{"id":5334,"date":"2023-10-01T21:32:43","date_gmt":"2023-10-01T19:32:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.aequa.org\/v1\/?p=5334"},"modified":"2023-10-01T21:34:25","modified_gmt":"2023-10-01T19:34:25","slug":"storie-di-arsoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/storie-di-arsoli\/","title":{"rendered":"STORIE DI ARSOLI"},"content":{"rendered":"<p><strong>N. CARIELLO, <em>Storie di Arsoli<\/em>, Arbor Sapientiae Editore, Roma 2023, ((20&#215;14), pp. 128, \u20ac 18,00.<\/strong><\/p>\n<p>Studioso di storia medievale e di diritto ecclesiastico, conoscitore del mondo bizantino e appassionato della cultura russa, Nicola Cariello non ha bisogno di molte presentazioni. Nel corso degli anni, ha pubblicato <em>I<\/em> <em>saraceni nel Lazio<\/em>, <em>Giovanni VIII papa medievale<\/em>, <em>Bisanzio Roma e Kiev ai tempi dell\u2019imperatore Giovanni<\/em> <em>Tzimisce<\/em>, <em>Stato e Chiesa nel Regno d\u2019Italia<\/em>, <em>I russi in Val d\u2019Aniene<\/em>, una raccolta di scritti sui viaggiatori e sugli artisti russi che soggiornarono nella regione laziale, e nel 2022 <em>Il governo rivoluzionario di Tessalonica<\/em>, uno studio sugli avvenimenti del XIV secolo che portarono gli zeloti al governo della citt\u00e0 greca oggi chiamata Salonicco. Ha inoltre curato versioni in italiano di autori russi.<br \/>\nMi verrebbe da dire, con una locuzione ardita, che l\u2019amico Nicola sia \u00abun archeologo della storia\u00bb, perch\u00e9 \u201cscavando\u201d nel passato riporta alla luce eventi sconosciuti o dimenticati, in uno stile armonico e con un linguaggio pacato, frutto di un\u2019articolata e profonda ricerca.<br \/>\nNelle <em>Storie di Arsol<\/em>i, Nicola dimostra quanto sia nel giusto Cesare Cant\u00f9, lo storico ottocentesco, quando afferma che \u00able storie dei paesi sono le fonti della storia delle nazioni\u00bb. In una cornice che spazia dal Medioevo ai giorni nostri, passando per l\u2019et\u00e0 moderna, alcune vicende che hanno caratterizzato il millenario paese rivivono sotto ai nostri occhi, inserendosi nel quadro pi\u00f9 generale della storia d\u2019Italia.<br \/>\nGli scritti prendono il via dal <em>Liber Vitae<\/em>, contenuto nel Sacramentario di Subiaco. Nelle comunit\u00e0 medievali, l\u2019iscrizione nel libro era un grande privilegio perch\u00e9 permetteva ai defunti di partecipare alle celebrazioni come se fossero presenti. Era un modo per ottenere l\u2019immortalit\u00e0. Nel caso specifico vennero presi in considerazione tutti gli abitanti del castello di Arsoli.<br \/>\nIl secondo testo ricorda San Domenico di Sora, un eroe della fede che tuonava contro la vita disordinata del popolo.<br \/>\nAi tempi in cui Arsoli fu teatro di guerra tra Carlo d\u2019Angi\u00f2 e Manfredi, figlio illegittimo di Federico II di Svevia, si svolge la storia di Rodolfo de Zandino, castellano del villaggio. In un\u2019Italia lacerata e senza guida, il castello di Arsoli era un caposaldo al confine tra i domini della Chiesa e il Regno di Sicilia. Carlo d\u2019Angi\u00f2, comandante in capo dell\u2019esercito pontificio, nomin\u00f2 Rodolfo \u201cConestabile\u201d, con l\u2019ordine di presidiare in armi il castello per difenderlo dalle scorrerie di Manfredi.<br \/>\nL\u2019et\u00e0 moderna si apre nel Cinquecento, epoca di grandi cambiamenti e di capitani di ventura. Mentre l\u2019Europa perdeva la sua centralit\u00e0, l\u2019Italia era per\u00f2 ancora campo di battaglia tra le potenze continentali. Amico d\u2019Arsoli, un capitano di ventura pronto a esercitare il mestiere delle armi con chiunque lo pagasse, spazi\u00f2 con le sue gesta lungo la penisola ma senza trovare posto nel Pantheon degli eroi, bench\u00e9 oggi la sua memoria sia ancora viva nella cultura popolare di Arsoli.<br \/>\nCon un balzo siamo nel Settecento, epoca in cui gli Stati cattolici sostenevano Giacomo III nella sua rivendicazione al trono di Inghilterra, ma la cui costituzione stabiliva che nessun cattolico avrebbe potuto pi\u00f9 regnare sul paese. Giacomo III cre\u00f2 la sua corte a Roma e non manc\u00f2 di visitare Arsoli, dove fu accolto \u00abcon quella splendidezza che s\u2019addiceva ad Ospiti cotanto distinti\u00bb.<br \/>\nNell\u2019Ottocento si sviluppa la storia di Achille-Etna Michallon, un pittore paesaggista. Ma soltanto nel 1994 spunt\u00f2 al Louvre di Parigi il disegno <em>Vue d\u2019Arsoli<\/em>. Nicola ci conduce sulle tracce di Michallon, fin da quando ricevette il <em>Prix de Rome<\/em>, una borsa di studio dell\u2019Accademia di Francia che permetteva ai giovani artisti un soggiorno a Roma. Nel luglio del 1818, mentre viaggiava verso Subiaco Michallon si ferm\u00f2 ad Arsoli.<br \/>\nLa vicenda delle reliquie di Santa Eusebia, oggi conservate nella chiesa di San Bartolomeo di Arsoli, donate nel 1822 da papa Pio VII a Pietro Sciarra chiude il periodo dedicato all\u2019et\u00e0 moderna.<br \/>\nDella prima met\u00e0 del Novecento \u00e8 la storia del pittore Alessandro Morani e di sua moglie, la russa Lili Helbig \u0160achovskaya. Lili fu grande amica di Eleonora Duse, la musa di Gabriele D\u2019Annunzio; essa fu ospite della villa Morani di Arsoli nel 1903.<br \/>\nPer concludere, <em>Storie di Arsoli<\/em> di Nicola Cariello \u00e8 un libro che bisogna leggere con una navigazione lenta per apprezzarlo in tutta la sua estensione. La sua lettura suscita una sincera e profonda emozione. Il segno di un dono d\u2019amore di Nicola verso il paese di Arsoli e delle piccole grandi storie che sono le fonti della storia d\u2019Italia (MaGi).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>N. CARIELLO, Storie di Arsoli, Arbor Sapientiae Editore, Roma 2023, ((20&#215;14), pp. 128, \u20ac 18,00. 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