{"id":5401,"date":"2023-10-23T17:22:17","date_gmt":"2023-10-23T15:22:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.aequa.org\/v1\/?p=5401"},"modified":"2023-10-23T17:22:17","modified_gmt":"2023-10-23T15:22:17","slug":"parlando-con-livio-jannattoni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.aequa.org\/v1\/index.php\/parlando-con-livio-jannattoni\/","title":{"rendered":"PARLANDO CON LIVIO JANNATTONI"},"content":{"rendered":"<p><strong>di Marcello Proietti<\/strong><\/p>\n<p>Parlare con Livio Jannattoni voleva dire scoprire una Roma sconosciuta, offesa, dimenticata, addirittura ignorata dai suoi stessi abitanti. Egli dedic\u00f2 tutta la sua attivit\u00e0 di \u201cscrittore di cose romane\u201d a descrivere la sua citt\u00e0, con amore e cruda realt\u00e0, mettendone in evidenza vizi e virt\u00f9, calcando la mano impietosamente verso i suoi concittadini ai quali non perdonava la filosofia del \u201c<i>tira a campa\u2019, quarcuno c\u00e9 penzer\u00e0, vol\u00e9mose bene<\/i>\u201d.Stigmatizzando il colpevole, cronico disinteresse per la citt\u00e0, per i suoi monumenti, per la mancanza di rispetto nei confronti di tutto ci\u00f2 che costituisce patrimonio di utilit\u00e0 pubblica, cio\u00e8 della collettivit\u00e0 diceva:<br \/>\n\u201cNoi non siamo proprio civili, il romano \u00e8 un primitivo assoluto con doti splendenti e tanti difetti che provoca un\u2019enorme simpatia o un\u2019antipatia immediata. Le ville i musei che sono stati la mia universit\u00e0 sono in un abbandono che accora. Quale sar\u00e0 il futuro del Corso? Un\u2019insolita miscela di post-paninari e gn\u00f2mi della Finanza, preoccupa maggiormente il calar di tono della citt\u00e0. Non \u00e8 il solito grido d\u2019allarme, i danni ci sono stati e ce ne saranno ancora. Ormai c\u2019\u00e8 assuefazione a questa situazione\u201d<br \/>\nCon sofferenza chiamava sciatteria questa apatica noncuranza. Ricordo la sua indignazione quando uno storico Caff\u00e8 nei pressi di pazza di Spagna fu trasformato in una sorta di paninoteca ed altro. \u201c<i>Pass\u00e0nno, \u2019na p\u00f9zza d\u2019ojo fritto che t\u00e9 s\u2019arivorta \u2019o stommaco<\/i>\u201d, fu il suo fiorito commento. Questo suo atteggiamento, che non gli procurava facili amicizie, si manifestava non soltanto negli scritti, ma in tutte le espressioni della sua attivit\u00e0 rivolta a promuovere e coordinare iniziative culturali nelle quali la sua partecipazione consisteva sempre nel dare con generosit\u00e0 senza altro corrispettivo che la soddisfazione morale dei risultati.<br \/>\nDotato di vasta cultura e notevole memoria spazi\u00f2 dal giornalismo all\u2019editoria collaborando con diverse testate, dal romanissimo Messaggero a Paese Sera alla Voce Repubblicana, e con primarie case editrici con le quali pubblic\u00f2 studi e saggi sul Belli, Trilussa ed altri importanti lavori su Roma e sul Lazio lasciando incompiuta l\u2019ultima fatica, &#8220;La cucina di Roma e del Lazio&#8221;, opera prevista in 40 fascicoli, dei quali 33 pubblicati fino al 1992, anno della sua scomparsa, raccolti poi nel 1998 in un volume dalla Newton Compton Editori.<br \/>\nColtivava le amicizie vere. Per lungo tempo rimase in corrispondenza con i familiari dei soldati caduti in Jugoslavia durante la Seconda guerra mondiale, alla quale partecip\u00f2 come ufficiale della divisione Perugia, riportando una ferita alla testa. Ogni anno a maggio s\u2019incontrava in Umbria con i militari superstiti.<br \/>\nNel 1958, ad iniziativa di giornalisti della \u201cFiera Letteraria\u201d, assidui frequentatori, insieme a pittori, artisti e scrittori, della Trattoria Angelino a Roma in Piazza Tor Margana, venne istituito il Premio Tor Margana. Il Premio consisteva in una Torre d\u2019Argento, originale scultura di Roberto Ruta ed era diretto a rendere omaggio a personaggi della cultura distintisi nel corso dell\u2019anno. La giuria formata da Elio Filippo Accrocca, Libero Bigiaretti, Luigi Pallottino e Livio Jannattoni, nei vari anni premi\u00f2 Bruno Zevi, Maria e Goffredo Bellonci (ideatori insieme all\u2019eclettico Guido Alberti del Premio Strega), Salvatore Quasimodo, Eduardo de Filippo, Carla Fracci, Severino Gazzelloni, Anna Magnani ed altre personalit\u00e0 della cultura. Durante la premiazione di Anna Magnani, nel 1961, a sorpresa fece irruzione in sala Pier Paolo Pasolini, con la troupe di Accattone al completo, che dedic\u00f2 una sua poesia a Nannarella.<br \/>\nMolti anni dopo raccontandomi con viva emozione l\u2019avvenimento e parlando del rifiuto della Magnani di far Compagnia con Ettore Petrolini sussurr\u00f2 fra s\u00e9 e s\u00e9: \u201cNon era bella Anna, era affascinante\u201d, poi aggiunse: \u201cquando lasci\u00f2 la casa tra il verde della Valle dell\u2019Aniene, sotto Mandela,che figur\u00f2 anche in scene del film Campo de\u2019 Fiori, subentrai io nella locazione\u201d.<br \/>\nLa completa produzione della sua attivit\u00e0, consistente in ritagli di giornali, appunti, fotografie e altro materiale, suddivisa in tre grandi gruppi: Lazio; Roma ed altro; Chiesa; una raccolta di 368 faldoni, dagli anni \u201840 agli anni \u201890 del secolo scorso, contenuti in una scaffalatura lunga 38 metri, fu donata dalla figlia Cecilia all\u2019Istituto di Studi Romani \u2013 Fondazione Marco Besso.<br \/>\nTra gli scritti di Livio Jannattoni certamente merita particolare attenzione &#8220;Lazio intimo e sconosciuto&#8221; edito dalla Newton Compton Editori nel 1979. Con questo suo libro, si ripromette di svelare e condividere con i lettori le bellezze del Lazio, spesso sconosciute anche agli stessi suoi abitanti. Profondo conoscitore della sua regione, visitata pi\u00f9 volte in lungo e in largo, raramente in auto, descrive \u201cla variegata bellezza che insiste su un pedale di ritrosia, sia per quanto riguarda il carattere che il paesaggio e i modi semplici delle popolazioni, la loro ospitalit\u00e0, traggono a volte lontanissimi accenti dalle genti silvane che al Lazio seppero dare un volto, una radice storica, una vitalissima esistenza.\u201d<br \/>\nTuttavia non pu\u00f2 fare a meno di ricordare le \u201csevizie belliche\u201d, triste retaggio del Secondo conflitto mondiale, nonch\u00e9 \u201cgli oltraggi ecologici\u201d colpevolmente permessi e le \u201cpianificazioni indiscriminate\u201d arbitrariamente realizzate. Ma, nonostante ci\u00f2, il Lazio non solo mantiene la sua attrattiva turistica, ma la consolida autonomamente e non in subordine a quella della Capitale.<br \/>\nIl racconto del Lazio parte da Roma, si dipana lungo il mare &#8211; Ostia, Santa Marinella, Civitavecchia &#8211; attraversa la Tuscia, la Sabina, la Valle dell\u2019Aniene, dev\u00eca verso i Castelli Romani, la Ciociaria, fino ai confini con la Campania. Tutto il lungo percorso costellato dalla descrizione puntuale delle bellezze naturali dell\u2019amata regione e della sua storia spesso ignorata o ricordata come appendice di quella romana. Fu proprio durante la stesura di &#8220;Lazio rustico e sconosciuto&#8221; che il mio rapporto con Livio Jannattoni, da semplice prestazione professionale, si trasform\u00f2 in amicizia. Alla met\u00e0 degli anni \u201870 avevo da poco lasciato il lavoro in banca per collaborare come professionista associato in un importante studio tributario, il quale tra i suoi clienti annoverava un gruppo di case editrici. Fu cos\u00ec che conobbi Livio Jannattoni. Tra di noi si istaur\u00f2 subito un\u2019empatia spontanea agevolata da due fattori importanti: romani entrambi, nati nel quartiere di San Lorenzo, davanti l\u2019attuale Parco delle Vittime del bombardamento del 1943, io, nei pressi dei prati del Policlinico, scomparsi negli anni \u201830 dopo la costruzione della sede del Consiglio Nazionale delle Ricerche e dell\u2019Universit\u00e0 La Sapienza, lui (\u201ct\u00e9 n\u00f9n \u00e8ri ancora nato, ll\u00ec c\u00e9 stava \u2019n montar\u00f2zzo d\u00e9 t\u00e8ra, p\u00f2i \u00e8 ariv\u00e0to er travertino\u201d, mi diceva).<br \/>\nUn altro elemento che contribu\u00ec a consolidare il nostro rapporto fu la scoperta del reciproco interesse per il territorio della Valle dell\u2019Aniene. Per me ereditato dalle radici di nonni originari di Saracinesco, per Jannattoni il fatto di aver rilevato, qualche anno prima da Anna Magnani una casa a Mandela. L\u2019occasione, per lui che conosceva perfettamente la Valle dell\u2019Aniene, si rivel\u00f2 letale. Folgorato dalla magnificenza delle Ville di Tivoli e dalla selvaggia natura dei luoghi che si affacciano sulla Valle. Nel 1957, prima sul quotidiano Il Tempo e successivamente su Paese Sera, aveva scritto due articoli sollecitando la definitiva sistemazione della strada provinciale che va dal ponte sull\u2019Aniene dalla Stazione di Mandela a Saracinesco. La sollecitazione ebbe effetto e, con la fattiva collaborazione del Comune e del sindaco Augusto Maugliani, finalmente la strada venne ultimata negli anni successivi, in concomitanza con la realizzazione del film &#8220;La Ciociara&#8221;, diretto da Vittorio De Sica. Tutto ci\u00f2, unitamente all\u2019apertura della \u201cHostaria Marguttiana\u201d, aliment\u00f2 un notevole movimento turistico di \u201cfine settimana\u201d e sollecit\u00f2 nuovo interesse per il paese da parte dei saracinescari residenti a Roma che tornarono a passare le vacanze estive a Saracinesco.<br \/>\nIn quel tempo videro la luce l\u2019associazione culturale \u201cAmici di Saracinesco\u201d un\u2019Associazione sportiva e la Pro-Loco, attualmente tutte fuse in unico organismo: Associazione Pro-Loco di Saracinesco. Anche il Centro Anziani inizi\u00f2 a funzionare in quel periodo, organizzando gite, pellegrinaggi, vacanze al mare con soddisfazione di gente che il mare non l\u2019aveva mai visto.<br \/>\nFatti, notizie, aneddoti, curiosit\u00e0, confrontati con le analoghe situazioni che si verificavano anche in una citt\u00e0 grande come Roma, permeata di sano rustico provincialismo, spesso costituivano argomento di critico dialogo tra me e Jannattoni, entrambi contaminati da sentimenti di amore-odio per i luoghi delle nostre radici, carichi di luci e ombre, di contrasti e contraddizioni.<br \/>\nEgli mi aveva regalato da poco il bellissimo volume edito dall\u2019Istituto Poligrafico dello Stato, a cura di Umberto Parricchi, &#8220;Un paese immaginario: Anticoli Corrado&#8221;. La lettura del libro suscit\u00f2 in me un fiume di curiosit\u00e0 che puntualmente furono appagate nei nostri periodici incontri grazie alla sua vasta cultura, alla sconfinata memoria e soprattutto alla paziente e semplice capacit\u00e0 di informare, spiegare senza mai assumere atteggiamenti cattedratici.<br \/>\nA Natale del 1991 mi regal\u00f2 &#8220;Roma intima e sconosciuta&#8221;, accompagnato da una spiritosa dedica: \u201cA Proietti, che tacita come pu\u00f2 le mie paturnie da fisco. Con stimatissima amicizia. L. J\u201d. Fu il suo ultimo lavoro. Scomparve a luglio dell\u2019anno successivo, all\u2019et\u00e0 di 76 anni. Rileggendo il libro e costatando l\u2019immensa bellezza offerta da Roma e da lui descritta con incisiva e sovente cruda realt\u00e0, arrossisco prendendo atto della scarsa conoscenza della citt\u00e0 in cui sono nato, cresciuto, dove vivo. Anche ci\u00f2 che ho visto l\u2019ho guardato con superficialit\u00e0, dandolo per acquisito, per scontato, con la presunzione che per il solo fatto di averlo a portata di mano mi autorizzasse ad usarlo senza dare nulla in cambio, neanche il disturbo di cercarlo (\u201cc\u2019ho \u2019ntrupp\u00e0to\u201d), nascondendomi dietro il comodo alibi della difficolt\u00e0 di sottrarre tempo a \u201cimportanti, indifferibili impegni di lavoro\u201d. Aveva ragione il Belli nel dire:<\/p>\n<p><em>\u201cChe rabbia de sent\u00ec \u2019sti forestieri<\/em><br \/>\n<em> de tremmonti, che, senz\u2019\u00e8sse romani,<\/em><br \/>\n<em> arriven\u2019oggi ar Popolo, e domani<\/em><br \/>\n<em> ne sanno pi\u00f9 de li romani veri\u201d<\/em><\/p>\n<style type=\"text\/css\"><!--\nP { margin-bottom: 0.21cm }\n--><\/style>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Marcello Proietti Parlare con Livio Jannattoni voleva dire scoprire una Roma sconosciuta, offesa, dimenticata, addirittura ignorata dai suoi stessi abitanti. 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