LE PIETRE RACCONTANO: ALLA SCOPERTA DI 26 BORGHI ABBANDONATI NELLA NATURA DELL’APPENNINO

Paolo Emilio Capaldi, Cristina Ternovec, Pietro Lancia, Brunella Bonetti, Le pietre raccontano, alla scoperta di 26 borghi abbandonati nella natura dell’Appennino, Edizione Il Lupo, Sulmona (AQ), 2019. (cm 14×19), pagine 276, 17€.
In Appennino sono numerosi i borghi abbandonati; sono tanti e differenti tra loro per la posizione, per lo stato di conservazione, per l’essere borghi incastellati o meno, per essere almeno in piccola parte ancora abitati o invece del tutto abbandonati. Sono tutti interessanti, moltissimi sono affascinanti, tutti hanno comunque delle storie da raccontare. Questa guida ne ha selezionati 26; per ciascuno sono riportate informazioni precise su come arrivarvi e come effettuare la visita. In quasi tutti è indicata un’escursione per conoscerne i dintorni; per tutti è raccontata la storia e l’abbandono. I siti visitati sono in queste zone: Valnerina (2), Gran Sasso (2), Monti Reatini (2), Valle del Turano (3), Monti Sabini (2), Monti Lucretili e Cornicolani (3), Colli Albani (1), Gruppo Sirente-Velino (1), Monti Simbruini ed Ernici (3), Parco Nazionale d’Abruzzo (5), Monti della Ciociaria (1), Monti Ausoni (1).
Gli itinerari proposti sono suddivisi in più schede. Una prima parte, “Introduzione”, illustra l’ambiente che circoscrive il luogo, le tipologie generali dell’abitato e gli aspetti generali dell’escursione, sottolineando le caratteristiche paesaggistiche, geologiche e naturalistiche, offrendo alcuni consigli per l’escursionista.
Ogni percorso apre con un paragrafo denominato “Le pietre raccontano” che, attraverso una o più testimonianze dirette del luogo, ha lo scopo di presentare la storia del sito, o la vita che si svolgeva in esso.
Nel paragrafo “I luoghi e la storia” è la narrazione degli accadimenti e dei fatti del passato, attraverso la ricostruzione di documenti d’archivio, o saggi di altri testi di storia locale, che fornisce un quadro di sintesi preciso sul contesto e le sorti del sito in questione. È proposta una piccola sezione sul “Come arrivare”, illustrativa della mobilità per il raggiungimento dell’area in questione, dal punto più conosciuto, più vicino al sito da visitare. La nota nominata “Accesso diretto”, si propone di individuare il percorso più breve per la fruizione del sito storico. Un’altra parte importante tratta della “Visita” dell’abitato, concedendo scorci, spunti architettonici ed artistici, con la storia degli edifici e delle chiese e dei luoghi. Un paragrafo dal titolo “Itinerario”, descrive il percorso per giungere alle rovine della città oppure, un anello o una traversata che tendano ad unire il sito visitato, ai luoghi circostanti di vita della città, le cui caratteristiche escursionistiche sono specificate volta per volta. Alcune volte, la visita del centro urbano sarà anche il pretesto per raggiungere una cima o un luogo caratteristico. Durante lo sviluppo del percorso si potrebbero incontrare alcuni elementi, generalmente adiacenti e di contorno alla cittadina, da poter sottolineare e porre all’attenzione dell’escursionista.
Questo bellissimo libro-guida ci è sembrato veramente molto interessante e permetterà di scoprire luoghi e siti di grande interesse da molto tempo dimenticati. Complimenti agli autori! (Luca Verzulli)