{"id":4036,"date":"2017-12-12T18:39:03","date_gmt":"2017-12-12T17:39:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.aequa.org\/v1\/?p=4036"},"modified":"2017-12-12T18:54:04","modified_gmt":"2017-12-12T17:54:04","slug":"i-paramenti-caetani-federico-hermanin-in-missione-a-vallepietra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/i-paramenti-caetani-federico-hermanin-in-missione-a-vallepietra\/","title":{"rendered":"I PARAMENTI CAETANI: FEDERICO HERMANIN IN MISSIONE A VALLEPIETRA"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>di Flavia Strinati<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Il 1900 \u00e8 un anno denso di attivit\u00e0 per il vice-ispettore della Galleria Corsini e futuro direttore Federico Hermanin. Si susseguono gli incarichi di ricognizione del patrimonio storico-artistico soprattutto in territorio laziale, affidatigli dalla Direzione Generale alle Belle Arti del Ministero della Pubblica Istruzione. Sull\u2019aureo crinale del secolo il fervoroso impegno istituzionale per la conservazione dei beni culturali riflette l\u2019entusiasmo dei nuovi organi di tutela, sorti sulla scorta di un\u2019avita tradizione e di una teorica tutta nazionale, che prende forma codificata almeno a partire dall\u2019editto del cardinal Pacca (1820) ma affonda le radici gi\u00e0 nella riflessione umanistica. A giugno il signor Hermanin viene convocato a Vallepietra, non per considerare lo stato degli affreschi nel celebre santuario sul Monte Autore, bens\u00ec per stimare valore e condizioni del tesoro suntuario nella parrocchiale di San Giovanni Apostolo ed Evangelista. A sollecitarne l\u2019intervento sono i pregevoli paramenti sacri riposti in un armadio dell\u2019umida sagrestia, in parte riconducibili all\u2019eredit\u00e0 di don Francesco Caetani\u00a0 grazie a un estratto testamentario del 1670: il documento viene sottoposto all\u2019attenzione del vice-ispettore dal vicario foraneo Salvatore Mercuri, abate presso il santuario della Santissima Trinit\u00e0, al quale verr\u00e0 poi intitolato il museo di Vallepietra.<br \/>\nHermanin stila una lista dei paramenti di maggior rilievo dividendoli in due gruppi, l\u2019uno pertinente al corredo della chiesa, l\u2019altro alla dotazione della cappella di sant\u2019Antonio da Padova di giuspatronato Colonna, beneficata dal lascito Caetani.<br \/>\nDei paramenti descritti sembrano ancora identificabili nel locale museo il \u00ab parato in terza (pianeta e tonicella) di broccato di lama d\u2019argento, fiorato collo stemma del comune di Vallepietra\u00bb, il \u00abvelo da calice grande ricamato col nome di Ges\u00f9\u00bb, e la \u00abpianeta di damasco a fiori\u00bb (1). Il signor Hermanin menziona altres\u00ec un elenco completo degli oggetti della suppellettile \u00abin ogni tempo riputati di pregio singolare \u00bb, ricevuto in consegna dal sacerdote ma non compreso tra la documentazione in questa sede consultata. Nell\u2019allestimento <em>in fieri<\/em> del museo diocesano di Vallepietra, che occupa la navata di una chiesa dismessa, oltre a un campione dei paramenti storici sono esposti alcuni quadri non spregevoli, una interessante piccola scultura lignea della Vergine col Bambino, accessori d\u2019epoca per la liturgia, statue ottocentesche di santi complete di baldacchino processionale, libri e taccuini appartenuti all\u2019abate Mercuri, e numerosi reliquiari completi di reliquie, che l\u2019asettica museologia ormai estrapola inopportunamente dai contesti devozionali loro propri.<\/p>\n<p>APPENDICE DOCUMENTARIA (2)<br \/>\nParrocchia di s. Giovanni Apostolo ed Evangelista di Vallepietra<br \/>\nIllustrissimo signor Federico<br \/>\naccludo a Vostra Signoria un doppio elenco degli oggetti d\u2019arte esistenti in questa chiesa parrocchiale, i quali da persona competente furono in ogni tempo riputati di pregio singolare. nel primo di essi trover\u00e0 notati quegli oggetti di cui \u00e8 proprietaria la stessa chiesa parrocchiale, nel secondo poi tutte le suppellettili sacre che tuttora esistono delle moltissime lasciate nel 1670 dal ricchissimo arcivescovo di Rodi, Monsignor Francesco Caetani, a questa cappella di s. Antonio di Padova, di cui ha il giuspatronato l\u2019eccellentissima casa Colonna. Da questa fui nominato io stesso cappellano e custode della suddetta suppellettile nel 1898. Nella lusinga di aver fatto cosa grata alla signoria Vostra Illustrissima, e nella sicurezza di vedere per suo mezzo tutelata in miglior modo la conservazione degli oggetti che meritarono, ne son certo, la sua estimazione, ho l\u2019alto onore di professarmi<br \/>\ndella signoria Vostra Illustrissima<br \/>\nVallepietra 17 giugno 1900<br \/>\ndevotissimo obbligatissimo servo<br \/>\nSalvatore abbate Mercuri<br \/>\nVicario Foraneo<br \/>\nIllustrissimo<br \/>\nsignor Federico dottor Hermanin<br \/>\nRoma<br \/>\nCopia\u00a0fedele del testamento di Monsignor Francesco Caetani nella parte riguardante le suppellettili.<br \/>\nIn nomine Domini. Amen.<br \/>\nPresenti pubblico Instrumento cunctis ubique pateat evidenter notumque sit quod anno a nativitate Domini Nostri Iesu Christi millesimo sexcentesimo septuagesimo (1670) inditione septima. Die decima tertia mensis Martii sede vacante per obitum sanctae Memoriae Clementis P. P. nom. In me notarii pubblici, ac testium infrascriptorum presentia presens et personaliter existens Illustrissimus, et reverendissimus dominus Franciscus Caetanus Archiepiscopus Rodiensis Filius Illustrissimi Horati Domini Vallis Petre nihil cognibus, sanus, dei gratia, mente ceterisque sensibus, licet corpore languens.<br \/>\n\u2026Item per ragione di legato tutta l\u2019altra mia suppellettile sacra con due calici, ampolle, e tutte l\u2019altre cose della mia cappella appartenenti al sacrificio le lascio alla cappella di s. Antonio di Padova esistente nella chiesa parrocchiale di Vallepietra con condizione che si devino accomodare pel servizio di tutte l\u2019altre cappelle esistenti in detta chiesa, per li giorni delle loro solennit\u00e0, solamente cio\u00e8 dalli primi vespri per tutto il giorno della Festa.<br \/>\nIn tutti li miei Beni, Mobili, stabili, semoventi, in qualsivoglia loco esistenti, raggioni, azioni che faccio instituisco e con la mia propria bocca nomino mio herede universale il signor Orazio Caetano Signore di Vallepietra mio amatissimo e Reverendissimo padre, al quale morendo in qualsivoglia tempo sostituisco l\u2019Illustrissimo et Eccellentissimo Signore Don Lorenzo Onofrio Colonna, gran Contestabile del Regno di Napoli, senza alcuna detrazzione.<br \/>\nEgo Ioannes Baptista Rondinus Romanus Civis, et Causarum Curiae Capitolinae Dei, et apostolica sedis gratia Notarius pubblicus de predictis rogatus in fidem me subscripsi, et pubblicavi requisitus.<br \/>\nIo infrascritto Computista del Patrimonio dell\u2019Illustrissima casa Astalli faccio piena, ed indubbitata fede, mediante anco il mio giuramento quatemus come la presente copia del testamento della bona Memoria di Monsignore Francesco Caetani \u00e8 stata fedelmente estratta e copiata da altra simile esistente nella filza della computisteria Astalli colla quale collazionata concorda salva<br \/>\nIn fede est<br \/>\nRoma 2 Maggio 1766<br \/>\nCos\u00ec \u00e8<br \/>\nGiovan Battista Simeoni Computista<br \/>\nVisto per copia conforme<br \/>\nVallepietra 17 giugno 1900<br \/>\nIl Vicario foraneo<br \/>\nSalvatore Abbate Mercuri<br \/>\nMissione a Vallepietra<br \/>\nal Ministro della Pubblica Istruzione<br \/>\nDirezione generale antichit\u00e0 e belle arti<br \/>\narredi sacri della Chiesa parrocchiale di Vallepietra<br \/>\nVallepietra<br \/>\nArredi sacri nella chiesa parrocchiale<br \/>\nRoma 19 giugno 1900<br \/>\nPer incarico avuto da codesto Ministero sono andato a Vallepietra in provincia di Roma (diocesi di Anagni) per esaminarvi gli arredi sacri conservati nella chiesa parrocchiale.<br \/>\nDegli oggetti di metallo e di legno, reliquiarii, crocifissi, incensieri e simili, non torna il conto di parlare essendo cose di pochissimo valore intrinseco ed artistico. Di maggiore importanza sono invece i paramenti sacerdotali che risalgono quasi tutti ai secoli decimosettimo e decimoottavo e dei quali alcuni possono veramente considerarsi come bei campioni delle industrie di quel tempo.<br \/>\nUnisco a questa mia, le due note consegnatemi dal Vicario Foraneo di Vallepietra Reverendo Abate Salvatore Mercuri, dove sono registrati gli oggetti della suppellettile sacra della chiesa suddetta.<\/p>\n<p>Il primo elenco registra gli oggetti che sono di propriet\u00e0 della Chiesa parrocchiale, il secondo, quelli che sono di propriet\u00e0 della cappella di s. Antonio nella suddetta chiesa e che stanno sotto il giuspatronato di casa Colonna.<br \/>\nDei primi \u00e8 consegnatario l\u2019arciprete di Vallepietra reverendo don Filippo de Sanctis. Dei secondi \u00e8 custode, nominato da casa Colonna, il Vicario foraneo don Salvatore Mercuri.<br \/>\nFra gli oggetti del primo elenco, hanno speciale importanza i seguenti:<br \/>\n1. Un parato in terza (pianeta e tonicella) di broccato di lama d\u2019argento, fiorato collo stemma del Comune di Vallepietra. Il parato \u00e8 della fine del XVII secolo ed in buono stato.<br \/>\n2. Pianeta di seta bianca, ricamata riccamente a seta ed oro e velo, ricamato con nel centro il simbolo del Pellicano, stola e manipolo. Bench\u00e9 in mediocre stato di conservazione, questi paramenti, che risalgono al secolo XVII, sono di assai bel lavoro.<br \/>\n3. Paliotto d\u2019altare di velluto rosso tagliato ed applicato su fondo di lama d\u2019oro. Questo paliotto, assai male ridotto, \u00e8 per\u00f2 il pezzo migliore di questa prima serie e risale circa alla met\u00e0 del secolo XVII. Tra gli oggetti del secondo elenco, sono da notarsi:<br \/>\n1. Una pianeta di seta bianca con fioretti ricamati in oro. Questa pianeta \u00e8 veramente bella ma purtroppo non \u00e8 intera perch\u00e9 un pezzo ne fu tagliato per farne un manipolo e nel centro le fu aggiunta una lunga striscia ricamata, posteriore almeno di un secolo. La pianeta \u00e8 della met\u00e0 del secolo XVII.<br \/>\n2. Un velo da calice grande ricamato col nome di Ges\u00f9. Secolo XVIII.<br \/>\n3. Una pianeta di damasco a fiori. Secolo XVIII.<br \/>\nTutti questi oggetti stanno ora entro il vecchio e sconnesso armadio della sagrestia la quale ha le pareti trasudanti umidit\u00e0. Quindi credo che si farebbe cosa utile riponendo le stoffe entro un armadio nuovo, solido e ben chiuso e specialmente allontanandole dalla dannosissima umidit\u00e0 della sagrestia.<br \/>\nIl Viceispettore<br \/>\nF. Hermanin<br \/>\n_______________<br \/>\n1 &#8211; Il curatore dell\u2019attuale allestimento, don alberto Ponzi, precisa che i paramenti pi\u00f9 importanti sono stati distribuiti tra i musei di Trevi nel Lazio e Filettino, ove non \u00e8 escluso che si possano trovare gli altri esemplari menzionati dall\u2019Hermanin. Notizie sul legato Caetani sono anche in F. Caraffa, &#8220;Vallepietra dalle origini alla fine del secolo XIX. Con una appendice sul santuario della Santissima Trinit\u00e0 sul Monte Autore&#8221;, Roma 1969, pp. 111-113.<br \/>\n2 &#8211; Roma, Archivio storico della Soprintendenza di Roma. Federico Hermanin \u2013 Missioni. Vallepietra.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Flavia Strinati Il 1900 \u00e8 un anno denso di attivit\u00e0 per il vice-ispettore della Galleria Corsini e futuro direttore Federico Hermanin. 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