Diario di un medico condotto. Una vita per gli altri

ANACLETO BERNARDINI

Diario di un medico condotto. Una vita per gli altri

Edizione 2003, pp. 288, ill. b. n. nel testo, s.i.p.

Questo libro di memorie (che non può definirsi un diario) è coinvolgente, appassionante non solo per chi vive ancora nella “zona dell’Arsolano”, ma anche per i lettori di questo genere letterario e, persino, per gli studiosi di argomenti storici. Il “Sor Dottore”, proprio per aver svolto dal 1933 al 1968 il mestiere nobilissimo di medico condotto nei vari paesi della media valle dell’Aniene (Arsoli, Riofreddo, Anticoli, Roviano, Cineto, Vallinfreda, Cervara, Vivaro, ma anche Carsoli e Pereto), risulta essere un testimone importante della vita socio-sanitaria e degli avvenimenti politici succedutisi in quel cruciale periodo storico. Nei suoi ricordi, iniziati a scrivere e mai terminati nel 1959, predominano l’esigenza di documentare la difficile attività del medico condotto, equiparato ad un missionario, e allo stesso tempo la rivendicazione dell’importanza di questo lavoro in ambienti rurali e in condizioni umane di estrema miseria. Il Bernardini non è “una cattiva penna”, anzi. Le descrizioni dei luoghi interni alle case “malsane, anguste, prive di aria e di sole”, quelle degli ospedali e degli ambulatori, quelle dei villaggi denotano ottimi studi e una vena poetica e narrativa non trascurabile. Un esempio? Ecco come parla di Anticoli in quattro righe: “Le casupole, dai tetti spioventi e dalle tegole tinte in verde da un soffice velo di muschio, dai muri grezzi, senza intonaco, dai portali che danno adito a piccole abitazioni dalle minuscole finestre delle facciate che sembrano tanti fori di un favo di cera che attendono miriadi di api” (p. 221). Notevoli, ancora, sono le analisi socio-economiche e le descrizioni psicologiche che fa delle popolazioni in generale e dei pazienti. Nel libro, curato da Eugenio Tiberi, si leggono anche molte testimonianze e aneddoti che vanno oltre l’interesse locale e che riguardano i fatti dell’ultima guerra, gelosie professionali, vicende di personaggi noti (da Mussolini al principe Umberto, dai Massimo ai Garibaldi, da Mario Appelius a Cavalleri, da Fra’ Diego ai Ceas). Un bel libro di memorie, dunque, ricco di materiale interessante.