{"id":4214,"date":"2018-06-21T17:47:58","date_gmt":"2018-06-21T15:47:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.aequa.org\/v1\/?p=4214"},"modified":"2018-06-23T17:01:17","modified_gmt":"2018-06-23T15:01:17","slug":"il-riofreddano-carlo-riccardi-farmacista-a-tivoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/il-riofreddano-carlo-riccardi-farmacista-a-tivoli\/","title":{"rendered":"IL RIOFREDDANO CARLO RICCARDI FARMACISTA A TIVOLI"},"content":{"rendered":"<p><strong>di Vincenzo G. Pacifici<\/strong><\/p>\n<p>Nel 1831 \u00e8 insediata nella nostra citt\u00e0, composta da 9 cittadini e da alcuni parroci, una commissione del timore\u00a0 \u201cdel morbo contaggioso del Cholera Morbus\u201d. Proprio alle farmacie in previsione della catastrofica epidemia incombe l\u2019obbligo di disporre di \u201carticoli dei medicinali ed altro che sono pi\u00f9 indicati\u201d, cio\u00e8 \u201cetere solforico, acetico e moriatico, liquore anodino di Hoffmann, acido vitrilico, canfora, castoro, oppio, succino, acidi minerali, manganese, salmarino, nitro, china, calomelano e preparazioni mercuriali, ammoniaca liquida, oglio di noce moscata, oglio di cajeput\u201d.<br \/>\nL\u2019unico dato confortante, del tutto isolato, \u00e8 riscontrato nella \u201cnettezza, eleganza e bella tenuta\u201d delle spezierie cittadine, quella di Antonio Carlandi in piazza del Trevio, del convento di S. Giovanni, di Vincenzo\u00a0 Rosati in via S.\u00a0 Valerio e di Francesco Salvi in piazza della Regina.<br \/>\nNel 1873 \u2013 siamo ormai nell\u2019Italia liberale \u2013 dopo la bocciatura dell\u2019istanza di eliminare la farmacia in via S. Valerio, la prefettura, in base all\u2019ordinamento pontificio del 1836, sulla scorta del numero degli abitanti pi\u00f9 basso rispetto ai 9000 necessari per una terza spezieria, segnala al sindaco, senza effetto, di trasferire nell\u2019area di S. Valerio una delle 2 esistenti nel centro. Presso l\u2019archivio comunale i primi documenti presenti risalgono al 1876. Con una circolare del 20 agosto il prefetto Camillo Caracciolo marchese di Bella chiede di conoscere il quadro degli \u201cesercenti professioni sanitarie\u201d nel Comune. Dalla risposta risultano essere 4, i tre tiburtini Ignazio Carlandi, diplomato all\u2019Universit\u00e0 di\u00a0 Roma il 12 luglio 1847, Luigi Bonatti ( 31 luglio 1859) e Nicola Rosati (8 maggio 1848), e il responsabile della farmacia ospedaliera fr. Rocco Cipolletta, nato a Mugnano di Napoli, del quale \u2013 a leggere le precisazioni fornite &#8211; \u201cpresso l\u2019Universit\u00e0 romana esistono i requisiti per ottenere il diploma\u201d.<br \/>\nNel 1879, alla abituale circolare del prefetto di Roma (dal 28 luglio 1878 \u00e8 Pericle Mazzoleni), si risponde dal Comune riferendo di due sole novit\u00e0: institore dell\u2019attivit\u00e0 presso il nosocomio \u00e8 Ambrogio Valentini da Otricoli, diplomato il 3 luglio 1819 all\u2019ateneo capitolino, mentre la farmacia Carlandi conta come assistente Antonio Palumbo da Montemilone, il cui titolo \u00e8 stato conseguito il 9 dicembre 1874 a Napoli. L\u20198 giugno dalla prefettura si lamenta la mancata indicazione dei dati relativi all\u2019autorizzazione necessaria \u201cper poter legalmente condurre una farmacia\u201d. Il 3 luglio il sindaco Tomei, inaugurando una lunga diatriba, replica in maniera non poco polemica: \u201cLe 4 farmacie aperte al pubblico in questa citt\u00e0 contano cento e pi\u00f9 anni di vita, quindi gli attuali conduttori mi hanno risposto che non \u00e8 loro dato di rintracciare il permesso autorizzativo l\u2019apertura. In ogni modo, hanno soggiunto, le quante volte occorra una nuova autorizzazione ministeriale, sono disposti ad invocarla non appena la SV si sar\u00e0 degnata di notificare loro gl\u2019incombenti a compiersi ed i documenti da prodursi\u201d. Pressato da rinnovata richiesta, Rosati fornisce la data del 1848 (<em>in facultate pharmaceutica<\/em>) e gli altri confermano le indicazioni gi\u00e0 citate. Tomei puntualizza la condizione comune di proprietari. Dopo una nuova comunicazione del luglio il sindaco Tomei precisa che i responsabili delle 4 sedi sono muniti della matricola di \u201calta farmacia\u201d. La lentezza dei 4 professionisti, nel completare i dettagli sollecitati, richiede un ulteriore scambio di note, concluso solo il 31 ottobre con l\u2019autorizzazione rilasciata all\u2019Ospedale, sul cui titolare, \u201cdalla grave et\u00e0 di circa 80 anni\u201d, era stata sollecitata adeguata attestazione sulle condizioni fisiche e morali. Nel 1880 si registra una novit\u00e0: nel mese di giugno viene proposta e perfezionata la nomina di un institore, Giuseppe Giordani, diplomato nel 1842 presso l\u2019Universit\u00e0 di Bologna, da parte degli eredi di Nicola Rosati. A fine anno risultano operativi Carlandi, Bonatti e Valentini. L\u2019anno successivo, mentre institore della farmacia di propriet\u00e0 del civico Ospedale diviene Gaetano Gentili, la responsabilit\u00e0 della spezieria gi\u00e0 Rosati viene assunta da Carlo Riccardi, proprietario dal 26 ottobre 1880 e diplomato presso l\u2019Universit\u00e0 di Roma dal 2 luglio 1881. Superate le difficolt\u00e0 burocratiche, il 7 novembre 1882 Riccardi \u00e8 autorizzato \u201ca condurre in qualit\u00e0 di titolare la farmacia di sua propriet\u00e0\u201d. La riottosit\u00e0, dovuta con tutta probabilit\u00e0 alla giovane et\u00e0 (era nato nel 1858 a Riofreddo), crea a Riccardi rischi piuttosto seri (dalla prefettura si arriva a prospettare la chiusura della farmacia per la sua \u201ctrascuranza\u201d) e solo allo scadere della proroga, con \u201ccondiscendenza\u201d concessagli, paga le tasse e ritira il decreto di piena legittimazione.<br \/>\nIl 10 gennaio 1888 il sindaco Tomei rimette al prefetto il quadro dei farmacisti operanti a Tivoli: oltre a Carlandi, Bonatti e Riccardi sono segnalati 3 institori, il primo,\u00a0 G. Battista Elisei, diplomato ad Urbino il 20 marzo 1846, il secondo, Ernesto Ortensi presso la farmacia Bonatti, diplomato a Macerata il 17 gennaio 1856, ed infine Ettore Rossi dipendente della Carlandi, con titolo conseguito a Padova il 30 marzo 1876.<br \/>\nNella corrispondenza ufficiale tra la prefettura e l\u2019amministrazione civica viene pi\u00f9 volte ovviamente fatto riferimento al regolamento per l\u2019esecuzione della legge sulla sanit\u00e0 pubblica del 6 settembre 1874 (rd, n. 2120) e alle modifiche apportate con il rd n. 3634 del 14 gennaio 1877, che conferiscono con una positiva e sottovalutata linea decentratrice ai prefetti alcune facolt\u00e0 ed attribuzioni, in precedenza attribuite al Ministero. A proposito della farmacie l\u2019autorizzazione alla loro apertura (art.97), l\u2019istanza per lo stabilimento iniziale (art. 111) e l\u2019ordine di chiusura (art. 112) passano sotto la competenza dei prefetti. Nel 1890 l\u2019area tiburtina\u2013sublacense vede farmacisti operanti ad Affile (1 condotto con 2000 lire di stipendio), Agosta (30 lire), Anticoli (1 con 2100 lire), Arsoli (2 con 1300 lire), Castelmadama (1 con 2535 lire), Cervara (1 con 2120 lire), Ciciliano (1 con 2200 lire). Gerano (1 con 2500 lire), Jenne (1 con 2035 lire), Mandela (1 con 2500 lire), Marano Equo (1 con 1350 lire), Montecelio (1+1 farmacista assistente con 1800 lire ciascuno), Palombara (2 farmacisti + 1 farmacista assistente con 5400 lire ciascuno), Percile (1 con 1200 lire), Poli (1 con 3000 lire), Roviano (1 con 200 lire), S. Angelo Romano (1 con 225 lire), S. Gregorio da Sassola (1 con 160 lire), S. Polo dei cavalieri (1 con 2400 lire), S. Vito (1 con 2100 lire), Subiaco (3 con 624 lire), Tivoli (5 farmacisti + 4 farmacisti assistenti con 480 lire ciascuno), Vicovaro (1 con 900 lire).<br \/>\nIl Comune, nel rispondere ad una circolare del 30 novembre 1891 emanata dalla Direzione generale della Sanit\u00e0 pubblica, riguardante medici e farmacisti impiegabili \u201cpei bisogni del servizio sanitario in caso di mobilitazione\u201d, oltre a 3 medici, il 22 dicembre indica Carlo Riccardi, appartenente alla I categoria, volontario per 1 anno, caporale della IX Compagnia di Sanit\u00e0, nominato con decreto dell\u2019agosto 1875 farmacista militare. In replica alla circolare n. 70354 del novembre 1907, richiedente notizie sulle farmacie, viene compilato questo quadro prospettico:<br \/>\nFarmacie\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 pop. servita\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 mq.area\u00a0\u00a0 \u00a0 \u00a0\u00a0 distanza farm. viciniore\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0 \u00a0\u00a0 viabilita&#8217;<br \/>\n1) Riccardi\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 4000\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 12.000\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 600 metri \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0\u00a0 buona<br \/>\n2) Bonatti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0 4000\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u201c\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0 \u00a0 200 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0\u00a0 \u201c<br \/>\n3) Carlandi\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 3000\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u201c\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 200 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0\u00a0 \u201c<br \/>\n4) Ospedale\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 3500\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u201c\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 400 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0\u00a0 \u00a0 \u201c<br \/>\nLe farmacie, oltre il professionista abilitato, contano ciascuna 1 commesso ed 1 facchino. L\u2019unico proprietario \u00e8 Carlo Riccardi, che si serve anche del figlio Riccardo, studente in Farmacia, mentre degli esercizi Bonatti e Carlandi sono responsabili gli affittuari Amanzio Tedeschi e Giuseppe Conti. La farmacia con il reddito pi\u00f9 alto (2000 lire) \u00e8 quella dell\u2019Ospedale, il cui direttore \u00e8 nominato dalla Commissione amministratrice, mentre le altre 3 passano dalle 1400 lire di Riccardi e Bonatti alle 1300 di Conti. Sono state tutte aperte anteriormente alla legge del 1888. Solo la farmacia di piazza Rivarola non ha utilizzato le disposizioni pontificie. Dopo essere state riordinate sul territorio comunale negli anni Trenta, nel periodo postbellico le farmacie tiburtine, aumentate in maniera adeguata alla popolazione, hanno operato ed ancora oggi operano \u2013 dato indubbio ed incontestabile \u2013 con seriet\u00e0, con puntualit\u00e0, con continuit\u00e0, sempre attente e sensibili alle esigenze ed alle necessit\u00e0 dei cittadini. Si tratta di una missione ereditata, confermata e consegnata ai giovani professionisti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Vincenzo G. Pacifici Nel 1831 \u00e8 insediata nella nostra citt\u00e0, composta da 9 cittadini e da alcuni parroci, una commissione del timore\u00a0 \u201cdel morbo contaggioso del Cholera Morbus\u201d. 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