{"id":3665,"date":"2016-10-06T20:44:35","date_gmt":"2016-10-06T18:44:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.aequa.org\/v1\/?p=3665"},"modified":"2016-10-06T20:49:29","modified_gmt":"2016-10-06T18:49:29","slug":"silvestr-scedrin-a-subiaco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/silvestr-scedrin-a-subiaco\/","title":{"rendered":"SILVESTR \u0160\u010cEDRIN A SUBIACO"},"content":{"rendered":"<style type=\"text\/css\"><!--\nP { margin-bottom: 0.21cm; }\n--><\/style>\n<p><strong><i>di Nicola Cariello<\/i><\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La vita del pittore russo Silvestr Feodosievi<span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\">\u010d<\/span> <span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\">\u0160\u010d<\/span>edr\u00ecn (1791-1830) fu breve ma assai intensa e feconda. Il talento di cui era naturalmente dotato trov\u00f2 modo di manifestarsi appieno, incoraggiato dall&#8217;ambiente familiare: il padre era un noto scultore e lo zio, Simeone, un altrettanto celebre pittore paesaggista. Silvestr che, ancora bambino, veniva portato dallo zio all&#8217;Ermitage ad ammirare le opere del Canaletto, come ricorder\u00e0 in seguito, sognava gi\u00e0 allora di seguire le orme del suo illustre parente. Dimostr\u00f2 ben presto le sue capacit\u00e0: all&#8217;et\u00e0 di venti anni l&#8217;Accademia di Belle Arti di Pietroburgo gli concesse la medaglia d&#8217;oro ed il diploma di prima classe, con il diritto ad una borsa di studio onde perfezionarsi all&#8217;estero.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Le complicazioni internazionali causate dalle guerre napoleoniche ritardarono questi progetti e soltanto nell&#8217;estate del 1818 i vincitori delle borse di studio dell&#8217;Accademia riuscirono ad imbarcarsi alla volta dell&#8217;Italia (1).<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Roma, dove giunse il 15 ottobre 1818, era il luogo al quale <span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\">\u0160\u010d<\/span>edr\u00ecn era destinato. Ma ben presto fu incaricato di recarsi a Napoli ed il golfo partenopeo rest\u00f2 poi, in effetti, il posto al quale fu profondamente legato fino alla morte (2).<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Intanto, per\u00f2, ebbe modo di frequentare, tra il 1822 ed il 1823, anche le localit\u00e0 laziali che costituivano allora quasi una meta obbligata per i paesaggisti italiani e stranieri. In particolare, dimor\u00f2 a Subiaco dal 17 agosto al 17 ottobre 1822, come attestano le lettere che egli scrisse all&#8217;amico Samuele Gal&#8217;berg, scultore che lavorava a Roma in quel lasso di tempo. A quanto pare, tuttavia, stando al tenore delle comunicazioni che indirizzava al suo connazionale, <span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\">\u0160\u010d<\/span>edr\u00ecn non appariva molto soddisfatto dei risultati raggiunti nella cittadina sublacense.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201c<i>Caro Samuele Ivanovi<\/i><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><i>\u010d<\/i><\/span> \u2013 scrive il 5 settembre 1822 &#8211; <i>\u2026 grosse nuvole coprono continuamente il sole, ora piove ora no \u2026 i miei quadri non vanno avanti nemmeno di un centimetro, per cui io mi trovo alquanto smarrito non sapendo che cosa dovr\u00f2 portare a termine, se gli studi di qui o i panorami di Roma per l&#8217;arrivo del sovrano<\/i> (3)\u201d.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Indubbiamente il maltempo doveva influire pesantemente sul temperamento sensibile ed emotivo di <span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\">\u0160\u010d<\/span>edr\u00ecn, il quale, il 22 settembre, confida all&#8217;amico: \u201c<i>Che cattiva sorte! Non riesco assolutamente a sopportare questa pioggia che affligge ogni ora, che noia mortale: le piogge incessanti mi hanno portato all&#8217;esasperazione e non so che cosa fare, cammino per la stanza finch\u00e9 non sono cos\u00ec stanco da riposare appena un po&#8217; al tavolo \u2026 Scusate se vi disturbo tanto, ma la disperazione mi ha portato al punto, ve lo confesso apertamente, che Subiaco non mi piace affatto e che al pi\u00f9 presto voglio prendere la diligenza. Se non arriver\u00e0 l&#8217;imperatore, potrei andarmene a San Cosimato &#8230;<\/i>\u201d. E ancora il 3 ottobre aggiunge: \u201c<i>Il mese di settembre mi aveva talmente seccato che avevo prenotato il biglietto <\/i>(4)<i>, ma poi ho ricevuto la vostra lettera piena di varie riflessioni e ho deciso di restare qui un dieci-quindici giorni \u2026 perch\u00e9 mi spiace molto lasciare Subiaco, dove un brutto settembre mi ha rovinato tutto &#8230;<\/i>\u201d.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Soltanto tre giorni dopo, il 6 ottobre, scrive di nuovo all&#8217;amico Gal&#8217;berg per comunicargli che \u00e8 tuttora indeciso sul da farsi ma che, tutto sommato, ha intenzione di proseguire il suo soggiorno a Subiaco: \u201c<i>Per quanto mi riguarda, forse non verr\u00f2 perch\u00e9 sono molto occupato e non ho voglia di essere distratto da \u2026<\/i> (5) <i>e inoltre la pioggia mi impedisce non poco di passeggiare. Cos\u00ec non posso dire nulla circa il mio ritorno, in quanto non so che notizie mi farete avere: se l&#8217;imperatore non verr\u00e0, non c&#8217;\u00e8 motivo che io mi affretti, ma comunque vi avviser\u00f2 prima tramite la posta<\/i>\u201d. Effettivamente lo tzar Alessandro I, al quale l&#8217;artista aveva intenzione di mostrare i suoi lavori, dopo il Congresso di Verona non si rec\u00f2 a Roma. Nonostante le sue incertezze, <span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\">\u0160\u010d<\/span>edr\u00ecn infine risolse di lasciare comunque Subiaco e ritornare a Roma, dove abitava insieme con Gal&#8217;berg. In una lettera datata 14 ottobre, infatti, annuncia: \u201c<i>Ho intenzione di ritornare a Roma con la prima diligenza, cio\u00e8<\/i> <i>venerd\u00ec, perci\u00f2 prego la signora Teresa che prepari le mie stanze. Subiaco ormai mi \u00e8 venuto a noia, i soldi mi bastano appena per arrivare fino a Roma e non so se ce la faccio con le scarpe a raggiungere la diligenza. Pi\u00f9 di tutto mi fa stare in ansia questa maledetta mancanza di informazioni: vi prego comunque, se c&#8217;\u00e8 qualcosa di sicuro o di fondato circa l&#8217;arrivo dello tzar, comunicatemelo con il primo corriere, magari solo due righe \u2026 Scusate, vi sto seccando troppo, ma mi trovo in una posizione molto sciocca, tanti quadri incominciati e nessuno ultimato, il che non mi sembra lodevole<\/i>\u201d.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Le confidenze sui suoi malumori relativi al soggiorno a Subiaco furono riservate all&#8217;amico Gal&#8217;berg. Ben diverse risultano, in realt\u00e0, le espressioni che <span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\">\u0160\u010d<\/span>edr\u00ecn usa scrivendo ai genitori. Il 18 novembre da Roma annuncia: \u201c<i>Grazie a Dio sto bene, sono ritornato solo verso la fine del mese scorso da Subiaco, dove ho abitato due mesi, eseguendo degli studi alla maniera dei paesaggisti; gli avvenimenti dell&#8217;anno corrente come, in certo modo, quelli dell&#8217;estate scorsa, mi hanno costretto a fermarmi a lungo a Roma, dove a ottobre si aspettava l&#8217;arrivo del nostro sovrano e per tale occasione avevano intenzione di organizzare una mostra in cui sarebbero stati esposti lavori degli artisti russi. Proprio per questo avevo preparato un quadro del Colosseo per il quale ho dovuto faticare parecchio \u2026 nel frattempo si \u00e8 venuto a sapere che l&#8217;imperatore non verr\u00e0 a Roma, bench\u00e9 qui avessero tanta voglia di vederlo \u2026 I quadri che ho dipinto quest&#8217;ultimo anno sono stati quasi tutti venduti: nei miei quadri tutti cercano l&#8217;acqua e li comprano tanto pi\u00f9 volentieri in quanto gli intenditori trovano che io la dipingo bene. Effettivamente ne sono attratto e vado nei posti dove ci sono fiumi e cascate &#8230;<\/i>\u201d. Nella stessa missiva trova il modo di descrivere ai suoi anche il luogo di quella che chiamava la sua \u201cvilleggiatura\u201d: \u201c<i>Subiaco \u00e8 una cittadina di forma piramidale, dista da Roma circa 37 miglia, maestose montagne, l&#8217;acqua trasparente dell&#8217;Aniene, bravi abitanti, simpatici proprietari della trattoria, un pesce saporito, le trote, dolci chiamati mostaccioli e funghi raccolti dagli alberi secchi, vi basta questa descrizione? Se vi sembra poco, posso aggiungere: in alto su una montagna, tra le rocce si trova il monastero di san Benedetto, fondato da lui stesso, dove si conservano ancora le rose dove quel santo si gett\u00f2 nudo per mortificare la carne per l&#8217;amor di Dio e indicano anche l&#8217;altezza del santo, pi\u00f9 alto di me della testa. Accanto a questo monastero c&#8217;\u00e8 un altro enorme edificio dove degli affabili monaci dello stesso ordine offrono gratuitamente la colazione agli stranieri in visita &#8230;<\/i>\u201d.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Infine, il 17 dicembre, il nostro artista inoltra la sua relazione ufficiale al Consiglio imperiale dell&#8217;Accademia di Belle Arti di San Pietroburgo. Questo \u00e8 il testo tradotto integralmente:<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201c<i>Poich\u00e9 mi sono occupato del grande quadro che raffigura il Colosseo e le cose che gli sono intorno, di cui avevo gi\u00e0 avuto l&#8217;onore di informare l&#8217;Accademia imperiale delle Belle Arti nella mia precedente relazione quando detti inizio al lavoro, ormai terminato, non ho inviato relazioni su altri miei lavori, nel timore di ripetere semplicemente le stesse cose. Stante la difficolt\u00e0 del soggetto che avevo scelto per quel quadro, non ho potuto terminare il lavoro per l&#8217;inizio dell&#8217;estate, come mi ero proposto, per dirigermi poi nei dintorni della citt\u00e0 a disegnare dei panorami dal vero. Inoltre, gli artisti russi che erano a Roma, nell&#8217;attesa dell&#8217;arrivo di Sua Maest\u00e0 l&#8217;Imperatore, si stavano preparando per l&#8217;occasione onde allestire una mostra dei loro lavori: per questo anche io sono dovuto restare in citt\u00e0 per mettere in ordine alcune delle mie opere e non sono potuto partire prima del 17 agosto. Da quella data fino al 17 ottobre sono stato a Subiaco ed ho disegnato sei panorami ormai ultimati, compresa la vista della cascata che si trova sotto il famoso monastero di San Benedetto; il clima variabile e piovoso mi ha fatto perdere molto tempo e mi ha impedito di sfruttare pienamente i panorami magnifici e insieme maestosi di cui abbonda Subiaco.<\/i><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><i>Al mio ritorno a Roma ho terminato definitivamente il quadro del Colosseo e ho cominciato vari studi e disegni. Nel corso dell&#8217;estate ho dipinto un panorama di Monte Cavallo con una parte del Palazzo papale ed i colossi <\/i>(6)<i>, due viste di Napoli e due di Roma: di queste ultime due una rappresenta il Campidoglio dalla parte del Foro con varie rovine antiche e l&#8217;altra una parte dei ruderi del palazzo dei Cesari. <\/i><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><i>Confidando, infine, nell&#8217;ulteriore sostegno da parte dell&#8217;Accademia di Belle Arti, ho l&#8217;onore di restare, con profonda stima, il servo vostro Silvestr <\/i><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><i>\u0160\u010d<\/i><\/span><i>edr\u00ecn<\/i>\u201d.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">L&#8217;attivit\u00e0 pittorica dell&#8217;artista russo a Subiaco, perci\u00f2, nonostante il cattivo tempo che gli aveva guastato l&#8217;umore e gli aveva impedito di dare inizio ad altri lavori, aveva dato i suoi frutti, stando a quanto egli dichiara nel suo rapporto all&#8217;Accademia di Pietroburgo. L&#8217;anno dopo scrivendo da Roma ai genitori, il 22 marzo 1823, il nostro pittore comunicava espressamente \u201c<i>Ho intenzione di mandare i panorami di Subiaco all&#8217;Accademia, ma non posso garantire con sicurezza questi progetti, perch\u00e9 vivo non come si deve ma come decidono il buon Dio e le circostanze<\/i>\u201d: evidentemente <span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\">\u0160\u010d<\/span>edr\u00ecn giudicava positivamente le opere che aveva creato nella citt\u00e0 di San Benedetto. Occorre anche aggiungere, peraltro, che nel periodo del suo soggiorno a Subiaco <span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\">\u0160\u010d<\/span>edr\u00ecn non fu proprio solo, poich\u00e9 nella stessa cittadina lavorava con lui il compatriota Pietro Basin, al quale pure si devono quadri che hanno ad oggetto Subiaco nonch\u00e9 un ritratto dello stesso <span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\">\u0160\u010d<\/span>edr\u00ecn (7)\u201d.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il lavoro svolto nel periodo \u201claziale\u201d della sua attivit\u00e0 artistica costitu\u00ec la base per lo sviluppo definitivo del suo talento, che si rivel\u00f2 completamente nelle opere create negli ultimi anni della sua vita, tra il 1825 ed il 1830. In quegli anni lavor\u00f2 a Napoli e nei dintorni. Una malattia mal curata lo condusse alla morte prima che raggiungesse i quaranta anni di et\u00e0. Negli Atti dello stato civile (Morte) del Comune di Sorrento (vol. 21853, anno 1830, f. 55, n. 107) si legge che \u201c<i>nel giorno otto del mese di novembre anno corrente alle ore tre di notte \u00e8 morto nella locanda di Maddalena Amuro, sita in questo Comune, strada San Cesareo, il Signor Silvestro Schedrin celibe, di nazione Russo, di anni trentanove nato in Pietroburgo, di professione Pittore domiciliato in Napoli, strada Santa Lucia<\/i>\u201d. Fu sepolto nella chiesa di San Vincenzo a Sorrento (8) e l&#8217;amico Gal&#8217;berg collabor\u00f2 con altri artisti per abbellire la sua tomba, composta di un affresco ed un altorilievo in bronzo. Dopo la demolizione della chiesa, avvenuta agli inizi del XX secolo, la sua tomba \u00e8 stata trasferita nel cimitero di quella cittadina.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small;\">1 \u2013 Erano, oltre il nostro pittore paesaggista <\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: small;\">\u0160<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: small;\">\u010cEDRIN<\/span><\/span><span style=\"font-size: small;\">, il pittore storico SAZONOV, gli scultori KRYLOV e GAL&#8217;BERG e l&#8217;architetto GLINKA. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small;\">2 &#8211; \u201c<\/span><span style=\"font-size: small;\"><i>Napoli mi \u00e8 necessaria, non potr\u00f2 mai dimenticare quel posto incantevole<\/i><\/span><span style=\"font-size: small;\">\u201d (Lettera del 18 novembre 1822 ai genitori a Pietroburgo, v. <\/span><span style=\"font-size: small;\"><i>infra<\/i><\/span><span style=\"font-size: small;\">). <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small;\">3 \u2013 I brani della corrispondenza che ho tradotto sono tratti dal volume curato da M. EVSEV&#8217;EV, <\/span><span style=\"font-size: small;\"><i>Ital&#8217;ianskie pis&#8217;ma i donesenia Sil&#8217;vestra Feodosevi<\/i><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><i>\u010d<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-size: small;\"><i>a <\/i><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><i>\u0160\u010dedrina. 1818-1830<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, Al&#8217;jans Archeo, Moskva-S. Peterburg 2014. Il sovrano cui si riferisce l&#8217;artista russo \u00e8 lo tzar<\/span><\/span><span style=\"font-size: small;\"> ALESSANDRO I, che doveva partecipare al convegno organizzato dalla Santa Alleanza a Verona (9-14 ottobre 1822). <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small;\">4 &#8211; Per il viaggio di ritorno a Roma.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small;\">5 \u2013 Interruzione nell&#8217;originale. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small;\">6 \u2013Si tratta del colle del Quirinale a Roma, sulla cui cima \u00e8 l&#8217;omonimo palazzo, residenza ufficiale del Presidente della Repubblica. Per colossi si intende l&#8217;imponente gruppo marmoreo dei Di\u00f2scuri sovrastanti la fontana che da loro prende il nome. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small;\">7 \u2013 PIOTR VASIL&#8217;EVI<\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: small;\">\u010c<\/span><\/span><span style=\"font-size: small;\"> BASIN (1793-1877), anche lui vincitore di una medaglia d&#8217;oro accademica, fu in Italia dal 1819 al 1830. Al ritorno in patria fu nominato professore ed insegn\u00f2 all&#8217;Accademia di Belle Arti di Pietroburgo per circa quaranta anni. Il suo quadro \u201cPanorama dei dintorni di Subiaco\u201d (olio su tela, 1822, cm. 32,3 x 41,2) si trova nel Museo di Stato Russo a San Pietroburgo, mentre il ritratto di Silvestr <\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: small;\">\u0160\u010d<\/span><\/span><span style=\"font-size: small;\">edr\u00ecn (1822, olio su tela, cm. 46 x 37) \u00e8 nella Galleria Tretjakovskaya di Mosca.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: small;\">8 \u2013 Con il consenso del vescovo di Sorrento, Gabriele Papa, il quale, il 13 novembre 1830, comunicava all&#8217;ambasciatore dell&#8217;Impero Russo a Napoli \u201c<\/span><span style=\"font-size: small;\"><i>Litteris Tuis, fidaeque Legationis Imperialis Russiae libenter acceptis, statim desiderio Tuo satisfaciendi causa, Schedrin Religionis Graecae Catholicae, qui hic Surrenti die VI Idus Novembris cum magno meo dolore e vita discessit, ea, quae par erat, funebri pompa, sepeliendum curavi<\/i><\/span><span style=\"font-size: small;\">\u201d. <\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Nicola Cariello La vita del pittore russo Silvestr Feodosievi\u010d \u0160\u010dedr\u00ecn (1791-1830) fu breve ma assai intensa e feconda. 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