggiera pali, tenuti saldi fra loro da assi disposti a cerchio. Le dimensioni dei <i>rotoni<\/i>, come di tutte le ruote idrauliche di questo tipo, dipendevano \u201c dall\u2019ampiezza delle pale, dal numero di pale immerse contemporaneamente, dalla velocit\u00e0 della corrente\u201d (4). \u00c8 stupefacente come in questo appartato angolo laziale a ridosso dei Monti Simbruini l\u2019impiego della noria, nella tipologia de <i>ju rotone<\/i>, abbia attraversato i millenni per giungere fino ai nostri giorni. Secondo diversi storici infatti non solo era in uso allo stesso modo presso i romani, ma risalirebbe addirittura al 200 a. C., ideata dai mesopotamici e soltanto in seguito diffusa nel Mediterraneo dopo le conquiste romane (5). Infine dalla medesima temperie storico-culturale e geografica si pu\u00f2 far discendere il sistema idraulico de <i>ju s\u00e9sto<\/i>, per cui possiamo dire che la Mesopotamia non \u00e8 stata mai cos\u00ec lontana.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><em><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Le esondazioni del fiume Aniene<\/span><\/span><\/em><\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il fiume Aniene \u00e8 noto anche per la velocit\u00e0 delle sue acque e per le piene improvvise, a volte rovinose per il territorio che va da Subiaco ad Anticoli Corrado e per quello di Tivoli. Negli ultimi decenni infatti in questi tratti pi\u00f9 volte l\u2019Aniene ha tracimato, soprattutto nel periodo autunnale e primaverile, arrecando distruzioni di non poco conto. L\u2019uomo ha cercato di contenere il fiume entro il suo letto con opere di rinforzo degli argini, per\u00f2 restano ancora punti critici, specie quando grandi quantit\u00e0 di pioggia si rovesciano in breve tempo sull\u2019intero bacino idrografico, facendo ingrossare a dismisura la sua portata. <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Gli annali di storia ricordano innumerevoli piene del fiume Aniene che nei secoli hanno causato terribili devastazioni, come gi\u00e0 scriveva Plinio il Giovane nel 105 d.C., quando fra l&#8217;altro annotava: \u00ab<\/span><\/span><em><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">L&#8217;Aniene&#8230;screpol\u00f2 i monti qua e l\u00e0 ostacolato dalle macerie dei sassi franti, affannandosi a rientrare nel suo alveo, abbatt\u00e9 case e flu\u00ec sulle loro rovine sommerse&#8230; tutto ci\u00f2 pot\u00e9 osservare chi, sulla parte pi\u00f9 alta della citt\u00e0, rest\u00f2 al sicuro dalla tempesta. Egli vide galleggiare sulle onde masserizie, attrezzi dei campi, buoi, aratri, bifolchi e ogni sorta di armenti; e fra essi tronchi d&#8217;alberi, travi e tetti di ville<\/span><\/span><\/em><em><\/em><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">(6)\u201d. Non si \u00e8 mai dissolta del tutto la paura verso l&#8217;Aniene, tanto che ancora oggi il 14 agosto in occasione della festa dell&#8217;Assunta la processione con il Salvatore si reca sul ponte Gregoriano per compiere una serie di rituali finalizzati ad invocare la protezione divina. L&#8217;effigie del Cristo in trono, dapprima rivolta verso Roma e poi verso Tivoli per chiedere speciali benedizioni, si gira adesso una terza volta in direzione dell&#8217;Aniene, mentre un sacerdote legge: \u00ab<\/span><\/span><em><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">L&#8217;acqua nella bibbia \u00e8 salvezza, ma anche distruzione e ora verr\u00e0 gettata una fiaccola accesa nelle acque, \u00e8 il Cristo che si immerge nel nostro abitato, \u00e8 la luce che splende fra le tenebre. Degnati di liberare questa citt\u00e0 dalla violenza delle acque del fiume, noi ti supplichiamo<\/span><\/span><\/em><em><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">\u00bb.<\/span><\/span><\/em><em><\/em><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Dopo di che il Segretario della Confraternita lancia la fiaccola nell&#8217;acqua sottostante e la processione riprende il suo percorso per dar luogo alla cerimonia dell&#8217;inchinata in Piazza S.Maria Maggiore, molto sentita e partecipata dai tiburtini. La celebrazione dell&#8217;inchinata di Tivoli ha conservato cerimoniali di non poco conto riferiti al rapporto con l&#8217;elemento acqua, tanto che per le modalit\u00e0 con cui si esprime il rituale \u00e8 legittimo ipotizzare una qualche forma cultuale antica sopravvissuta fino ad oggi. Ancora una volta passato e presente si intrecciano fortemente e nell&#8217;acqua ritroviamo aspetti e significati importanti della nostra storia.<\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b><br \/>\n<\/b><br \/>\n<span style=\"font-size: small;\">1 <\/span><span style=\"font-size: small;\">&#8211; La parola richiama espressamente quella indicante il procedimento con cui nei mulini le due macine ,\u00ab<\/span><span style=\"font-size: small;\"><i>dovevano essere messe in sesto\u00bb per ottenere un\u2019 ottima farina. Questa era un&#8217;operazione molto delicata che doveva essere eseguita sia la prima volta che veniva messa in opera una macina, sia dopo la rabbigliatura, sia ogni volta che usciva di sesto. Una rabbigliatura (martellatura) fatta male o una messa in sesto non corretta si evidenziavano quando la mola ripartiva: o emetteva un rumore particolare, segno che la macina non stava lavorando in piano, oppure il macinato non fuoriusciva in modo omogeneo e con la dovuta grana richiesta\u00bb. <\/i><\/span><span style=\"font-size: small;\">In questo concetto di assestare, mettere in atto azioni precise e rispondenti alla funzione voluta, ritroviamo lo stesso significato nelle due fasi lavorative, che includono la messa in atto di un sistema operativo e produttivo. Citazione tratta da MASSIMO BASILICI (a cura di), <\/span><span style=\"font-size: small;\"><i>Mole e Mulini di Pereto (AQ<\/i><\/span><span style=\"font-size: small;\">), <\/span><span style=\"font-size: small;\">Edizioni Lo, p.30, in www.pereto\/documenti.it.<\/span><span style=\"font-size: small;\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: small;\">2- <\/span><span style=\"font-size: small;\">La <\/span><span style=\"font-size: small;\"><i>refota<\/i><\/span><span style=\"font-size: small;\">, chiamata anche <\/span><span style=\"font-size: small;\"><i>rifolta <\/i><\/span><span style=\"font-size: small;\">o <\/span><span style=\"font-size: small;\"><i>refuta<\/i><\/span><span style=\"font-size: small;\">, sta ad indicare un bacino di accumulo d\u2019acqua, comprendente anche il canale di svuotamento, destinata a far girare le macine dei mulini. La caduta dall\u2019alto dell\u2019acqua mette in moto la turbina e quindi la ruota mobile superiore. Nel caso di Vallepietra \u00e8 soltanto il punto in cui l\u2019acqua viene semplicemente smistata per il s\u00e9sto, non c\u2019\u00e8 accumulo. \u00ab<\/span><span style=\"font-size: small;\"><i>Il termine \u201crefota\u201d potrebbe derivare dal verbo latino \u201crefodere\u201d ossia scavare, o dal verbo \u201crefundere\u201d ossia riversarsi<\/i><\/span><span style=\"font-size: small;\">\u00bb: GIUSEPPE GISOTTI, <\/span><span style=\"font-size: small;\"><i>I mulini ad acqua di Vivaro Romano<\/i><\/span><span style=\"font-size: small;\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: small;\"><i>(RM),<\/i><\/span><span style=\"font-size: small;\"> p.51in.www.sigeaweb.it<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: small;\">3<\/span><span style=\"font-size: small;\">&#8211; Il termine dialettale deriva dalla parola latina limaria, cio\u00e8 acqua ricca di limo. A valle di Subiaco i romani crearono, come altrove, una piscina limaria per far decantare il pi\u00f9 possibile l\u2019acqua dell\u2019Anio Vetus, prima che questa entrasse nella condotta verso Roma.<br \/>\n4-Web.tiscali.it\/vanni_38\/idra25.htm,RUOTA-IDRAULICA-Tiscali.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: small;\">5<\/span><span style=\"font-size: small;\">&#8211; Altri studiosi affermano invece che la prima ruota idraulica sia stata utilizzata dallo scienziato-scrittore Filone di Bisanzio nel III sec. a.C.. www.gruppostoricoromano\/sezione-tecnologia-romana. Altre fonti infine la ritengono un\u2019invenzione ellenistica alessandrina, collocabile negli ultimi secoli a.C.: LEONARDO LOMBARDI, <\/span><span style=\"font-size: small;\"><i>Altri usi delle ruote idrauliche<\/i><\/span><span style=\"font-size: small;\">, p. 39, in www.sigeaweb.it<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: small;\">6 \u2013<\/span><span style=\"font-size: small;\"> GINO MEZZETTI, <\/span><span style=\"font-size: small;\"><i>L&#8217;Aniene un fiume di luce<\/i><\/span><span style=\"font-size: small;\">, Tivoli 1993, p. 21<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Il mio ringraziamento a Gino e Alessio di Vallepietra, a Luigi di Marano Equo, a Ilario di Roviano.<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Giuseppe Bonifacio Ju S\u00e9sto di Vallepietra Tra le pieghe nascoste dei Monti Simbruini, che circondano il paese di Vallepietra (RM), \u00e8 ancora in uso un millenario sistema di irrigazione,&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[24],"tags":[],"class_list":["post-3597","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-ambiente-e-tradizioni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3597","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3597"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3597\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3599,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3597\/revisions\/3599"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3597"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3597"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3597"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}